La Traviata

Wednesday, March 15 2017, 06:00 pm
United Nations Room
Presentazione La Traviata 2595 – Gallery Teatro Massimo
Conferenza di presentazione dell’opera La Traviata di Giuseppe Verdi (dal 19 marzo al 1 aprile) organizzata dagli Amici del Teatro Massimo, con Paolo Gallarati.

La Traviata

Paolo Gallarati è professore ordinario di Istituzioni di Storia della musica e di Drammaturgia musicale nell’Università di Torino. Ha fondato il dottorato di ricerca in «Storia e critica delle culture e dei beni musicali» e il «Centro Regionale Universitario per la Musica “Massimo Mila”» della Università di Torino di cui è stato direttore sino al 2009.
È codirettore della rivista musicologica «Il Saggiatore musicale» e fa parte del Comitato d’onore della edizione critica delle «Opere di Gioachino Rossini» edita da Bärenreiter (Kassel-Basel-London-New York-Praha). Svolge attività di critico musicale sulle colonne de «La Stampa» e sulla rivista «Amadeus». Nel 1996 per il volume La forza delle parole. Mozart drammaturgo (Torino, Einaudi, 1993), gli è stato assegnato il secondo «Premio internazionale Massimo Mila per la saggistica musicale». Il suo volume più recente è Verdi ritrovato. Rigoletto, Trovatore, Traviata, (Il Saggiatore, 2016).
L’ingresso è libero sino ad esaurimento dei posti disponibili.

La traviata è un’opera in tre atti di Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Piave. È basata su La signora delle camelie, opera teatrale di Alexandre Dumas (figlio), che lo stesso autore trasse dal suo precedente omonimo romanzo.

Viene considerata parte di una cosiddetta “trilogia popolare” di Verdi, assieme a Il trovatore e a Rigoletto.

Fu in parte composta nella villa degli editori Ricordi a Cadenabbia, sul lago di Como. La prima rappresentazione avvenne al Teatro La Fenice il 6 marzo 1853 ma, a causa forse di interpreti carenti e – probabilmente – per il soggetto allora considerato scabroso, non si rivelò il successo che il suo autore si attendeva[1]; fu ripresa il 6 maggio dell’anno successivo a Venezia al Teatro San Benedetto in una versione rielaborata e con interpreti più validi, come Maria Spezia Aldighieri e finalmente, diretta dal compositore, riscosse il meritato successo.

A causa della critica alla società borghese, l’opera, nei teatri di Firenze, Bologna, Parma (10 gennaio 1855 nel Teatro Regio di Parma come Violetta), Napoli e Roma, fu rimaneggiata dalla censura e messa in scena con alcuni pezzi totalmente stravolti. Sempre per sfuggire alla censura, l’opera dovette essere spostata come ambientazione cronologica dal XIX al XVIII secolo.

Secondo i dati pubblicati da Operabase nel 2013 è l’opera più rappresentata al mondo nelle ultime cinque stagioni, con 629 recite.

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