La Spia

Monreale, Sicily

La Spia – contro ogni forma di mafia

  • Mattea Musso in concerto: “Cantu antico” a Modica domani sera
    Posto unico: 10 euro Chiesa di San Paolo Apostolo (Corso Umberto I, dietro Piazza Matteotti, Modica, RG) Splendido concerto di musica barocca e popolare nel modicano. Mattea Musso, mezzosoprano modicana e residente a Buenos Aires, specialista in musica barocca e popolare antica, accompagnata dal tiorbista palermitano Silvio Natoli, presenta un concerto come cammino dialettico e di confronto fra musica del seicento prevalentemente siciliana e la canzone popolare antica della nostra tradizione. I due artisti eseguiranno musiche prevalentemente di Sigismondo D’India, e poi anche di altri artisti del seicento, quali Kapsberger, Caccini, Merula e Frescobaldi; nel secondo tempo, si ascolterà una selezione di canzoni popolari antiche del mediterraneo. Il concerto avviene in concomitanza della recente uscita del nuovo disco di Mattea Musso, “Toutes les nuits” (Acqua Records, distribuito da Naxos), disponibile su Amazon, Classics Online, Spotify e iTunes nei prossimi giorni. Il CD solista è dedicato alla dimensione del sogno nelle sue sfaccettature – dal sogno come illusione, desiderio o riscatto amoroso all’identificazione di esso con una realtà parallela e parimenti profonda di rifugio e gioia, fino alle fantasticazioni sul sogno eterno – ed è anch’esso dedicato abbraccio fra estetiche musicali primobarocche, rinascimentali e popolari mediterranee. Mattea Musso ci racconta del suo concerto e di ciò che lo ha ispirato: “La prassi musicale della musica del primo seicento, in questo caso centralmente rappresentata dal musicista secentesco siciliano Sigismondo D’India, è fortemente centrata sullo stretto rapporto fra la musica e la parola come sua origine, genesi, sviluppo e sintesi creativa. Il verso, ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-01-13By Redazione
    3 months ago
  • Calcio: disordini a Modica, disposti due Daspo dal Questore
    Il questore di Ragusa, a conclusione dell’attivita’ di accertamento del commissariato di Modica, dopo l’incontro di calcio “Frigintini/New-team Modica” per il campionato di Promozione, svoltosi a Modica il 9 ottobre, ha segnalato due sostenitori della New Modica calcio e emesso i provvedimenti di divieto di accesso ai luoghi ove si svolgono manifestazioni sportive: non potranno cosi’ frequentare gli stadi per un periodo da uno a due anni dalla notifica. Alcuni sostenitori si erano resi responsabili dello scavalcamento della rete di recinzione che delimita gli spalti dal terreno di gioco. Un tesserato della squadra del Frigintini ha riportato delle lesioni. The post Calcio: disordini a Modica, disposti due Daspo dal Questore appeared first on .: La Spia :. contro ogni forma di mafia. ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-01-13By Redazione
    3 months ago
  • Mafia, smantellata la cosca “Cappello-Bonaccorsi” di Catania: sigilli ad impero economico
    Clan smantellato a Catania. Trentuno le persone arrestate dalla Squadra mobile per associazione a delinquere di stampo mafioso, ritenute inserite nella cosca Cappello-Bonaccorsi. Tutte rispondono di associazione armata, associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga, detenzione e spaccio, estorsione e intestazione fittizia di beni. In azione anche agenti del Servizio centrale operativo. La cosca contrallava le piazze dello spaccio nei rioni di San Cristoforo e Librino e in diversi comuni della provincia. Sequestri, nel territorio etneo e in altre citta’ di Sicilia, Calabria e Campania, di numerose societa’ nei settori della raccolta rifiuti, imprese per la gestione di bar, ristoranti e pizzerie, nonche’ dell’abbigliamento, per svariati milioni di euro. I particolari nella conferenza stampa in Procura alle 10.30. The post Mafia, smantellata la cosca “Cappello-Bonaccorsi” di Catania: sigilli ad impero economico appeared first on .: La Spia :. contro ogni forma di mafia. ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-01-13By Redazione
    3 months ago
  • Ragusa, arrestato l’ex Presidente del Coni, Sasà Cintolo
    Questa mattina, la Compagnia della Guardia di Finanza di Ragusa ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare – arresti domiciliari – emessa dal G.I.P. del Tribunale di Ragusa nei confronti di CINTOLO Rosario, già Presidente e delegato provinciale del CONI di Ragusa. Il provvedimento restrittivo consegue alle indagini sulla gestione dei contributi che la Regione Siciliana, nel periodo 2006/2012, ha messo a disposizione della Scuola Regionale dello Sport di via Magna Grecia (Contrada Selvaggio). Le accuse a carico dell’arrestato e di un altro indagato, già segretario regionale e direttore della Scuola dello Sport di Ragusa, sono di peculato. È altresì in corso l’esecuzione di un decreto di sequestro preventivo di tutti i cespiti monetari nella disponibilità degli indagati per valore complessivo di circa 600.000 euro. Indetta per le ore 11,00 odierne una conferenza stampa presso la sede del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ragusa, alla presenza del Procuratore Capo dott. Carmelo PETRALIA e del Comandante Provinciale Col. t. ISSMI Claudio SOLOMBR The post Ragusa, arrestato l’ex Presidente del Coni, Sasà Cintolo appeared first on .: La Spia :. contro ogni forma di mafia. ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-01-12By Paolo Borrometi
    3 months ago
  • “Elio Greco è nel clan e usa prestanomi”, Lumia dopo la nostra denuncia scrive al Ministro (e cita i pentiti): “evitare che cinesi investano nei suoi locali”
    A Vittoria, secondo quanto documentato in un articolo di Paolo Borrometi apparso sulla testata giornalistica online “La Spia”, il 28 dicembre 2016, ingenti capitali cinesi (di dubbia provenienza) starebbero per essere investiti in un grande centro commerciale. I locali in cui si dovrebbe aprire il centro commerciale sono della signora Concetta Salerno, moglie del pluripregiudicato Emanuele (detto Elio) Greco. Emanuele Greco, fin dalla sua giovane età, era intraneo dal clan mafioso “Gallo” di Vittoria, per il quale, all’inizio insieme al fratello Giovanni, fu incaricato di svolgere attività estorsive ed intimidatorie”. E’ quanto scrive in una Interrogazione parlamentare il Senatore Giuseppe Lumia, riprendendo la nostra inchiesta giornalistica (LEGGI) e chiedendo al Ministro dell’Interno, Marco Minniti ed al Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, di intervenire per bloccare l’operazione dei cinesi e per sequestrare le attività intestate fittiziamente alla moglie di Emanuele (detto Elio) Greco. Lo stesso Elio Greco è stato tratto in arresto in diverse operazioni di polizia e successivamente condannato. Dalla sua uscita dal carcere ha accumulato una fortuna, realizzando, in poco tempo, un impero economico. Proprio il giornalista Paolo Borrometi, nell’inchiesta dal titolo “Elio Greco, c’è un cinese, un italiano e tanti, tanti soldi (…) a Vittoria” (del 28 dicembre 2016) ha documentato come alcuni imprenditori cinesi si siano affidati alla famiglia di Elio Greco, per la locazione dei locali a Vittoria, peraltro sprovvisti delle necessarie autorizzazioni previste a norma di legge; Emanuele Greco è, ancora oggi – scrive Lumia -, citato da diverse indagini e da diversi collaboratori di giustizia ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-01-11By Paolo Borrometi
    3 months ago
  • Perdonaci, caro piccolo Ometto…Tu che ancora non conoscevi la cattiveria umana!
    Era il 23 novembre del 1993 quando il piccolo Giuseppe Di Matteo venne rapito da due finti “poliziotti”. Quando i finti “poliziotti”, cioè i mafiosi, su ordine di Giovanni Brusca lo presero, dissero al piccolo che lo avrebbero portato dal padre. Lui, il piccolo Giuseppe, scoppiò in un immenso sorriso e disse “Padre mio, Cuore mio”. Quel sorriso fu l’ultimo sul viso di un bambino innocente che ebbe l’unica “colpa” di essere figlio di Santino Di Matteo, prima uomo di mafia, poi pentito. Perché da quel momento quegli uomini senza cuore gli avrebbero tolto tutto. Da quel giorno la vita del piccolo Giuseppe, pian piano, si è spenta. Giorno dopo giorno. E di giorni ne passarono 779 giorni. Giorni bui, sporchi di una crudeltà inaudita… in cui la vita di un bambino è stata spazzata via dalla lucida mente mafiosa. Brusca ordinò l’uccisione del ragazzo, ormai fortemente dimagrito e indebolito per la prolungata e dura prigionia, che venne strangolato e successivamente sciolto nell’acido l’11 gennaio 1996, all’età di 15 anni, dopo 25 mesi di prigionia, o meglio 779 giorni. Per non dimenticare mai la dolcezza di un bambino e la schifosa esistenza dei mafiosi. I mafiosi, una montagna di merda… #GiuseppeDiMatteo #PerNonDimenticareMai#BruscaMerda #MafiaMontagnaDiMerda ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-01-11By Paolo Borrometi
    3 months ago
  • Perdonaci, caro piccolo Ometto…Tu che ancora non conoscevi la cattiveria umana!
    Era il 23 novembre del 1993 quando il piccolo Giuseppe Di Matteo venne rapito da due finti “poliziotti”. Quando i finti “poliziotti”, cioè i mafiosi, su ordine di Giovanni Brusca lo presero, dissero al piccolo che lo avrebbero portato dal padre. Lui, il piccolo Giuseppe, scoppiò in un immenso sorriso e disse “Padre mio, Cuore mio”. Quel sorriso fu l’ultimo sul viso di un bambino innocente che ebbe l’unica “colpa” di essere figlio di Santino Di Matteo, prima uomo di mafia, poi pentito. Perché da quel momento quegli uomini senza cuore gli avrebbero tolto tutto. Da quel giorno la vita del piccolo Giuseppe, pian piano, si è spenta. Giorno dopo giorno. E di giorni ne passarono 779 giorni. Giorni bui, sporchi di una crudeltà inaudita… in cui la vita di un bambino è stata spazzata via dalla lucida mente mafiosa. Brusca ordinò l’uccisione del ragazzo, ormai fortemente dimagrito e indebolito per la prolungata e dura prigionia, che venne strangolato e successivamente sciolto nell’acido l’11 gennaio 1996, all’età di 15 anni, dopo 25 mesi di prigionia, o meglio 779 giorni. Per non dimenticare mai la dolcezza di un bambino e la schifosa esistenza dei mafiosi. I mafiosi, una montagna di merda… #GiuseppeDiMatteo #PerNonDimenticareMai#BruscaMerda #MafiaMontagnaDiMerda ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-01-11By Paolo Borrometi
    3 months ago
  • Perdonaci, caro piccolo Ometto…Tu che ancora non conoscevi la cattiveria umana!
    Era il 23 novembre del 1993 quando il piccolo Giuseppe Di Matteo venne rapito da due finti “poliziotti”. Quando i finti “poliziotti”, cioè i mafiosi, su ordine di Giovanni Brusca lo presero, dissero al piccolo che lo avrebbero portato dal padre. Lui, il piccolo Giuseppe, scoppiò in un immenso sorriso e disse “Padre mio, Cuore mio”. Quel sorriso fu l’ultimo sul viso di un bambino innocente che ebbe l’unica “colpa” di essere figlio di Santino Di Matteo, prima uomo di mafia, poi pentito. Perché da quel momento quegli uomini senza cuore gli avrebbero tolto tutto. Da quel giorno la vita del piccolo Giuseppe, pian piano, si è spenta. Giorno dopo giorno. E di giorni ne passarono 779 giorni. Giorni bui, sporchi di una crudeltà inaudita… in cui la vita di un bambino è stata spazzata via dalla lucida mente mafiosa. Brusca ordinò l’uccisione del ragazzo, ormai fortemente dimagrito e indebolito per la prolungata e dura prigionia, che venne strangolato e successivamente sciolto nell’acido l’11 gennaio 1996, all’età di 15 anni, dopo 25 mesi di prigionia, o meglio 779 giorni. Per non dimenticare mai la dolcezza di un bambino e la schifosa esistenza dei mafiosi. I mafiosi, una montagna di merda… #GiuseppeDiMatteo #PerNonDimenticareMai#BruscaMerda #MafiaMontagnaDiMerda The post Perdonaci, caro piccolo Ometto…Tu che ancora non conoscevi la cattiveria umana! appeared first on .: La Spia :. contro ogni forma di mafia. ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-01-11By Paolo Borrometi
    3 months ago
  • A Pozzallo rito inter religioso per il ‘sindaco santo’, Giorgio La Pira
    Preghiera interreligiosa a Pozzallo nell’anniversario della nascita di Giorgio La Pira, il ‘sindaco santo’. Ricordando le parole di papa Francesco, “Santa e’ la pace, non la guerra”, cristiani, ebrei, musulmani hanno pregato insieme. L’Imam Thierno Barry, rifugiato della Nuova Guinea ha parlato di uno stile di umanita’ che apprende la saggezza di Dio attraverso i buoni esempi; il vice rabbino di Siracusa, Gabriele Spagna, ha ricordato La Pira e la comune radice abramitica delle tre grandi religioni monoteistiche, mentre il presbitero cattolico, don Paolo Catinello, ha portato nella preghiera tutte le situazioni di guerra e in particolare la sofferenza dei bambini. Non sono mancati gli apporti della comunita’ missionaria “La veglia – ha spiegato il direttore della Caritas diocesana di Noto, Maurilio Assenza – ha ricordato come siano importanti silenzio e preghiera per ritrovare quella casa interiore che rende pacifici e pacificanti, in tempi di amarezza e agitazioni, e quindi veramente ospitali e capaci di incontro”. ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-01-10By Redazione
    3 months ago
  • A Pozzallo rito inter religioso per il ‘sindaco santo’, Giorgio La Pira
    Preghiera interreligiosa a Pozzallo nell’anniversario della nascita di Giorgio La Pira, il ‘sindaco santo’. Ricordando le parole di papa Francesco, “Santa e’ la pace, non la guerra”, cristiani, ebrei, musulmani hanno pregato insieme. L’Imam Thierno Barry, rifugiato della Nuova Guinea ha parlato di uno stile di umanita’ che apprende la saggezza di Dio attraverso i buoni esempi; il vice rabbino di Siracusa, Gabriele Spagna, ha ricordato La Pira e la comune radice abramitica delle tre grandi religioni monoteistiche, mentre il presbitero cattolico, don Paolo Catinello, ha portato nella preghiera tutte le situazioni di guerra e in particolare la sofferenza dei bambini. Non sono mancati gli apporti della comunita’ missionaria “La veglia – ha spiegato il direttore della Caritas diocesana di Noto, Maurilio Assenza – ha ricordato come siano importanti silenzio e preghiera per ritrovare quella casa interiore che rende pacifici e pacificanti, in tempi di amarezza e agitazioni, e quindi veramente ospitali e capaci di incontro”. ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-01-10By Redazione
    3 months ago
  • Mafia: Borsellino; Avvocatura Stato, 120 mln per danno a immagine
    Ammonta a 120 milioni di euro il danno all’immagine provocato con la strage di via d’Amelio. Salvatore Faraci, in rappresentanza dell’Avvocatura dello Stato, ha chiesto, per i soli danni all’immagine provocati nei confronti dello Stato, della Regione Sicilia e dei Comuni siciliani danneggiati, costituitisi parte civile al “Borsellino quater”, un risarcimento danni di 10 milioni di euro ciascuno per Salvuccio Madonia e Vittorio Tutino accusati di strage, e di 100 milioni di euro, in solido fra loro, per Calogero Pulci, Vincenzo Scarantino e Francesco Andriotta, accusati di calunnia aggravata. Il legale, ha altresi’ chiesto alla Corte, la condanna penale dei cinque imputati oltre che un risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali, da determinarsi in separata sede civile. Il processo riprendera’ l’11 gennaio alle ore 10. ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-01-10By Redazione
    3 months ago
  • Mafia: Borsellino; Avvocatura Stato, 120 mln per danno a immagine
    Ammonta a 120 milioni di euro il danno all’immagine provocato con la strage di via d’Amelio. Salvatore Faraci, in rappresentanza dell’Avvocatura dello Stato, ha chiesto, per i soli danni all’immagine provocati nei confronti dello Stato, della Regione Sicilia e dei Comuni siciliani danneggiati, costituitisi parte civile al “Borsellino quater”, un risarcimento danni di 10 milioni di euro ciascuno per Salvuccio Madonia e Vittorio Tutino accusati di strage, e di 100 milioni di euro, in solido fra loro, per Calogero Pulci, Vincenzo Scarantino e Francesco Andriotta, accusati di calunnia aggravata. Il legale, ha altresi’ chiesto alla Corte, la condanna penale dei cinque imputati oltre che un risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali, da determinarsi in separata sede civile. Il processo riprendera’ l’11 gennaio alle ore 10. ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-01-10By Redazione
    3 months ago
  • Mafia: da bene confiscato il riscatto per 10 donne e 120 minori
    Dieci giovani donne a rischio marginalita’ che adesso avranno un’opportunita’ lavorativa, 120 minori ospiti di case famiglia, comunita’ alloggio, disabili o autori di reato coinvolti in percorsi di legalita’, 20 professionisti e 75 ore di formazione, oltre al centro ippico Giuseppe Di Matteo, in contrada Portella della Ginestra, rimesso a nuovo e convertito in una biofattoria. Sono questi i risultati del progetto “Chi semina racconta”, finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento della gioventu’ e del servizio civile nazionale, nell’ambito del bando “Giovani per la valorizzazione dei beni pubblici” e realizzato dalla Cooperativa sociale Placido Rizzotto (capofila), da Libera Palermo, da Orizzonte Donna onlus e dalla Rete delle Fattorie sociali Sicilia, con la collaborazione di alcuni partner esterni (Cnca, l’Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni del Ministero della Giustizia e l’associazione Famiglie Persone Down). Un progetto durato quasi due anni che ha avuto il suo cuore pulsante nel centro ippico dedicato alla memoria del piccolo Giuseppe Di Matteo, ucciso e sciolto nell’acido dalla mafia, e i cui risultati sono stati illustrati in un volume presentato oggi presso l’Aula Pio La Torre dell’ex Casa del Fanciullo di via Vittorio Emanuele, a San Giuseppe Jato. Oltre 60 pagine che raccontano passo dopo passo quasi due anni di attivita’, la formazione di 10 giovani donne divenute operatrici di biofattoria sociale, la conversione del centro in biofattoria e orto didattico funzionale alle attivita’ di agricoltura sociale, percorsi di legalita’ e riuso dei beni confiscati che hanno coinvolto oltre 120 minori a ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-01-10By Redazione
    3 months ago
  • Mafia: da bene confiscato il riscatto per 10 donne e 120 minori
    Dieci giovani donne a rischio marginalita’ che adesso avranno un’opportunita’ lavorativa, 120 minori ospiti di case famiglia, comunita’ alloggio, disabili o autori di reato coinvolti in percorsi di legalita’, 20 professionisti e 75 ore di formazione, oltre al centro ippico Giuseppe Di Matteo, in contrada Portella della Ginestra, rimesso a nuovo e convertito in una biofattoria. Sono questi i risultati del progetto “Chi semina racconta”, finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento della gioventu’ e del servizio civile nazionale, nell’ambito del bando “Giovani per la valorizzazione dei beni pubblici” e realizzato dalla Cooperativa sociale Placido Rizzotto (capofila), da Libera Palermo, da Orizzonte Donna onlus e dalla Rete delle Fattorie sociali Sicilia, con la collaborazione di alcuni partner esterni (Cnca, l’Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni del Ministero della Giustizia e l’associazione Famiglie Persone Down). Un progetto durato quasi due anni che ha avuto il suo cuore pulsante nel centro ippico dedicato alla memoria del piccolo Giuseppe Di Matteo, ucciso e sciolto nell’acido dalla mafia, e i cui risultati sono stati illustrati in un volume presentato oggi presso l’Aula Pio La Torre dell’ex Casa del Fanciullo di via Vittorio Emanuele, a San Giuseppe Jato. Oltre 60 pagine che raccontano passo dopo passo quasi due anni di attivita’, la formazione di 10 giovani donne divenute operatrici di biofattoria sociale, la conversione del centro in biofattoria e orto didattico funzionale alle attivita’ di agricoltura sociale, percorsi di legalita’ e riuso dei beni confiscati che hanno coinvolto oltre 120 minori a ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-01-10By Redazione
    3 months ago
  • Sportello delle Criticità bancarie: “proseguono i disagi degli azioni Bapr”
    Lo Sportello delle criticità bancarie e tributarie segue da quasi un anno le problematiche legate alle banche popolari, a seguito dell’approvazione del cosiddtto “bail in” e alle notorie vicende di disastri creati da alcune di esse a danno dei risparmiatori. In Italia ci sono circa 580 mila risparmiatori che hanno investito sui titoli delle banche popolari (istituti non quotati) e il valore dei loro investimenti al 31 dicembre 2015 veniva valutato in complessivi 16,2 miliardi di euro nei bilanci delle stesse banche. “Le valutazioni di questi titoli  -scrivono i responsabili dello sportello- appaiono quantomeno generose se comparate a quelle di istituti quotati e la dimostrazione è data dal fatto che tutti vogliono vendere, ma pochissimi comprano. Storicamente questi strumenti essendo proposte dallo stesso ente emittente hanno scontato un conflitto d’interesse nel collocamento e in molti casi i piccoli risparmiatori non hanno potuto valutare l’adeguatezza dell’investimento. A ciò si aggiunga la notoria crisi dell’intero sistema bancario italiano e l’aumento delle “sofferenze bancarie” per portare Istituti storicamente più solidi in difficoltà. E’ un dato di fatto che le piccole banche a dimensione territoriale e a gestione quasi familiare vivono la non economicità della propria attività, con costi di gestione elevati e non competitivi con i grandi gruppi e margini di interesse che si riducono”. A luglio del 2016 lo Sportello ha pubblicato un documento sulla questione degli azionisti della Banca Agricola Popolare di Ragusa. “Diversi associati, infatti, -spiegano ancora- riscontravano difficoltà nel disinvestimento dei titoli. L’azione ordinaria BAPR (strumento finanziario emesso dalla ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-01-09By Salvo Vassallo
    3 months ago
  • Sportello delle Criticità bancarie: “proseguono i disagi degli azioni Bapr”
    Lo Sportello delle criticità bancarie e tributarie segue da quasi un anno le problematiche legate alle banche popolari, a seguito dell’approvazione del cosiddtto “bail in” e alle notorie vicende di disastri creati da alcune di esse a danno dei risparmiatori. In Italia ci sono circa 580 mila risparmiatori che hanno investito sui titoli delle banche popolari (istituti non quotati) e il valore dei loro investimenti al 31 dicembre 2015 veniva valutato in complessivi 16,2 miliardi di euro nei bilanci delle stesse banche. “Le valutazioni di questi titoli  -scrivono i responsabili dello sportello- appaiono quantomeno generose se comparate a quelle di istituti quotati e la dimostrazione è data dal fatto che tutti vogliono vendere, ma pochissimi comprano. Storicamente questi strumenti essendo proposte dallo stesso ente emittente hanno scontato un conflitto d’interesse nel collocamento e in molti casi i piccoli risparmiatori non hanno potuto valutare l’adeguatezza dell’investimento. A ciò si aggiunga la notoria crisi dell’intero sistema bancario italiano e l’aumento delle “sofferenze bancarie” per portare Istituti storicamente più solidi in difficoltà. E’ un dato di fatto che le piccole banche a dimensione territoriale e a gestione quasi familiare vivono la non economicità della propria attività, con costi di gestione elevati e non competitivi con i grandi gruppi e margini di interesse che si riducono”. A luglio del 2016 lo Sportello ha pubblicato un documento sulla questione degli azionisti della Banca Agricola Popolare di Ragusa. “Diversi associati, infatti, -spiegano ancora- riscontravano difficoltà nel disinvestimento dei titoli. L’azione ordinaria BAPR (strumento finanziario emesso dalla ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-01-09By Salvo Vassallo
    3 months ago
  • Sportello delle Criticità bancarie: “proseguono i disagi degli azioni Bapr”
    Lo Sportello delle criticità bancarie e tributarie segue da quasi un anno le problematiche legate alle banche popolari, a seguito dell’approvazione del cosiddtto “bail in” e alle notorie vicende di disastri creati da alcune di esse a danno dei risparmiatori. In Italia ci sono circa 580 mila risparmiatori che hanno investito sui titoli delle banche popolari (istituti non quotati) e il valore dei loro investimenti al 31 dicembre 2015 veniva valutato in complessivi 16,2 miliardi di euro nei bilanci delle stesse banche. “Le valutazioni di questi titoli  -scrivono i responsabili dello sportello- appaiono quantomeno generose se comparate a quelle di istituti quotati e la dimostrazione è data dal fatto che tutti vogliono vendere, ma pochissimi comprano. Storicamente questi strumenti essendo proposte dallo stesso ente emittente hanno scontato un conflitto d’interesse nel collocamento e in molti casi i piccoli risparmiatori non hanno potuto valutare l’adeguatezza dell’investimento. A ciò si aggiunga la notoria crisi dell’intero sistema bancario italiano e l’aumento delle “sofferenze bancarie” per portare Istituti storicamente più solidi in difficoltà. E’ un dato di fatto che le piccole banche a dimensione territoriale e a gestione quasi familiare vivono la non economicità della propria attività, con costi di gestione elevati e non competitivi con i grandi gruppi e margini di interesse che si riducono”. A luglio del 2016 lo Sportello ha pubblicato un documento sulla questione degli azionisti della Banca Agricola Popolare di Ragusa. “Diversi associati, infatti, -spiegano ancora- riscontravano difficoltà nel disinvestimento dei titoli. L’azione ordinaria BAPR (strumento finanziario emesso dalla ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-01-09By Salvo Vassallo
    3 months ago
  • Mafia, in memoria del piccolo Giuseppe, donne ‘coltivano’ riscatto
    Dall’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo al riscatto di dieci giovani donne che hanno imparato l’agricoltura sociale e trasmesso valori di legalita’ e inclusione a oltre 120 minori ospiti di case famiglia, comunita’ alloggio, disabili o autori di reato. Sara’ questo il filo conduttore delle iniziative organizzate in occasione del ventunesimo anniversario dell’omicidio Di Matteo, ucciso e sciolto nell’acido, da Libera Palermo e dal comune di San Giuseppe Jato, dal titolo “A Giuseppe che non ha chiuso gli occhi… perche’ li ha aperti a noi”. Nel bene confiscato al boss Giovanni Brusca in contrada Giambascio, dove fu ucciso il piccolo Giuseppe, oggi sorge il Giardino della Memoria e in contrada Ginestra, a pochi passi dal Memoriale della strage del primo maggio 1947, su un bene riconducibile ai Brusca, sorge il centro Di Matteo. I due beni sono stati sede del progetto “Chi Semina Racconta”, finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri e realizzato dalla Cooperativa sociale Placido Rizzotto (capofila), da Libera Palermo, da Orizzonte Donna onlus e dalla Rete delle Fattorie sociali Sicilia. Qui dieci giovani donne sono diventate operatrici di Biofattoria sociale nell’ambito di un programma che ha coinvolto anche 120 minori in difficolta’, disabili o autori di reato. Domani alle 10,30, presso l’Aula consiliare del Comune di San Giuseppe Jato e alla presenza delle associazioni locali e delle scuole, l’amministrazione comunale e quella di Prato firmeranno una lettera d’intenti per la promozione di percorsi comuni all’insegna della legalita’, della collaborazione e dell’amicizia; alle 16, nell’Aula Pio La Torre ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-01-09By Redazione
    3 months ago
  • Mafia, in memoria del piccolo Giuseppe, donne ‘coltivano’ riscatto
    Dall’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo al riscatto di dieci giovani donne che hanno imparato l’agricoltura sociale e trasmesso valori di legalita’ e inclusione a oltre 120 minori ospiti di case famiglia, comunita’ alloggio, disabili o autori di reato. Sara’ questo il filo conduttore delle iniziative organizzate in occasione del ventunesimo anniversario dell’omicidio Di Matteo, ucciso e sciolto nell’acido, da Libera Palermo e dal comune di San Giuseppe Jato, dal titolo “A Giuseppe che non ha chiuso gli occhi… perche’ li ha aperti a noi”. Nel bene confiscato al boss Giovanni Brusca in contrada Giambascio, dove fu ucciso il piccolo Giuseppe, oggi sorge il Giardino della Memoria e in contrada Ginestra, a pochi passi dal Memoriale della strage del primo maggio 1947, su un bene riconducibile ai Brusca, sorge il centro Di Matteo. I due beni sono stati sede del progetto “Chi Semina Racconta”, finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri e realizzato dalla Cooperativa sociale Placido Rizzotto (capofila), da Libera Palermo, da Orizzonte Donna onlus e dalla Rete delle Fattorie sociali Sicilia. Qui dieci giovani donne sono diventate operatrici di Biofattoria sociale nell’ambito di un programma che ha coinvolto anche 120 minori in difficolta’, disabili o autori di reato. Domani alle 10,30, presso l’Aula consiliare del Comune di San Giuseppe Jato e alla presenza delle associazioni locali e delle scuole, l’amministrazione comunale e quella di Prato firmeranno una lettera d’intenti per la promozione di percorsi comuni all’insegna della legalita’, della collaborazione e dell’amicizia; alle 16, nell’Aula Pio La Torre ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-01-09By Redazione
    3 months ago
  • Mafia, in memoria del piccolo Giuseppe, donne ‘coltivano’ riscatto
    Dall’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo al riscatto di dieci giovani donne che hanno imparato l’agricoltura sociale e trasmesso valori di legalita’ e inclusione a oltre 120 minori ospiti di case famiglia, comunita’ alloggio, disabili o autori di reato. Sara’ questo il filo conduttore delle iniziative organizzate in occasione del ventunesimo anniversario dell’omicidio Di Matteo, ucciso e sciolto nell’acido, da Libera Palermo e dal comune di San Giuseppe Jato, dal titolo “A Giuseppe che non ha chiuso gli occhi… perche’ li ha aperti a noi”. Nel bene confiscato al boss Giovanni Brusca in contrada Giambascio, dove fu ucciso il piccolo Giuseppe, oggi sorge il Giardino della Memoria e in contrada Ginestra, a pochi passi dal Memoriale della strage del primo maggio 1947, su un bene riconducibile ai Brusca, sorge il centro Di Matteo. I due beni sono stati sede del progetto “Chi Semina Racconta”, finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri e realizzato dalla Cooperativa sociale Placido Rizzotto (capofila), da Libera Palermo, da Orizzonte Donna onlus e dalla Rete delle Fattorie sociali Sicilia. Qui dieci giovani donne sono diventate operatrici di Biofattoria sociale nell’ambito di un programma che ha coinvolto anche 120 minori in difficolta’, disabili o autori di reato. Domani alle 10,30, presso l’Aula consiliare del Comune di San Giuseppe Jato e alla presenza delle associazioni locali e delle scuole, l’amministrazione comunale e quella di Prato firmeranno una lettera d’intenti per la promozione di percorsi comuni all’insegna della legalita’, della collaborazione e dell’amicizia; alle 16, nell’Aula Pio La Torre ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-01-09By Redazione
    3 months ago
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