La Spia

Monreale, Sicily

La Spia – contro ogni forma di mafia

  • ANALISI SALVATORE CALLERI (OMCOM) SU TERRORISMO JIHADISTA E CRIMINALITÀ ORGANIZZATA
    In questo momento internazionale particolare la cui attenzione è diretta al contrasto dei movimenti terroristici di tipo jihadista bisogna però sforzarsi di  mantenere una notevole vigilanza a 360 gradi su ciò che avviene attorno. In primo luogo, soprattutto per quanto riguarda l’Europa ed il Mediterraneo non bisogna dimenticare che: 1) i terroristi jihadisti in azione fino ad ora a Parigi, Nizza, Bruxelles e Berlino avevano e/o facevano in precedenza parte di piccoli gruppi criminali diffusi ed in qulche modo organizzati sul territorio. Diverso al momento il caso della Turchia. 2) i traffici internazionali tra le organizzazioni criminali narcomafiose e quelle terroriste jihadiste sono spesso sovrapponibili e con sicuri rapporti di interazione/collaborazione. 3) è altamente probabile che le reti di supporto cellulare jihadiste presenti sul territorio possano quindi contare su una ramificazione preesistente sul territorio basata su vecchie “amicizie” criminali e su addirittura i vecchi salafiti in fuga dall’Algeria negli anni 90 della guerra civile che nessuno si ricorda più. I salafiti algerini avevano una loro rete di protezione in parte rimasta e probabilmente convertitasi ad altro. 4) il procedimento di estremizzazione che avviene nelle carceri ci deve far riflettere sull’importanza dello strumento del c.d. 41bis in Italia e sull’eventuale sua estensione ad altre tipologie e sulla creazione di norme simili, ove non presenti, all’estero. 5) occuparsi del terrorismo non deve far abbassare la guardia sui fenomeni tipo la criminalità organizzata,  i narcos e la mafia. Tali forme sono pericolosissime oltre che per le interazioni esistenti con i terroristi jihadisti anche ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-01-06By Salvatore Calleri
    3 months ago
  • ANALISI SALVATORE CALLERI (OMCOM) SU TERRORISMO JIHADISTA E CRIMINALITÀ ORGANIZZATA
    In questo momento internazionale particolare la cui attenzione è diretta al contrasto dei movimenti terroristici di tipo jihadista bisogna però sforzarsi di  mantenere una notevole vigilanza a 360 gradi su ciò che avviene attorno. In primo luogo, soprattutto per quanto riguarda l’Europa ed il Mediterraneo non bisogna dimenticare che: 1) i terroristi jihadisti in azione fino ad ora a Parigi, Nizza, Bruxelles e Berlino avevano e/o facevano in precedenza parte di piccoli gruppi criminali diffusi ed in qulche modo organizzati sul territorio. Diverso al momento il caso della Turchia. 2) i traffici internazionali tra le organizzazioni criminali narcomafiose e quelle terroriste jihadiste sono spesso sovrapponibili e con sicuri rapporti di interazione/collaborazione. 3) è altamente probabile che le reti di supporto cellulare jihadiste presenti sul territorio possano quindi contare su una ramificazione preesistente sul territorio basata su vecchie “amicizie” criminali e su addirittura i vecchi salafiti in fuga dall’Algeria negli anni 90 della guerra civile che nessuno si ricorda più. I salafiti algerini avevano una loro rete di protezione in parte rimasta e probabilmente convertitasi ad altro. 4) il procedimento di estremizzazione che avviene nelle carceri ci deve far riflettere sull’importanza dello strumento del c.d. 41bis in Italia e sull’eventuale sua estensione ad altre tipologie e sulla creazione di norme simili, ove non presenti, all’estero. 5) occuparsi del terrorismo non deve far abbassare la guardia sui fenomeni tipo la criminalità organizzata,  i narcos e la mafia. Tali forme sono pericolosissime oltre che per le interazioni esistenti con i terroristi jihadisti anche ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-01-06By Salvatore Calleri
    3 months ago
  • La classe politica del nostro Paese, “specialista” in alcune forme verbali!
    Di tutto e di più è possibile dire dei politici del nostro Paese, tranne che non abbiano grande competenza nell’utilizzo di alcune forme verbali che sembrano davvero fatte ad hoc per defilarsi con grande nonchalance dalle loro promesse e da tutto ciò che avrebbe dovuto costituire il loro impegno dal quale noi cittadini avremmo potuto desumere una discontinuità con quanti nel tempo hanno determinato la rovina, speriamo reversibile della nostra Italia, ed invece, purtroppo, quella di essere mal rappresentati è una storia senza fine. Magari disconoscono il corretto uso del condizionale, spesso scivolano sul congiuntivo ma sono perfetti nel servirsi del futuro semplice di verbi quali fare, realizzare, cambiare e tanti altri che indicano una volontà da realizzare nel futuro. Futuro che con grande abilità non viene mai definito e che spesso fanno coincidere, per la complessità – a loro dire – delle soluzioni da ricercare, con la durata della legislatura nella quale rappresentano il Paese e che puntualmente, tutti, nessuno escluso, quando arriva il momento di dover giustificare le loro incompiute, cominciano con grande maestria il rimpallo delle responsabilità che sono sempre da imputare ad altri, meno che alla loro incapacità di realizzare quanto precedentemente promesso ed al populismo grazie al quale erano riusciti ad occupare i palazzi del potere. Continuo a vivere con la speranza che prima o poi noi cittadini sapremo mostrare la capacità d’individuare soggetti che sappiano e vogliano rappresentarci utilizzando la forma verbale del passato prossimo che, indicando fatti e progetti già conclusi, non consentirà ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-01-06By Giombattista Ballaro'
    3 months ago
  • La classe politica del nostro Paese, “specialista” in alcune forme verbali!
    Di tutto e di più è possibile dire dei politici del nostro Paese, tranne che non abbiano grande competenza nell’utilizzo di alcune forme verbali che sembrano davvero fatte ad hoc per defilarsi con grande nonchalance dalle loro promesse e da tutto ciò che avrebbe dovuto costituire il loro impegno dal quale noi cittadini avremmo potuto desumere una discontinuità con quanti nel tempo hanno determinato la rovina, speriamo reversibile della nostra Italia, ed invece, purtroppo, quella di essere mal rappresentati è una storia senza fine. Magari disconoscono il corretto uso del condizionale, spesso scivolano sul congiuntivo ma sono perfetti nel servirsi del futuro semplice di verbi quali fare, realizzare, cambiare e tanti altri che indicano una volontà da realizzare nel futuro. Futuro che con grande abilità non viene mai definito e che spesso fanno coincidere, per la complessità – a loro dire – delle soluzioni da ricercare, con la durata della legislatura nella quale rappresentano il Paese e che puntualmente, tutti, nessuno escluso, quando arriva il momento di dover giustificare le loro incompiute, cominciano con grande maestria il rimpallo delle responsabilità che sono sempre da imputare ad altri, meno che alla loro incapacità di realizzare quanto precedentemente promesso ed al populismo grazie al quale erano riusciti ad occupare i palazzi del potere. Continuo a vivere con la speranza che prima o poi noi cittadini sapremo mostrare la capacità d’individuare soggetti che sappiano e vogliano rappresentarci utilizzando la forma verbale del passato prossimo che, indicando fatti e progetti già conclusi, non consentirà ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-01-06By Giombattista Ballaro'
    3 months ago
  • La classe politica del nostro Paese, “specialista” in alcune forme verbali!
    Di tutto e di più è possibile dire dei politici del nostro Paese, tranne che non abbiano grande competenza nell’utilizzo di alcune forme verbali che sembrano davvero fatte ad hoc per defilarsi con grande nonchalance dalle loro promesse e da tutto ciò che avrebbe dovuto costituire il loro impegno dal quale noi cittadini avremmo potuto desumere una discontinuità con quanti nel tempo hanno determinato la rovina, speriamo reversibile della nostra Italia, ed invece, purtroppo, quella di essere mal rappresentati è una storia senza fine. Magari disconoscono il corretto uso del condizionale, spesso scivolano sul congiuntivo ma sono perfetti nel servirsi del futuro semplice di verbi quali fare, realizzare, cambiare e tanti altri che indicano una volontà da realizzare nel futuro. Futuro che con grande abilità non viene mai definito e che spesso fanno coincidere, per la complessità – a loro dire – delle soluzioni da ricercare, con la durata della legislatura nella quale rappresentano il Paese e che puntualmente, tutti, nessuno escluso, quando arriva il momento di dover giustificare le loro incompiute, cominciano con grande maestria il rimpallo delle responsabilità che sono sempre da imputare ad altri, meno che alla loro incapacità di realizzare quanto precedentemente promesso ed al populismo grazie al quale erano riusciti ad occupare i palazzi del potere. Continuo a vivere con la speranza che prima o poi noi cittadini sapremo mostrare la capacità d’individuare soggetti che sappiano e vogliano rappresentarci utilizzando la forma verbale del passato prossimo che, indicando fatti e progetti già conclusi, non consentirà ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-01-06By Giombattista Ballaro'
    3 months ago
  • Rapina al Bingo di Ragusa, malviventi in fuga. Indaga la Polizia
    Rapina alla sala Bingo di Ragusa poco prima delle 15,00. Bottino ancora da quantificare. Una Fiat Panda a bordo della quale si sarebbero allontanati i malviventi, è stata data alle fiamme alle 15,00 in contrada Tre Casuzze ad alcune centinaia di metri dalla sala in questione. Probabilmente un complice ad attendere i rapinatori per la fuga. Contrada Tre Casuzze è attraversata da una strada che collega il capoluogo alla strada statale Ragusa-Catania. Indaga la Squadra mobile della Polizia di Stato. ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-01-05By Redazione
    3 months ago
  • Rapina al Bingo di Ragusa, malviventi in fuga. Indaga la Polizia
    Rapina alla sala Bingo di Ragusa poco prima delle 15,00. Bottino ancora da quantificare. Una Fiat Panda a bordo della quale si sarebbero allontanati i malviventi, è stata data alle fiamme alle 15,00 in contrada Tre Casuzze ad alcune centinaia di metri dalla sala in questione. Probabilmente un complice ad attendere i rapinatori per la fuga. Contrada Tre Casuzze è attraversata da una strada che collega il capoluogo alla strada statale Ragusa-Catania. Indaga la Squadra mobile della Polizia di Stato. ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-01-05By Redazione
    3 months ago
  • Rapina al Bingo di Ragusa, malviventi in fuga. Indaga la Polizia
    Rapina alla sala Bingo di Ragusa poco prima delle 15,00. Bottino ancora da quantificare. Una Fiat Panda a bordo della quale si sarebbero allontanati i malviventi, è stata data alle fiamme alle 15,00 in contrada Tre Casuzze ad alcune centinaia di metri dalla sala in questione. Probabilmente un complice ad attendere i rapinatori per la fuga. Contrada Tre Casuzze è attraversata da una strada che collega il capoluogo alla strada statale Ragusa-Catania. Indaga la Squadra mobile della Polizia di Stato. The post Rapina al Bingo di Ragusa, malviventi in fuga. Indaga la Polizia appeared first on .: La Spia :. contro ogni forma di mafia. ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-01-05By Redazione
    3 months ago
  • A Pozzallo 114 subsahariani, la Polizia ferma 2 scafisti, uno è minorenne
    La Polizia a seguito dello sbarco di ieri ha raccolto gravi indizi di colpevolezza a carico di: BOVARO Ibrahima, nato in Guinea Bissau il 13.01.1997, C.S. gambiano di 17 anni Secondo i testimoni sono loro che hanno condotto le imbarcazioni partite dalle coste libiche. I responsabili del delitto previsto dall’art. 12 D.Lgs.vo 25.7.1998 nr. 286, concorrevano con altri soggetti presenti in Libia al fine di trarne ingiusto ed ingente profitto, compiendo atti diretti a procurare l’ingresso clandestino nel territorio dello Stato di cittadini extracomunitari. Il delitto è aggravato dal fatto di aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale in Italia di più di 5 persone; perché è stato commesso da più di 3 persone in concorso tra loro; per aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale delle persone esponendole a pericolo per la loro vita e incolumità ed inoltre per aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale le persone sono state sottoposte a trattamento inumano e degradante.   I migranti provenienti dal centro Africa sono stati ospitati presso l’Hot Spot di Pozzallo per essere visitati, identificati e trasferiti in altri centri. MODALITA’ DI SOCCORSO IN MARE Alle ore 05.30 del giorno 02.01.2017, l’unità navale “GOLFO AZZURRO” veniva inviata da IMRCC Roma al fine di soccorrere un’imbarcazione in difficoltà di navigazione. Nella medesima posizione venivano anche inviati la nave “LAIMA” e la nave “BORSINI” che assumeva, su disposizione della IMRCC, il coordinamento delle operazioni. Alle ore 09.25 la M/V “GOLFO AZZURRO” intercettava il natante in difficoltà dando inizio, insieme alle altre ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-01-05By Redazione
    3 months ago
  • 33 anni fa ucciso Giuseppe Fava, da cronista denuncio’ zona grigia
    “A che serve vivere, se non c’e’ il coraggio di lottare?”. Risuonano ancora oggi le parole del giornalista Pippo Fava, ucciso il 5 gennaio del 1984, mentre andava a prendere la nipote che recitava in Pensaci, Giacomino! al teatro Verga di Catania. Non fece neanche in tempo a scendere dalla sua Renault 5 che fu attinto da cinque proiettili della famigerata calibro 7,65, arma di molti omicidi di mafia. Eppure Fava, gia’ delegittimato da tanti “benpensanti” colleghi in vita, fu drammaticamente screditato nel momento della morte. L’omicidio, infatti, fu etichettato come delitto per questioni di donne, con titoloni che parlavano di omicidio per “movente passionale”. E per chi proprio non credeva alle donne, ecco la seconda pista accreditata: il movente economico, per le difficolta’ in cui versava la sua rivista “I Siciliani”. Persino i funerali diventarono terreno di scontro. L’allora sindaco di Catania, Angelo Munzone, affermo’ che la mafia a Catania non esisteva. Solo successivamente, l’evidenza delle denunce giornalistiche di Pippo Fava sulle collusioni tra Cosa nostra ed i cavalieri del lavoro catanesi, quella zona grigia in cui convergono gli interessi della mafia, dell’economia e della politica, verra’ rivalutata dalla magistratura inquirente. Nel 1998 si e’ concluso a Catania il processo “Orsa Maggiore 3” dove per l’omicidio di Giuseppe Fava sono stati condannati all’ergastolo il boss mafioso Nitto Santapaola, ritenuto il mandante, Marcello D’Agata e Francesco Giammuso come organizzatori (poi assolti), ed Aldo Ercolano come esecutore assieme al reo confesso Maurizio Avola. Giuseppe Fava era un giornalista che cercava di ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-01-05By Paolo Borrometi
    3 months ago
  • 33 anni fa ucciso Giuseppe Fava, da cronista denuncio’ zona grigia
    “A che serve vivere, se non c’e’ il coraggio di lottare?”. Risuonano ancora oggi le parole del giornalista Pippo Fava, ucciso il 5 gennaio del 1984, mentre andava a prendere la nipote che recitava in Pensaci, Giacomino! al teatro Verga di Catania. Non fece neanche in tempo a scendere dalla sua Renault 5 che fu attinto da cinque proiettili della famigerata calibro 7,65, arma di molti omicidi di mafia. Eppure Fava, gia’ delegittimato da tanti “benpensanti” colleghi in vita, fu drammaticamente screditato nel momento della morte. L’omicidio, infatti, fu etichettato come delitto per questioni di donne, con titoloni che parlavano di omicidio per “movente passionale”. E per chi proprio non credeva alle donne, ecco la seconda pista accreditata: il movente economico, per le difficolta’ in cui versava la sua rivista “I Siciliani”. Persino i funerali diventarono terreno di scontro. L’allora sindaco di Catania, Angelo Munzone, affermo’ che la mafia a Catania non esisteva. Solo successivamente, l’evidenza delle denunce giornalistiche di Pippo Fava sulle collusioni tra Cosa nostra ed i cavalieri del lavoro catanesi, quella zona grigia in cui convergono gli interessi della mafia, dell’economia e della politica, verra’ rivalutata dalla magistratura inquirente. Nel 1998 si e’ concluso a Catania il processo “Orsa Maggiore 3” dove per l’omicidio di Giuseppe Fava sono stati condannati all’ergastolo il boss mafioso Nitto Santapaola, ritenuto il mandante, Marcello D’Agata e Francesco Giammuso come organizzatori (poi assolti), ed Aldo Ercolano come esecutore assieme al reo confesso Maurizio Avola. Giuseppe Fava era un giornalista che cercava di ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-01-05By Paolo Borrometi
    3 months ago
  • 33 anni fa ucciso Giuseppe Fava, da cronista denuncio’ zona grigia
    “A che serve vivere, se non c’e’ il coraggio di lottare?”. Risuonano ancora oggi le parole del giornalista Pippo Fava, ucciso il 5 gennaio del 1984, mentre andava a prendere la nipote che recitava in Pensaci, Giacomino! al teatro Verga di Catania. Non fece neanche in tempo a scendere dalla sua Renault 5 che fu attinto da cinque proiettili della famigerata calibro 7,65, arma di molti omicidi di mafia. Eppure Fava, gia’ delegittimato da tanti “benpensanti” colleghi in vita, fu drammaticamente screditato nel momento della morte. L’omicidio, infatti, fu etichettato come delitto per questioni di donne, con titoloni che parlavano di omicidio per “movente passionale”. E per chi proprio non credeva alle donne, ecco la seconda pista accreditata: il movente economico, per le difficolta’ in cui versava la sua rivista “I Siciliani”. Persino i funerali diventarono terreno di scontro. L’allora sindaco di Catania, Angelo Munzone, affermo’ che la mafia a Catania non esisteva. Solo successivamente, l’evidenza delle denunce giornalistiche di Pippo Fava sulle collusioni tra Cosa nostra ed i cavalieri del lavoro catanesi, quella zona grigia in cui convergono gli interessi della mafia, dell’economia e della politica, verra’ rivalutata dalla magistratura inquirente. Nel 1998 si e’ concluso a Catania il processo “Orsa Maggiore 3” dove per l’omicidio di Giuseppe Fava sono stati condannati all’ergastolo il boss mafioso Nitto Santapaola, ritenuto il mandante, Marcello D’Agata e Francesco Giammuso come organizzatori (poi assolti), ed Aldo Ercolano come esecutore assieme al reo confesso Maurizio Avola. Giuseppe Fava era un giornalista che cercava di ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-01-05By Paolo Borrometi
    3 months ago
  • A Pozzallo 114 subsahariani, la Polizia ferma 2 scafisti, uno è minorenne
    La Polizia a seguito dello sbarco di ieri ha raccolto gravi indizi di colpevolezza a carico di: BOVARO Ibrahima, nato in Guinea Bissau il 13.01.1997, C.S. gambiano di 17 anni Secondo i testimoni sono loro che hanno condotto le imbarcazioni partite dalle coste libiche. I responsabili del delitto previsto dall’art. 12 D.Lgs.vo 25.7.1998 nr. 286, concorrevano con altri soggetti presenti in Libia al fine di trarne ingiusto ed ingente profitto, compiendo atti diretti a procurare l’ingresso clandestino nel territorio dello Stato di cittadini extracomunitari. Il delitto è aggravato dal fatto di aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale in Italia di più di 5 persone; perché è stato commesso da più di 3 persone in concorso tra loro; per aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale delle persone esponendole a pericolo per la loro vita e incolumità ed inoltre per aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale le persone sono state sottoposte a trattamento inumano e degradante.   I migranti provenienti dal centro Africa sono stati ospitati presso l’Hot Spot di Pozzallo per essere visitati, identificati e trasferiti in altri centri. MODALITA’ DI SOCCORSO IN MARE Alle ore 05.30 del giorno 02.01.2017, l’unità navale “GOLFO AZZURRO” veniva inviata da IMRCC Roma al fine di soccorrere un’imbarcazione in difficoltà di navigazione. Nella medesima posizione venivano anche inviati la nave “LAIMA” e la nave “BORSINI” che assumeva, su disposizione della IMRCC, il coordinamento delle operazioni. Alle ore 09.25 la M/V “GOLFO AZZURRO” intercettava il natante in difficoltà dando inizio, insieme alle altre ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-01-05By Redazione
    3 months ago
  • A Pozzallo 114 subsahariani, la Polizia ferma 2 scafisti, uno è minorenne
    La Polizia a seguito dello sbarco di ieri ha raccolto gravi indizi di colpevolezza a carico di: BOVARO Ibrahima, nato in Guinea Bissau il 13.01.1997, C.S. gambiano di 17 anni Secondo i testimoni sono loro che hanno condotto le imbarcazioni partite dalle coste libiche. I responsabili del delitto previsto dall’art. 12 D.Lgs.vo 25.7.1998 nr. 286, concorrevano con altri soggetti presenti in Libia al fine di trarne ingiusto ed ingente profitto, compiendo atti diretti a procurare l’ingresso clandestino nel territorio dello Stato di cittadini extracomunitari. Il delitto è aggravato dal fatto di aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale in Italia di più di 5 persone; perché è stato commesso da più di 3 persone in concorso tra loro; per aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale delle persone esponendole a pericolo per la loro vita e incolumità ed inoltre per aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale le persone sono state sottoposte a trattamento inumano e degradante.   I migranti provenienti dal centro Africa sono stati ospitati presso l’Hot Spot di Pozzallo per essere visitati, identificati e trasferiti in altri centri. MODALITA’ DI SOCCORSO IN MARE Alle ore 05.30 del giorno 02.01.2017, l’unità navale “GOLFO AZZURRO” veniva inviata da IMRCC Roma al fine di soccorrere un’imbarcazione in difficoltà di navigazione. Nella medesima posizione venivano anche inviati la nave “LAIMA” e la nave “BORSINI” che assumeva, su disposizione della IMRCC, il coordinamento delle operazioni. Alle ore 09.25 la M/V “GOLFO AZZURRO” intercettava il natante in difficoltà dando inizio, insieme alle altre ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-01-05By Redazione
    3 months ago
  • Storia di Paolo, uno spione nella terra dell’omertà (da La Stampa)
    di VIRGINIA STAGNI (LA STAMPA)  Paolo Borrometi, 34 anni, nato a Modica (Ragusa), orgogliosamente siciliano (l’accento si sente). È un giornalista e racconta. In questo caso racconta se stesso e la sua vita sotto scorta. Nel 2013 è già collaboratore dell’Agenzia giornalistica Italia, diventa direttore di un quotidiano di inchieste online, La Spia, che ha fondato insieme con alcuni amici partendo da un principio: raccontare è una missione civile, tutti dovrebbero farlo per il bene della propria comunità e di se stessi. Nella terra dell’omertà, La Spia è vista come una manica di tafani di cui Paolo è il capofila. Mette gli occhi su affari scomodi e la cosa, ovviamente, non piace. Per questo vive scortato da quattro anni. Cosa significa essere un cronista oggi? «Oggi è più semplice di quanto non fosse anni fa, spesso ricevo apprezzamenti e riconoscimenti per il mio lavoro. Ma non è stato semplice arrivare qui. Il giudice Falcone diceva che un uomo si può uccidere in due modi, fisicamente o con l’isolamento. Lo cito per spiegare un concetto, non per fare paragoni con lui: io ho vissuto entrambe le cose e l’isolamento è stata la cosa più dura in assoluto, lo è ancora. Uno dei momenti più brutti è stata l’aggressione del 2014: ancora oggi ne porto le conseguenze, ho perso parte della mobilità di una spalla. Due uomini incappucciati mi hanno aggredito e pestato a sangue mentre ero fuori con il cane, ed è ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-01-03By Redazione
    3 months ago
  • Storia di Paolo, uno spione nella terra dell’omertà (da La Stampa)
    di VIRGINIA STAGNI (LA STAMPA)  Paolo Borrometi, 34 anni, nato a Modica (Ragusa), orgogliosamente siciliano (l’accento si sente). È un giornalista e racconta. In questo caso racconta se stesso e la sua vita sotto scorta. Nel 2013 è già collaboratore dell’Agenzia giornalistica Italia, diventa direttore di un quotidiano di inchieste online, La Spia, che ha fondato insieme con alcuni amici partendo da un principio: raccontare è una missione civile, tutti dovrebbero farlo per il bene della propria comunità e di se stessi. Nella terra dell’omertà, La Spia è vista come una manica di tafani di cui Paolo è il capofila. Mette gli occhi su affari scomodi e la cosa, ovviamente, non piace. Per questo vive scortato da quattro anni. Cosa significa essere un cronista oggi? «Oggi è più semplice di quanto non fosse anni fa, spesso ricevo apprezzamenti e riconoscimenti per il mio lavoro. Ma non è stato semplice arrivare qui. Il giudice Falcone diceva che un uomo si può uccidere in due modi, fisicamente o con l’isolamento. Lo cito per spiegare un concetto, non per fare paragoni con lui: io ho vissuto entrambe le cose e l’isolamento è stata la cosa più dura in assoluto, lo è ancora. Uno dei momenti più brutti è stata l’aggressione del 2014: ancora oggi ne porto le conseguenze, ho perso parte della mobilità di una spalla. Due uomini incappucciati mi hanno aggredito e pestato a sangue mentre ero fuori con il cane, ed è ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-01-03By Redazione
    3 months ago
  • Mafia: sentenza depositata dopo 13 mesi, rischio 22 scarcerazioni
    Si attenua, ma non e’ del tutto scongiurato, il rischio delle scarcerazioni per decorrenza dei termini di custodia di 22 dei 25 imputati nel processo Reset, contro la mafia del mandamento mafioso di Porta Nuova e di Bagheria (Palermo): oltre tredici mesi dopo il giorno in cui aveva emesso il dispositivo (19 novembre 2015), il Gup del capoluogo siciliano Sergio Ziino ha depositato i motivi della sentenza della parte del giudizio celebrata col rito abbreviato. Il ritardo ha consumato quasi completamente i tempi della custodia cautelare, che grazie a una proroga sono stati “allungati” fino a maggio 2017. La difesa si prepara pero’ a presentare ricorso al tribunale del riesame, sostenendo l’illegittimita’ della proroga, intervenuta ex post, dopo cioe’ che il termine era ampiamente scaduto. Il provvedimento era stato firmato dal presidente del tribunale di Palermo, Salvatore Di Vitale. L’unica soluzione, a questo punto, sara’ un processo di appello molto veloce, da aprire e chiudere entro la primavera. ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-01-03By Redazione
    3 months ago
  • Mafia: sentenza depositata dopo 13 mesi, rischio 22 scarcerazioni
    Si attenua, ma non e’ del tutto scongiurato, il rischio delle scarcerazioni per decorrenza dei termini di custodia di 22 dei 25 imputati nel processo Reset, contro la mafia del mandamento mafioso di Porta Nuova e di Bagheria (Palermo): oltre tredici mesi dopo il giorno in cui aveva emesso il dispositivo (19 novembre 2015), il Gup del capoluogo siciliano Sergio Ziino ha depositato i motivi della sentenza della parte del giudizio celebrata col rito abbreviato. Il ritardo ha consumato quasi completamente i tempi della custodia cautelare, che grazie a una proroga sono stati “allungati” fino a maggio 2017. La difesa si prepara pero’ a presentare ricorso al tribunale del riesame, sostenendo l’illegittimita’ della proroga, intervenuta ex post, dopo cioe’ che il termine era ampiamente scaduto. Il provvedimento era stato firmato dal presidente del tribunale di Palermo, Salvatore Di Vitale. L’unica soluzione, a questo punto, sara’ un processo di appello molto veloce, da aprire e chiudere entro la primavera. ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-01-03By Redazione
    3 months ago
  • Controlli antidroga, Polizia arresta un altro spacciatore
    Continua incessante l’azione di prevenzione e contrasto del consumo e dello spaccio di sostanze stupefacenti condotta dalla Sezione Volanti della Questura di Ragusa che nello scorso fine settimana hanno tratto in arresto un altro giovane ventenne sorpreso con dosi di droga e soldi frutto dell’attività di cessione. I mirati servizi di prevenzione, intensificati in questi giorni in prossimità delle festività natalizie, hanno riguardato non solo il centro storico ma anche le principali piazze e luoghi di aggregazione giovanile. Durante uno dei predetti servizi, in piena notte, gli uomini dell’Ufficio Volanti hanno proceduto al controllo di un giovane, sorpreso nei pressi di Piazza Zama, che alla vista degli agenti ha cercato di allontanarsi destando sospetto. Il giovane è stato immediatamente bloccato e sottoposto a perquisizione sul posto dalla quale, celata all’interno degli indumenti è stata rinvenuta diversa sostanza stupefacente del tipo marijuana, confezionata in una carta stagnola. Allo stesso è stata inoltre rinvenuta la somma di 90 euro divisa in piccoli tagli da 10 e 5 euro. Il giovane è stato accompagnato presso gli Uffici della Questura di Ragusa e sottoposto ad ulteriori accertamenti. La contestuale perquisizione al domicilio del giovane ha permesso di rinvenire ulteriore sostanza stupefacente del tipo marijuana del peso complessivo di oltre 30 grammi suddivisa in tre distinte confezioni in carta di alluminio. E’ stato inoltre rinvenuto un bilancino di precisione, utilizzato per la pesatura ed il confezionamento delle singole dosi e la somma di ulteriori 300 euro suddivisi in banconote dal piccolo taglio. Il tutto è ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-01-03By Redazione
    3 months ago
  • Pozzallo, arrestati due scafisti dalla Polizia
    La Polizia a seguito dello sbarco di giorno 15 dicembre, è riuscita comunque a raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico di: CAMARA Yunisa, nato in Gambia il 06.03.1995 e a carico di GUORBAYE Nefatou, nato in Gambia il 01/01/1993. I migranti provenienti dal centro Africa sono stati ospitati presso l’Hot Spot di Pozzallo per essere visitati, identificati e trasferiti in altri centri. MODALITA’ DI SOCCORSO IN MARE Alle ore 5.36 del 14.12.2016 a seguito di segnalazione di MRCC Roma, la PSV “Asso Venticinque” a seguito della segnalazione da parte del MRCC di Roma ha soccorso un gommone carico di migranti. Alle ore 07.05 dello stesso giorno veniva ricevuto nuovo aggiornamento sulla posizione del natante e l’Asso Venticinque” avvistava il predetto gommone ed iniziava subito le operazioni di messa in sicurezza e di trasbordo dei migranti che iniziavano alle ore 09.25 e terminavano alle ore 10.00 con il salvataggio di 179 persone di cui 6 donne, 4 bambini e 169 uomini. Dopo aver effettuato un altro soccorso ed essersi incontrata con la nave maltese P62 la PSV “Asso Venticinque”, su disposizione di MRCC Roma si dirigeva verso il porto di Porto di Pozzallo ove giungeva alle ore 18.50 del 15/12/2016. LE INDAGINI Gli uomini della Polizia di Stato – Squadra Mobile Questura di Ragusa – con la partecipazione di un’aliquota della Guardia di Finanza ed una dei Carabinieri, hanno sottoposto a fermo 2 scafisti riconosciuti dai migranti come coloro che hanno condotto i gommoni soccorsi. Le indagini sono state avviate nell’immediatezza ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-01-03By Redazione
    3 months ago
(Visited 262 times, 1 visits today)