La Spia

La Spia – contro ogni forma di mafia

  • Abuso d’ufficio per assunzione staffisti, assolti l’ex Sindaco di Vittoria e la Giunta
    Il collegio del Tribunale di Ragusa composto da Vincenzo Saito, presidente, a latere Ivano Infarinato e Giovanni Ignaccolo, ha emesso sentenza di assoluzione perché il fatto non costituisce reato per gli imputati coinvolti in un processo per abuso d’ufficio per l’assunzione nel 2011 di quattro staffisti al Comune di Vittoria. Erano finiti alla sbarra con il sindaco di Vittoria dell’epoca, Giuseppe Nicosia, anche il direttore generale del Comune di Vittoria, Salvatore Troia, i componenti dell’allora giunta Rosario Lo Monaco, Luigi Mario Mascolino, Pietro Gurrieri, Giuseppe Malignaggi ed i quattro staffisti assunti, Giovanna Iucolano, Luciano D’Amico, Filippo Fauzia e Claudio La Mattina. Il pm Francesco Riccio ha chiesto prima degli interventi del nutrito collegio difensivo (Assenza, Zago, Rando, Alia, Iachella, Catalano), la condanna degli imputati a due anni di reclusione. A gennaio del 2013 su richiesta della Procura erano state archiviate dal gup Giovanni Giampiccolo, le posizioni di Paolo Reitano, segretario generale del Comune di Vittoria e dell’avvocato Angela Bruno, dirigente del settore avvocatura del Comune di Vittoria. The post Abuso d’ufficio per assunzione staffisti, assolti l’ex Sindaco di Vittoria e la Giunta appeared first on .: La Spia :. contro ogni forma di mafia. ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-05-30By Redazione
    3 months ago
  • Interdittiva antimafia per le società di Elio Greco: il centro commerciale cinese non apre
    La legalità ha vinto: c’è l’interdittiva antimafia per le società riconducibili ad Emanuele detto Elio Greco, ovvero quelle di sua moglie, Concetta Salerno. Mesi fa, precisamente il 28 dicembre del 2016 (LEGGI ARTICOLO) avevamo denunciato l’imminente apertura di un mega centro commerciale cinese nei locali di Elio Greco (intestati alla moglie, appunto, Concetta Salerno) facendo presente quanti e quali fossero le gravi ripercussioni, in termine di legalità, che l’apertura del centro commerciale nei locali di un condannato e più volte arrestato per mafia avrebbe causato. Successivamente, il 20 febbraio del 2017 (LEGGI ARTICOLO), avevamo denunciato come Emanuele detto Elio Greco avesse, nei fatti, intestato tutte le proprie proprietà a personaggi di comodo, iniziando dalla moglie. Oggi la notizia dell’interdittiva antimafia nei confronti di Elio Greco o, meglio, delle società a lui riconducibili. Così, sempre oggi, è stata definitivamente bloccata l’apertura del centro commerciale cinese nei locali di Greco. Vogliamo precisarlo, parlando di Elio Greco non citiamo un condannato che si è riabilitato, come dice chi avrebbe voluto “liquidare” la questione, ma di un personaggio particolarmente vicino e contiguo al clan, secondo i collaboratori di giustizia citati nell’articolo del 20 febbraio. Come sempre il lavoro di tutti, dalla nostra denuncia fino all’indignazione della società civile, della Prefettura di Ragusa (che ha controllato ed emesso l’interdittiva), del Comune di Vittoria con la Polizia Municipale, delle forze dell’Ordine e della Regione, che hanno da subito sposato la nostra denuncia, ha permesso di scongiurare un pericolosissimo precedente ed un segnale devastante: fare guadagnare la ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-05-30By Paolo Borrometi
    3 months ago
  • Gli orrori di Cosa nostra, tra ‘cold case’ e blitz
    La mafia e’ questo: una stratificazione di orrore e violenza. L’ultimo caso risolto di lupara bianca conferma la natura di Cosa nostra, affastellata congrega di uomini del disonore. Le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Antonino Pipitone, della cosca di Carini, e dei pentiti Gaspare Pulizzi e Francesco Briguglio, continuano ad aprire squarci sull’abisso. Cosi’ ecco oggi la svolta su un omicidio di mafia dopo 17 anni, con i carabinieri che hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di quattro esponenti di spicco di Cosa nostra: Ferdinando Gallina, Giovan Battista Pipitone, Vincenzo Pipitone e Salvatore Gregoli, accusati dell’omicidio di Giampiero Tocco, ucciso con il metodo della lupara bianca, strangolato e sciolto nell’acido. Il 26 ottobre del 2000 era stato sequestrato da un commando di uomini travestiti da poliziotti che avevano inscenato un posto di controllo a Terrasini: quando lo fermarono, mentre era alla guida del suo fuoristrada, a bordo c’era la figlia di sei anni che venne risparmiata. Fu proprio la bambina a chiamare poi la madre e fornire poi indicazioni sull’accaduto attraverso un disegno che ha tracciato una strada culminata agli arresti di oggi. Un delitto per punire il coinvolgimento di Tocco nell’uccisione di Giuseppe Di Maggio, figlio di Procopio, gia’ reggente della cosca mafiosa di Cinisi e storico alleato di Toto’ Riina. Pochi mesi fa, a fine novembre, l’arresto dei responsabili di altri omicidi commessi nello stesso periodo: il drammatico caso della Fiat Uno con i corpi di Antonino Failla e Giuseppe Mazzamuto, sepolta in ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-05-30By Paolo Borrometi
    3 months ago
  • Pozzallo, 25 migranti cadono in mare durante la traversata: Polizia arresta due scafisti
    La Polizia a seguito dello sbarco di ieri di 252 migranti e due salme, ha raccolto gravi indizi di colpevolezza a carico di: MALIK Guae, nato in Gambia il 02.01.1984 e K.S. di anni 23 senegalese. Secondo i testimoni sono loro che hanno condotto le imbarcazioni partite dalle coste libiche. I responsabili del delitto previsto dall’art. 12 D.Lgs.vo 25.7.1998 nr. 286, concorrevano con altri soggetti presenti in Libia al fine di trarne ingiusto ed ingente profitto, compiendo atti diretti a procurare l’ingresso clandestino nel territorio dello Stato di cittadini extracomunitari. Il delitto è aggravato dal fatto di aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale in Italia di più di 5 persone; perché è stato commesso da più di 3 persone in concorso tra loro; per aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale delle persone esponendole a pericolo per la loro vita e incolumità ed inoltre per aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale le persone sono state sottoposte a trattamento inumano e degradante.   I migranti provenienti dal centro Africa sono stati ospitati presso l’Hot Spot di Pozzallo per essere visitati, identificati e trasferiti in altri centri. MODALITA’ DI SOCCORSO IN MARE Alle ore 17:11 del giorno 27.05.2017 IMRCC di Roma ordinava alla nave “Bruno Gregoretti” CP 920 di intercettare la motonave “ASSO ZEJT 1” che stava prestando soccorso a due gommoni con a bordo complessivamente circa 240 migranti. Alle ore 20.45 successive la CP 920 in posizione intercettava la “ASSO ZEJT 1” ed alle ore 21.00 iniziavano le operazioni ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-05-30By Redazione
    3 months ago
  • Mafia, imprenditore al servizio dei clan Santapaola: sequestrati dalla Dia 28 mln
    Beni per 28 milioni di euro sono stati confiscati dalla Dia ad un imprenditore nel settore del movimento terra, della produzione del calcestruzzo e del comparto agricolo, ritenuto contiguo alle cosche mafiose operanti nelle province di Messina e Catania, in particolare al clan di Barcellona Pozzo di Gotto e al clan “Santapaola” di Catania. Il Provvedimento e’ stato emesso dal tribunale di Messina. Mafia: mani su appalti e rinnovabili Sicilia, confiscate aziende (AGI) – Palermo, 29 mag. – Le mani della mafia nel cemento e nei settori del movimento terra e della produzione di energia verde. La Dia di Messina e il Centro operativo di Catania, a conclusione dell’attivita’ investigativa, culminata nella proposta di applicazione della misura di prevenzione a firma del direttore della Dia Nunzio Antonio Ferla, ha proceduto alla confisca dell’intero patrimonio di Salvatore Santalucia, di Roccella Valdemone (Messina). L’imprenditore e’ ritenuto, nell’ambito di diverse inchieste giudiziarie, il collegamento tra le organizzazioni criminali mafiose attive tra le province di Messina e Catania, per il controllo delle attivita’ imprenditoriali di movimento terra, produzione di conglomerato cementizio e produzione di energia da fonti rinnovabili. Tra i beni confiscati quattro aziende operanti nei comparti agricoli e dell’allevamento, del movimento terra, della produzione di calcestruzzo e delle costruzioni edili; 326 terreni, ubicati nei comuni di Roccella Valdemone, Gaggi e Castiglione di Sicilia, per complessivi 220 ettari; 23 fabbricati; 26 veicoli e vari rapporti finanziari per 28,5 milioni di euro. Santalucia e’ stato indicato quale referente per gli appalti nella zona di ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-05-29By Redazione
    3 months ago
  • Terrorismo, fermati due siriani a Pozzallo: “Nei cellulari immagini di kamikaze con cinture esplosive”
    Nel cellulare immagini di kamikaze con cinture esplosiva e la scritta in arabo “Da oggi nessuna pietà”. Due siriani, uno dei quali minorenne, sono stati fermati dalla Digos di Ragusa nel porto di Pozzallo – dove erano arrivati su un traghetto proveniente da Malta – con l’accusa di terrorismo. Il fermo è avvenuto nell’ambito del potenziamento dei controlli disposti anche nei porti per il G7 di Taormina. Il minorenne era stato registrato per la prima volta in territorio italiano presso l’hotspot di Pozzallo lo scorso 30 aprile. Successivamente era stato affidato ad un centro di accoglienza a Caltagirone (Catania) dal quale si era allontanato pochi giorni fa. E’ stato trovato in possesso di documenti contraffatti. Il giovane ha dichiarato di aver avuto il cellulare con sé dalla partenza in Libia avendolo avuto in regalo da un amico, fatto non dimostratosi vero. Il maggiorenne Walid Eibo, 25 anni, con passaporto maltese, è stato più volte registrato in arrivo o partenza sulla tratta Malta-Pozzallo. Dall’esame congiunto dei cellulari sono emersi una serie di contatti tra i due e condivisioni comuni anche di foto con kamikaze e colloqui in messaggistica ancora all’esame degli investigatori. Contatti sono stati avviati dalla Digos con gli organi di polizia maltesi per verificare se i due avevano programmato una prosecuzione del viaggio del minore o di entrambi verso altre mete. The post Terrorismo, fermati due siriani a Pozzallo: “Nei cellulari immagini di kamikaze con cinture esplosive” appeared first on .: La Spia :. contro ogni forma di mafia. ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-05-28By Redazione
    3 months ago
  • Siracusa, terremoto nel clan Bottaro-Attanasio: si pente Luigi Cavarra
    Il reggente del clan siracusano Bottaro-Attanasio, Luigi Cavarra, 42 anni, si e’ pentito. L’uomo, che era rinchiuso al carcere di Bicocca, a Catania, ha comunicato la sua decisione ai magistrati della Procura distrettuale antimafia. Cavarra era finito il mese scorso, insieme ad altre 14 persone, nell’operazione antimafia denominata “Aretusa” su un traffico di sostanze stupefacenti sotto il controllo della cosca mafiosa. Appena una settimana fa, il neo collaboratore di giustizia era stato condannato, in primo grado, a sei anni di reclusione per il possesso di circa 3 chili di cocaina. E’ stato trasferito insieme alla sua famiglia in una localita’ segreta. The post Siracusa, terremoto nel clan Bottaro-Attanasio: si pente Luigi Cavarra appeared first on .: La Spia :. contro ogni forma di mafia. ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-05-28By Redazione
    3 months ago
  • Clarence chiude…
    Chi pensa che scrivo troppo spesso di Modica Alta si sbaglia, perché non capisce che Modica Alta è il luogo dove la storia e la fantasia si sono unite in un canto mistico, fatto di abitudini popolari assurte a rito e il vissuto individuale lo si può ancora scorgere, come immagine impressa, fotografia dell’esistenza, testimone immortale della vera bellezza! Li vedete anche Voi? L’ex Albergo e i suoi Poveri, l’austero Palazzo De Naro Papa, che sembra parlare con la chiesa di San Giovanni, da pari a pari, il San Martino dei malati nel corpo e la chiesetta per i malati dell’anima, l’ex convento di San Ciro, casa delle belle figlie patrizie ma senza dote, Santa Teresa e i scoli elementari, il Cinema Aurora degli Scollo, olio e film, tradizione e futuro, i Pizzidda, i vaneddi, mia nonna, seduta davanti l’uscio di casa, mentre assolve, nel tardo pomeriggio estivo, il suo dovere di donna e di mamma cattolica, recitando il Santissimo Rosario con le altre signore del quartiere, tutte rigorosamente in nero perché, nella saggezza popolare della Sicilia autentica, l’amore è vero quando si veste a lutto! I Nicastro, a’ Bonasira, a’ Raniola, a’ Putiula, i lunghi pomeriggi assolati del Collegio, in attesa che il fischietto di Don Palacino sancisca l’inizio del torneo, le Suore Salesiane, i pattini e le partite a pallavolo, la Via Filarota, a’ maga ri l’ossa, u’ Pizzu, il Palazzo Moncada e Don Sariddu che va via, l’altro Don Sariddu, u’ Cascinu, del quale custodisco non solo ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-05-28By Antonio Ruta
    3 months ago
  • La Squadra Mobile arresta due giovani corrieri albanesi al capolinea degli autobus di Ragusa
    La Polizia di Stato – Squadra Mobile – ha tratto in arresto due fratelli albanesi HASANAJ Ardi, nato in Albania 22.03.1999 e HASANAJ Dragan, nato in Albania il 10.09.1994 per detenzione ai fini di spaccio di oltre 1 kg di marijuana e cocaina. Gli uomini della Sezione Narcotici della Squadra Mobile questa volta hanno fatto un servizio mirato alla stazione degli autobus considerato che tra i giovani acquirenti circolava la voce che la marijuana fosse finita, quindi potevano giungere corrieri da un momento all’altro, così come più volte accaduto in operazioni della Polizia di Stato. Questa tipologia di servizio è diversa dall’individuazione degli spacciatori c.d. “di piazza”, difatti, così come avvenuto due giorni fa in piazza Poste a Ragusa, le modalità sono state diverse. In quella occasione gli investigatori hanno fatto un controllo su strada individuando chi si avvicinava ai giovani per poi andare via dopo poco, segno di un’offerta di sostanze stupefacenti. In questo caso bisognava spostarsi nei luoghi di arrivo in città, ovvero la fermata degli autobus di via Zama, dove giungono tutti coloro che fanno ingresso a Ragusa con mezzi pubblici o anticipare il tutto in c.da Coffa. I primi controlli sugli autobus davano esito negativo, ma ieri verso le 16.00 i poliziotti riconoscevano Hasanaj Dragan già tratto in arresto dalla Squadra Mobile neanche due mesi prima con quasi 300 grammi di marijuana, per altro era in compagnia di un altro giovane (poi identificato come il fratello) che teneva una grossa busta in mano. Non ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-05-27By Redazione
    3 months ago
  • Modica, la Polizia arresta due pregiudicati rumeni, residenti a Vittoria
    La Polizia di Stato, alla luce di alcuni recenti episodi di furto ai danni di esercizi commerciali, ha implementato ulteriormente le attività di controllo sul territorio finalizzate a prevenire e reprimere i reati di natura predatoria. Nella giornata di ieri, l’equipaggio della volante della Polizia di Stato, su richiesta del titolare di un supermercato di Modica, interveniva in zona Sacro Cuore. Il richiedente riferiva di aver sorpreso due giovani intenti a rubare merce dagli scaffali i quali, dopo la sottrazione, avevano guadagnato rapidamente l’uscita del negozio senza pagare il corrispettivo degli oggetti dagli stessi prelevati poco prima. Il rapido intervento del predetto titolare del locale e la immediata chiamata inoltrata a questo Ufficio di Polizia consentivano al personale dipendente di bloccare i due ladri e quindi di rinvenire e restituire al legittimo proprietario tutta la merce trafugata (grana padano, caffè macinato, e numerosi altri formaggi) e nascosta sotto gli indumenti indossati dai due rumeni. Alla luce dei fatti riscontrati HANU Vasile, classe 82 e DAVID Petre Marian, di 23 anni, entrambi residenti a Vittoria e quindi giunti a Modica per rubare, venivano tratti in arresto per il reato di furto aggravato in concorso. La finalità predatoria del comportamento, non dettata dallo stato di necessità, risulta ancora più evidente dal fatto di aver trovato entrambi in possesso di alcune banconote da 50 euro. Dagli accertamenti effettuati risultava che il DAVID Petre Marian aveva diversi precedenti specifici per furto mentre l’HANU invece risultava essere stato deferito per altri reati. Completati ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-05-27By Redazione
    3 months ago
  • Avola, continue minacce mafiose: il video dell’incendio all’auto del candidato dei 5 Stelle
    La campagna elettorale ad Avola si sta trasformando in una sequela drammatica di minacce mafiose. Chi ha sostenuto che l’allarme “mafia” nella città in cui comanda (ancora oggi) Michele Crapula, boss in galera, fosse esagerato, forse adesso si ricrederà. Fatto sta che la scorsa notte, come denuncia il Senatore del Movimento 5 Stelle in Commissione Antimafia, Mario Michele Giarrusso, “alle 4 del mattino, il nostro candidato alle elezioni del consiglio comunale di Avola, Rosario Zaffarana, ha subito un vile atto di intimidazione mafiosa. Come si evince dal video – spiega Giarrusso -, un delinquente col capo coperto, si è avvicinato alla Fiat Croma di Zaffarana, posteggiata sotto l’abitazione del nostro candidato e dopo averla cosparsa di liquido infiammabile, appiccava il fuoco. Il fuoco così appiccato, rischiava di propagarsi anche alla vicina abitazione, dove dormivano una mamma con tre ragazzi tra cui uno disabile. Solo la prontezza del nostro candidato, svegliato dal crepitio delle fiamme ed intervenuto con un estintore impediva il peggio”. La conclusione della denuncia pubblica (su Facebook) di Giarrusso è molto forte: “Se la mafia di Avola pensa così di chiudere la bocca ai nostri candidati o di intimidirli sappia che si sbaglia. Il Movimento si schiera compatto con il nostro candidato Rosario Zafferana, con il nostro candidato sindaco Giuseppe Papa e con tutti gli altri candidati e attivisti di Avola. Noi leveremo ancora più alta la nostra voce contro le cosche che stringono Avola in una morsa di paura ed intimidazione chiedendo conto alla Procura di Siracusa dello ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-05-27By Paolo Borrometi
    3 months ago
  • Processo per mafia a Venerando Lauretta, il 13 ottobre sarà sentito Paolo Borrometi
    E’ stata rinviata al 13 ottobre l’udienza dibattimentale del processo a carico di Venerando Lauretta, vittoriese di 48 anni, per minacce aggravate dal metodo mafioso, dalla continuita’ e dalla recidiva formulate attraverso social network nei confronti del giornalista dell’Agi e direttore della testata on line www.laspia.it, Paolo Borrometi. Nell’udienza odi oggi il pm della Dda di Catania, Valentina Sincero ha chiesto al collegio, oltre all’escussione dei testi, anche l’acquisizione di una sentenza della Corte d’Assise di Siracusa, divenuta definitiva, con la quale Lauretta e’ stato condannato per reati connessi al 416 bis, riservandosi ulteriori richiesta di acquisizione ai documentazione all’esito dell’escussione dei testi, nulla opponendo parti civili e difesa dell’imputato. Gli avvocati di parte civile, presenti Vincenzo Ragazzi per Paolo Borrometi e in sostituzione dell’avvocato Nino Caleca per l’Ordne regionale dei giornalisti, Roberto Di Marzo per la Federazione nazionale della Stampa in sostituzione dell’avvocato Roberto Lo Belli, Fabrizio Cavallo per l’Ordine nazionale dei giornalisti in sostituzione dell’avvocato Enrico Trantino, e l’avvocato Vito Cultrera per il Comune di Vittoria. La difesa di Venerando Lauretta rappresentata dall’avvocato Maurizio Catalano, ha chiesto l’esame dell’imputato. Il 13 ottobre verra’ sentita la parte offesa, il giornalista Paolo Borrometi oltre a due testi di polizia giudiziaria citati dal pm Valentina Sincero. (FONTE AGI) (AGI) Venerando Lauretta, vittoriese classe 1969, gia’ condannato per mafia, e’ stato rinviato a giudizio dal gup di Catania Anna Maggiore per minacce aggravate dal metodo mafioso, dalla continuita’ e dalla recidiva. E’ accusato di essere stato l’autore delle minacce nei confronti del ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-05-26By Salvo Vassallo
    3 months ago
  • Pachino, rapina ed incendio a auto ed abitazione: Polizia arresta Massimo Vizzini e Francesco Rizza
    La Polizia del Commissariato di Pachino, diretto dalla dottoressa Maria Antonietta Malandrino, ha dato esecuzione all’Ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di VIZZINI Massimo di anni 44 e RIZZA Francesco di anni 26, entrambi residenti a Pachino, responsabili dei delitti di cui agli artt. 110,56-629 commi 1° e 2° in relazione all’art.628 comma 3° n.1 c.p., artt.81 cpv,110,424 c.p. ed il solo VIZZINI Massimo del delitto di cui agli artt.110, 628 commi 1 e 3 n.1. I due pachinesi, noti alla Polizia per i loro precedenti di Polizia, vengono arrestati a seguito di una attività d’indagine che ha impegnato gli uomini del Commissariato per alcuni mesi a partire dal 12 novembre 2016, quando i due, in tarda serata, appiccavano il fuoco prima all’autovettura e poi all’abitazione di una donna, residente in Pachino in Via delle Dalie, compagna di un noto pluripregiudicato all’epoca dei fatti detenuto presso la casa circondariale di Cavadonna. Sin da subito, la vittima collaborava solo in parte con la Polizia di Stato, raccontando di essere stata testimone oculare del fatto e di aver visto tre persone che, dopo aver infranto il vetro della finestra della camera da letto, cospargevano il pavimento con liquido infiammabile dandovi poi fuoco. Peraltro, poco prima gli stessi avevano vanamente tentato di incendiare l’autovettura in uso alla parte offesa. La donna, al personale della Polizia di Stato intervenuto sui luoghi, raccontava che l’incendio dell’abitazione era un chiaro atto di ritorsione nei suoi confronti poiché non aveva voluto cedere alle pressanti ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-05-26By Redazione
    3 months ago
  • I Crapula hanno avviato “una lungimirante opera di infiltrazione”. Ecco i documenti sui familiari del boss
    Il clan ‘Trigila’, egemone nella zona sud della provincia aretusea, da oltre un ventennio gestisce tutta l’attività di spaccio di sostanze stupefacenti, sottopone ad estorsione i titolari di esercizi commerciali ed imprese e si è immessa, soprattutto, negli ultimi anni, attraverso una ‘lungimirante’ opera di infiltrazione, anche nelle attività economiche lecite. Ne sono emblematico esempio (…) il recente avvio di attività commerciali direttamente gestite da familiari di esponenti di primaria importanza del gruppo, come i bar gestiti dalla famiglia Waldker a Noto oppure il chiosco-bar gestito ad Avola dal figlio di Michele Crapula, Aurelio detto “Cristian” o, ancora, l’attività di pompe funebri e rivendita di fiori gestita, sempre ad Avola, dalla figlia di Michele Crapula, Desireè”. Quanto si legge è contenuto nella richiesta cautelare che porterà, lo scorso autunno, all’arresto di due esponenti del Clan Trigila, a seguito della cosiddetta operazione “Ultimo atto”, eseguita dalla Polizia di Avola. Pubblichiamo questo e, a seguire, altri atti pubblici che vedono citati i familiari del boss di Avola, Michele Crapula, pur non coinvolti in provvedimenti di restrizione di libertà. Speriamo, così, di far chiarezza sul coinvolgimento degli stessi familiari del boss di Avola, facendo capire pubblicamente che i nostri articoli non sono “cose assurde ed infondate di un giornalista squilibrato”, come chi vi scrive è stato definito (testualmente) dai diretti interessati, bensì la ricerca della verità e la voglia di informare una collettività che, solo conoscendo, sarà libera di decidere da che parte stare. Facciamo un passo indietro, il boss Michele Crapula è in ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-05-26By Paolo Borrometi
    3 months ago
  • Mafia, ‘scommessa’ persa clan Messina: arrestati boss e prestanome del clan Mangialupi
    ‘Scommessa persa’. Nuovo duro colpo al clan Mangialupi di Messina, dopo la vasta operazione del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di finanza, denominata “Dominio” che a marzo ha portato all’esecuzione di ventuno ordinanze di custodia cautelare in carcere, smantellando gli affari della cosca legati anche al giro di scommesse: le Fiamme gialle peloritane, su disposizione del Gip Monia De Francesco, hanno notificato due nuove misure restrittive personali e hanno sequestrato un’altra societa’ di scommesse gestita, di fatto, dalla cosca mafiosa. Si tratta di una ordinanza di custodia cautelare in carcere per il boss Domenico La Valle, notificata nel carcere di Terni dove si trova attualmente recluso, e arresti domiciliari per il prestanome Davide Romeo, con il contestuale sequestro preventivo della societa’ di scommesse e dei locali della Sala “Centonze”, nel centro di Messina, in piazza Cairoli. I finanzieri del Gico, il Gruppo investigativo sulla criminalita’ organizzata, hanno condotto ulteriori approfondimenti finalizzati a chiarire la posizione di altri presunti fiancheggiatori e prestanome. A conclusione di tali accertamenti, basati sull’esame del contenuto delle intercettazioni ambientali e telefoniche e sull’analisi della documentazione sottoposta a sequestro, e’ stato individuato Romeo, 38 anni, il quale, per conto del capo cosca La Valle, fin dal 2012 avrebbe gestito una sala giochi di Messina, inizialmente intestata fittiziamente a Francesco Benanti, gia’ colpito da misura cautelare il 27 marzo. Romeo dal gennaio 2016 e’ divenuto il formale proprietario dei locali, attraverso la costituzione di una nuova societa’ denominata “Nuovo Centro Scommesse di Romeo Davide”. The post Mafia, ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-05-25By Redazione
    3 months ago
  • Ragusa, era agli arresti domiciliari evade per spacciare: arrestato dalla Polizia
    La Polizia di Stato – Squadra Mobile – ha tratto in arresto SOW Alieu, nato in Gambia il 22.07.1996 e residente a Ragusa. Il giovane gambiano è stato notato dagli uomini della Sezione Narcotici della Squadra Mobile mentre si aggirava per le vie del centro di Ragusa. Era troppo attento a guardarsi intorno e si avvicinava a minorenni per scambiare qualche parola per poi andare via. Il suo continuo controllo di non essere seguito, ha fatto insospettire i poliziotti che decidevano di fermarlo in piazza Poste a Ragusa. L’extracomunitario, regolare sul territorio nazionale, consegnava spontaneamente una piccola dose di marijuana ma continuava a dare segni d’insofferenza, pertanto veniva condotto presso gli uffici della Polizia di Stato per un’accurata perquisizione. Gli agenti avevano intuito bene, difatti all’interno degli slip celava una busta contenente marijuana e denaro che, così come previsto dalla legge, sono stati sottoposti a sequestro. Il controllo veniva esteso anche agli effetti personali e lo straniero era attrezzato di tutto punto, difatti nella tasca interna dello zaino veniva rinvenuto un bilancino di precisione. Considerato quanto accaduto il giovane veniva tratto in arresto e per disposizione della Procura della Repubblica sottoposto al regime della custodia cautelare in casa. Nonostante la clemenza prevista dalla norma di non andare in carcere, il giovane poche ore dopo era di nuovo in giro. Gli uomini della Squadra Mobile si erano recati presso il suo domicilio per notificare la data del processo con rito direttissimo e non lo trovavano in casa. Immediati controlli hanno ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-05-25By Redazione
    3 months ago
  • Scoglitti, la Polizia cattura “Maradona”
    Era ricercato dall’inizio dell’anno, da quando l’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa aveva emesso l’ordine di esecuzione per la carcerazione. KHEMIRI NEJM Eddine, tunisino di 32 anni era stato condannato per avere provocato nel 2010 un incidente stradale mentre guidava in stato di ebbrezza alcolica e per essere stato responsabile dei reati di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali nel novembre 2015. Tra il periodo di detenzione già scontato in regime di misura cautelare e la pena complessiva cui è stato condannato, rimangono ancora da espiare un anno, cinque mesi e venti giorni di reclusione oltra al pagamento della multa di euro 4.500. Il soggetto, che aveva sempre gravitato su Scoglitti dove era conosciuto con il soprannome di “Maradona” per la somiglianza al campione argentino e probabilmente anche per il carattere esuberante, dall’anno scorso risultava irreperibile e sembrava avesse lasciato la zona. Le ricerche non si sono mai interrotte e ieri i poliziotti hanno fatto irruzione in un casolare abbandonato sito in c.da lucarella, alle porte di Scoglitti dove lo hanno trovato in compagnia del fratello. Il caseggiato era occupato abusivamente, senza acqua ed energia elettrica. KHEMIRI è stato portato in Commissariato e fotosegnalato dalla Polizia Scientifica. Accertato che si trattava proprio del ricercato, è stato tratto in arresto e portato in carcere a Ragusa. L’attività va inquadrata in un vasto ed articolato piano di controllo delle aree rurali portato avanti dalla Polizia di Stato in questi giorni e volto ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-05-25By Redazione
    3 months ago
  • Vittoria, la presidente dell’Antiracket Eliana Giudice: “Il Comune ci stia accanto nei processi”
    “Chiediamo che anche il nostro Comune di Vittoria si costituisca parte civile nel processo in cui già l’Antiracket lo ha fatto, per il reato di estorsione e usura aggravata in concorso, e anche in tutti i futuri processi che ci vedranno impegnati a sostenere le vittime di reati come questi”. Lo ha affermato Eliana Giudice, presidente dell’associazione Antiracket di Vittoria, nel corso delle celebrazioni in memoria della strage di Capaci. “Il ruolo della scuola è certo di preparare i ragazzi alle future sfide del mondo del lavoro dando loro un solido bagaglio culturale – ha spiegato Eliana Giudice -, ma è anche quello soprattutto di formare una coscienza civica. La coscienza ci aiuta a scegliere cosa è giusto e cosa è sbagliato, la coscienza civica ci insegna che apparteniamo ad una comunità e che dobbiamo portare i valori di bene e giustizia anche all’interno della nostra comunità. E uno dei temi più importanti sui quali si può modellare la coscienza civica dei nostri giovani, nei nostri territori è quello della lotta alle mafie, che sono la causa dell’arretratezza culturale ed economica di tutto il nostro sud e anche di gran parte del disastro ambientale della nostra bellissima terra. Una coscienza civica forte permetterà, forse, alle nuove generazioni, di fare quello che le generazioni precedenti non hanno saputo fare fino in fondo: alzare l’asticella dell’etica, per avere finalmente una società meno corrotta e più giusta; perché è la corruzione oggi la peggiore piaga della nostra nazione e la porta d’accesso principale delle ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-05-25By Paolo Borrometi
    3 months ago
  • Trasportavano 70 chili di hashish: arrestati dalla Polizia Angelo Monaco e Piero Crescimone
    Stavano trasportando 70 chilogrammi di hashish a bordo di un camion: agenti della polizia di Stato di Siracusa hanno arrestato con questa accusa, a Villa San Giovanni, due corrieri di droga, Angelo Monaco, 62 anni, e Piero Crescimone, 55 anni, entrambi originari di Noto. Angelo Monaco è stato in passato il reggente del clan Trigila di Noto. L’operazione è stata coordinata dalla questura di Siracusa. Già oggi i due dovrebbero essere interrogati dal Gip di Reggio Calabria. Un mese fa avevamo indicato Angelo Monaco come particolarmente attivo nel settore della droga, denunciando il suo ritorno in prima persona sulla scena criminale, oltre all’attività che lo aveva sempre visto protagonista: le estorsioni. The post Trasportavano 70 chili di hashish: arrestati dalla Polizia Angelo Monaco e Piero Crescimone appeared first on .: La Spia :. contro ogni forma di mafia. ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-05-25By Paolo Borrometi
    3 months ago
  • Mafia, boss ucciso a Palermo: vietati i funerali pubblici a Giuseppe Dainotti
    Niente funerali pubblici per il boss Giuseppe Dainotti, ucciso a 67 anni, lunedi’ mattina, in via d’Ossuna, vicino al Tribunale, a Palermo. Un delitto che qualcuno ha definito simbolico, poiche’ commesso alla vigilia del 25esimo anniversario della strage di Capaci. L’uomo, ritenuto elemento di spicco del mandamento di Porta Nuova, libero dal 2014 dopo 25 anni di carcere, era stato raggiunto da due sicari mentre era in bici. Una esecuzione in pieno giorno: contro di lui una serie di colpi di pistola, almeno quattro, uno dei quali esplosi alla testa. Per Dainotti, dunque, solo un rito religioso privato nella cappella del cimitero, dopo la decisione assunta dal questore Renaro Cortese, il quale appena due settimane fa aveva lanciato l’allarme riguardo al clima preoccupante legato alle ultime scarcerazioni. The post Mafia, boss ucciso a Palermo: vietati i funerali pubblici a Giuseppe Dainotti appeared first on .: La Spia :. contro ogni forma di mafia. ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-05-24By Redazione
    3 months ago
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