La Spia

La Spia – contro ogni forma di mafia

  • Ragusa, domani consegna in Prefettura delle Onorificenze dell’”Ordine al Merito della Repubblica Italiana”
    Domani 31 ottobre – alle ore 11.00 – nei Saloni di rappresentanza del Palazzo del Governo il Prefetto Maria Carmela Librizzi procederà alla consegna delle diplomi delle onorificenze dell’Ordine “Al Merito della Repubblica Italiana” conferite dal Presidente della Repubblica con decreto del 2 giugno u.s. a cinque cittadini residenti in questa provincia che si sono distinti per il loro impegno professionale e sociale e che, con la loro condotta di vita, si sono resi particolarmente benemeriti nei confronti della Repubblica. Gli insigniti, ai quali è stata riconosciuta segnatamente la distinzione onorifica di Cavaliere,  sono: BELLOMIA Giovanni CARBONE Vincenzo FRATANTONIO Giovanni GALFO ANSALDI Dorotea VACCARO Giovanni The post Ragusa, domani consegna in Prefettura delle Onorificenze dell’”Ordine al Merito della Repubblica Italiana” appeared first on .: La Spia :. contro ogni forma di mafia. ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-10-30By Redazione
    6 months ago
  • Palermo, il boss ordina l’omicidio della figlia: “Ha una relazione con un carabiniere”
    La figlia di un mafioso ha messo in crisi un intero clan, uno di quelli che ancora conta nel cuore della provincia di Palermo. Lei voleva solo vivere la sua vita, al bar aveva conosciuto un giovane maresciallo dei carabinieri, era nata una storia. Un affronto per il padre capomafia, Pino Scaduto, signore di Bagheria e componente della Cupola per volere di Totò Riina e Bernardo Provenzano. Un affronto per il codice mafioso, che doveva essere punito col massimo della pena, l’uccisione della figlia. Così aveva deciso Scaduto in carcere. “Tua sorella si è fatta sbirra”, diceva al figlio. “Questo regalo quando è il momento glielo farò – scriveva a una parente – tempo a tempo che tutto arriva”. Pino Scaduto aveva deciso. Anche perché sospettava di essere stato arrestato dai carabinieri proprio per colpa della figlia, nel momento in cui stava gestendo un affare importantissimo per le sorti di Cosa nostra, la ricostituzione della commissione provinciale, la Cupola. Questa notte, Scaduto è tornato in carcere, dopo sei mesi di libertà. Aveva finito di scontare il suo debito con la giustizia, ma puntava già a riorganizzare Cosa nostra. I carabinieri del comando provinciale diretto dal colonnello Antonio Di Stasio hanno arrestato 16 persone, l’ordinanza di custodia cautelare è firmata dal giudice Nicola Aiello. Le indagini della Dda di Palermo diretta dal procuratore Francesco Lo Voi e dall’aggiunto Salvatore De Luca hanno individuato il nuovo gruppo dirigente del mandamento mafioso di Bagheria, che continuava a imporre estorsioni a commercianti e imprenditori. ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-10-30By Redazione
    6 months ago
  • Avola libera senza i Crapula: video racconto del clan mafioso
    Omicidi, estorsioni, mafia: stiamo parlando del capomafia Michele Crapula, sanguinario e senza scrupoli boss di Avola e dei suoi familiari e dei suoi affiliati che, per le forze dell’ordine, hanno avviato una lungimirante opera di infiltrazione anche nelle attività legali. Crapula, che sfruttò un’operazione alla gamba per uscire dal carcere ma fu arrestato dalla Polizia perché tempo fa, nonostante avesse ottenuto gli arresti domiciliari per curarsi, usciva tranquillamente senza stampelle, incontrava affiliati del suo clan, organizzava summit e continuava ad imporre estorsioni nella sua zona. Ma chi è Crapula? Ufficialmente  un umile operaio raccoglitore di limoni, grazie ai soldi rubati alla povera gente, con l’imposizione sistematica di estorsioni, con il traffico della droga, con i guadagni del clan, con l’affare dei limoni, è stato di fatto proprietario di un maneggio, di un agriturismo con mini appartamenti, di tre villette,  una attaccata all’altra, in continua  modifica ad opera di  squadre  muratori, e di  un’ abitazione signorilmente arredata  e vigilata con telecamere a circuito chiuso. I diversi collaboratori di Giustizia hanno rivelato gli affari di sangue voluti o effettuati da Michele Crapula: pensate, fu lui il mandante dell’omicidio di Antonino Buscemi e lo ordinò dal carcere, tramite sodali del clan, omicidio realizzato, secondo i collaboratori di Giustizia, dai suoi parenti ad iniziare da Spugnetti. Ma non solo, fu anche il mandante del tentato omicidio di Giuseppe Trigila e, sempre secondo i collaboratori, realizzò – poi assolto per insufficienza di prove – l’omicidio di Filadelfio (detto Fino) Casto. Ma Crapula ha soprattutto ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-10-30By Paolo Borrometi
    6 months ago
  • Querele temerarie, precarietà e retribuzioni. Le sfide di Carlo Verna, neo presidente dell’Ordine dei Giornalisti
    “Il Giornalismo ha una funzione sociale estremamente rilevante per il Paese e per la qualità della vita degli italiani. Ci sono temi prioritari: in primis difendere i giornalisti, tutti hanno diritto a vivere senza il peso delle minacce, ma quando si minaccia un giornalista si minaccia lo Stato, la funzione sociale che ricopre. La scorta mediatica, che noi fortemente promuoveremo, non è al giornalista, ma al cittadino come diritto ad essere informato, una scorta alla democrazia del Paese. Non a caso sono onorato e ho fortemente voluto che la prima intervista me la facesse un collega come Paolo Borrometi, a cui mi lega amicizia autentica e profonda stima”. Ha le idee ben chiare ed un grande carico di aspettative il nuovo Presidente dell’Ordine dei Giornalisti, Carlo Verna. Alla fine dei tre giorni che lo hanno eletto con un’ampia maggioranza (al primo turno), Verna parte da temi condivisi e da istanze reali del mondo degli iscritti all’Ordine. “Ci vuole il coraggio di cambiare – spiega -, questa tre giorni è stata difficilissima e sono particolarmente orgoglioso, ad esempio, di aver portato per la prima volta una donna come vicepresidente, una scelta fondamentale”. Verna, ha la barra dritta al centro del cuore del problema: querele temerarie, ma anche precarietà e retribuzioni. “Sulle querele temerarie bisogna intervenire tutti quanti insieme ad una voce: Ordine, Fnsi, perché quando si va in una sede politica e si parla a più voci affermando cose diverse, solitamente l’interlocutore cancella il tema dall’agenda e certi aspetti non possono ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-10-29By Paolo Borrometi
    6 months ago
  • La polemica sul cioccolato, l’aviemu che santi e na pigghiamo c’apuostili
    Qualche giorno fa una lettera pubblica sul cioccolato modicano, firmata da Salvatore Cannata, Concetta Bonini, Tino Iozzia e Marco Blanco, ha suscitato clamorose reazioni e commenti vari (molti dei quali stupidi in quanto anonimi e doppiamente tali nel merito). A tale lettera ha fatto il paio un servizio di Report, su Rai 3, dal quale è venuta fuori un’immagine assai negativa del nostro prodotto tipico. Partiamo da questo secondo fatto: i giornalisti della Rai hanno evidenziato che il cioccolato modicano non potrebbe essere definito “artigianale” perché la sua lavorazione non comprende il trattamento, all’origine, della fava di cacao, avvalendosi invece, nella quasi totalità dei casi, di una materia prima, la pasta di cacao, di provenienza industriale. Per questo stesso motivo, Silvio Bessone, un tecnico del settore, ai microfoni di Report, ha bollato come “truffa” la qualificazione “artigianale” del nostro cioccolato. Ora, lasciando perdere l’atto di sciacallaggio politico operato dal Sindaco di Modica, che ha minacciato di querelare Report per diffamazione nei confronti della città (spiegategli l’orientamento maggioritario della giurisprudenza in merito così la finisce con questa tiritera, usata al solo scopo di farsi pubblicità facile), io credo che la posizione di Bessone sia sbagliata ed eccessiva, sconfinando con l’inutile ortodossia. A ragionare come lui, infatti, si dovrebbe ammettere che il falegname non può definire artigianali i suoi prodotti sol perché non va nei boschi a procurarsi il legname o che il fabbro non produce prodotti artigianali solo perché non fonde il ferro dal quale ricava i suoi manufatti. E’ evidente ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-10-29By Antonio Ruta
    6 months ago
  • Giovanni Spampinato, 45 anni dopo ucciso (ancora) una volta!
    Ancora una volta dimenticato, ancora una volta relegato al mancato ricordo, ancora una volta ucciso. Quest’anno ho deciso di non ricordare Giovanni Spampinato il 27 ottobre, giorno della sua uccisione. Ho voluto aspettare il giorno successivo, speravo che qualcuno lo ricordasse, che ci fosse un “moto” spontaneo dei cittadini ragusani, siciliani, italiani per ricordare un giovane ragazzo ucciso solo perché faceva il suo dovere: il Giornalista in una Terra dove gli altri, negli anni 70’, erano più giornalai che professionisti dell’informazione. Sono passati 45 anni da quel 27 ottobre del 1972, giorno dell’uccisione di Giovanni. Ricordare invece, ancora oggi, è scomodo. Quindi meglio dimenticare chi, come Giovanni, facendo il proprio dovere ha svelato trame inedite nella cosiddetta “Provincia babba”. Una provincia stretta fra mafie e massoneria, interessi economici di pochi – spesso colletti bianchi – in cui investì un certo Tognoli, ricercato da Giovanni Falcone in “Pizza connection”. Ma ricordare, appunto, spesso è scomodo. Quindi meglio dimenticare. Meglio strisciare, ancora oggi, dietro i potenti, i poteri forti e la mafia. Meglio commentare e liquidare la tragica vicenda di Spampinato, quasi giustificando l’omicida, affermando “se l’è cercata”. No, Giovanni ha fatto ciò che tanti altri non hanno fatto: solo il proprio dovere, in una Terra dove ancora oggi ricordare fa male, perché riapre ferite mai chiuse. Ma vi sbagliate, Giovanni Spampinato vive, non riuscirete ad ucciderlo ancora una volta! The post Giovanni Spampinato, 45 anni dopo ucciso (ancora) una volta! appeared first on .: La Spia :. contro ogni forma di ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-10-28By Paolo Borrometi
    6 months ago
  • Comiso, mandato d’arresto Europeo: rumeno fermato dai Carabinieri
    Prosegue a ritmi serrati l’attività di prevenzione e di repressione dei reati nel territorio della giurisdizione della Compagnia Carabinieri di Vittoria, nell’ambito dei servizi straordinari di controllo del territorio predisposti dal Comando Provinciale di Ragusa. L’intenso lavoro, in stretta collaborazione con la Procura della Repubblica presso il Tribunale etneo, ha consentito, alle prime luci dell’alba di ieri, di dare esecuzione al Mandato d’Arresto Europeo emesso dall’Autorità Giudiziaria rumena e pendente dal marzo 2015 nei confronti di Hegedus Adrian Florin, bracciante agricolo 25enne, condannato a 4 anni e un mese di reclusione per aver commesso in Romania nel 2012 lesioni personali volontarie. Il giovane, una volta localizzato dopo mirati servizi di osservazione e controllo del territorio dai Carabinieri della Stazione di Comiso, che avevano attivato le ricerche anche in campo internazionale per adempiere alla misura limitativa della libertà personale, è stato immediatamente tratto in arresto. Dopo aver espletato le formalità di rito presso la caserma di via Leonardo Sciascia, è stato associato alla Casa Circondariale di Ragusa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria che curerà i rapporti con lo stato estero ai fini dell’estradizione nonché per tutti gli altri provvedimenti di competenza correlati. Analoghe esecuzioni, limitative della libertà personale, e contestuali controlli, predisposti dal Comando Provinciale Carabinieri di Ragusa, proseguiranno nelle prossime settimane in mirati servizi a largo raggio su tutto il territorio di competenza. The post Comiso, mandato d’arresto Europeo: rumeno fermato dai Carabinieri appeared first on .: La Spia :. contro ogni forma di mafia. ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-10-28By Redazione
    6 months ago
  • Ragusa, omicida esce dal carcere e torna a delinquere: arrestato dai Carabinieri
    I Carabinieri della Compagnia di Ragusa, nella nottata di ieri, all’esito di ininterrotte indagini condotte a seguito di una rapina perpetrata nei giorni precedenti, hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto TRAY FOUED BEN FRAJ classe ’82, tunisino, pregiudicato. Il Tray Foued infatti, si introduceva nella proprietà agricola della vittima che, sorpresa alle spalle, veniva minacciata dal Tray che brandiva un coltello e la induceva così a farsi consegnare la somma di 180,00 euro. Per questi motivi i militari dell’Aliquota Operativa di Ragusa, comandati dal Tenente Maria Chiara Soldano, intraprendevano da subito un’attività sistematica di verifica ed acquisizione delle immagini degli impianti di video sorveglianza della città in quanto il Tray era stato avvistato aggirarsi con una golf nera. Riuscivano così ad individuare il veicolo utilizzato dal Tray nella giornata della rapina. Tale particolare investigativo indirizzava le indagini nel Comune di Ispica ove, a seguito di attività di osservazione, controllo e pedinamento, venivano ulteriormente acquisiti i video di un benzinaio, che acclaravano in maniera evidente come il Tray, la cui identità al momento risultava ancora sconosciuta, si fosse impossessato dell’autovettura di proprietà di un suo cugino che, ignaro di tutto, si trovava a lavorare nelle serre. Le attività investigative risultavano così di grande complessità soprattutto a causa della irreperibilità dell’autore del reato, talché neppure le ricerche del prevenuto presso la sua residenza di Mascalucia (CT) sortivano gli esiti sperati. Di grande importanza è stata la segnalazione della vittima nella mattina del 25 ottobre, grazie alla quale si apprendeva che ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-10-28By Redazione
    6 months ago
  • L’intervista a Salvatore Calleri (Pres. Fondazione Caponnetto): “La mafia va combattuta ancora oggi”
    L’intervista al Presidente della Fondazione Caponnetto di una giovane studentessa universitaria, Jessica Geninatti, pubblicata nella propria tesi universitaria. Noi, come “La Spia”, la riprendiamo e rilanciamo. COSA E’ LA MAFIA? Antonino Caponnetto nella Sua ultima intervista a Massimo Del Papa definì nel 2002 la mafia così: “era ed è ancora l’organizzazione criminale più pericolosa e spietata che ci sia”. La mafia oggi è un qualcosa che si è evoluto come una sorta di virus mutante, in grado di sparare quando serve, ma mirante a portare avante i propri interessi. La mafia nasce in territori ricchi e li rende poveri sfruttandoli. COME E’ CAMBIATO NEL CORSO DEL TEMPO IL RUOLO DELLA DONNA NELLE ORGANIZZAZIONI CRIMINALI MAFIOSE? Man mano che il ruolo della donna cambia nella società normale… Cambia pure in quella mafiosa. Se ieri le donne erano in primis solo mogli, amanti e madri dei mafiosi oggi spesso addivengono a ruoli sempre più importanti all’interno dei clan … Questo fatto essendo le donne molto più raffinate e capaci dell’uomo deve farci aggiornare i criteri di lotta alla mafia. IL RUOLO EDUCATIVO DELLA MADRE E’ IMPORTANTE NELLA FORMAZIONE DI UN PERFETTO UOMO D’ONORE? Il ruolo di una madre è sempre importante e sicuramente la cultura omertosa nel contesto in cui vivono le madri influenza i figli… Detto questo abbiamo avuto anche esempi diametralmente diversi tra cui spicca la mamma di Peppino Impastato, la quale ha influenzato positivamente i figli verso una cultura opposta alla mafia. COSA VUOL DIRE ESSERE ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-10-27By Redazione
    6 months ago
  • Ragusa, presentato Piano Nazionale Integrazione dei titolari di protezione internazionale
    Una seduta alquanto partecipata del Consiglio Territoriale per l’immigrazione, presieduta dal Prefetto Maria Carmela Librizzi, si è tenuta stamani nei locali del Centro Polifunzionale per l’Immigrazione di Ragusa, dove alla presenza di tutti i componenti convocati in sessione allargata, sono stati esaminati i vari argomenti posti all’ordine del giorno con richiamo particolare al  Piano Nazionale Integrazione dei titolari di protezione internazionale, approvato lo scorso 26 settembre dal Tavolo di Coordinamento Nazionale istituito presso il Ministero dell’Interno. Nel corso dell’incontro, grande attenzione è stata riservata ai principi generali che hanno condotto alla elaborazione di detto Piano a livello nazionale, con  precisi riferimenti ai singoli aspetti per quali si è già data attuazione a livello locale, quali ad esempio l’alfabetizzazione nella fase di primissima accoglienza, l’ attività di volontariato avviata da alcuni anni e potenziata fortemente in quest’ultimo periodo, assistenza sanitaria mirata e orientamento ai Servizi presso il Centro Polifunzionale e la costituzione del Tavolo Interreligioso. Nella circostanza è stato posto altresì l’accento sul ruolo di coordinamento svolto dalla Prefettura  che, in una logica di rete,  si è adoperata nella costruzione di strumenti utili alla implementazione di precorsi finalizzati alla integrazione sociale dei migranti presenti nel contesto provinciale ibleo. Proprio, in tale ottica, infatti, da tempo, risulta costituto un apposito gruppo di lavoro per la progettazione, il cui impegno ha consentito il rafforzamento delle competenze delle amministrazione pubbliche locali con varie iniziative di “capacity building”. Un ruolo importante per tutte le attività sin qui poste in essere è da riconoscere alla operatività ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-10-27By Raffaele Fiore
    6 months ago
  • Avevano tentato una rapina a Comiso, condannati Angelo Ventura (u checco), Salvatore Barrera e Mario Benenati
    Erano stati arrestati dagli uomini della squadra mobile di Ragusa e del commissariato di Comiso il 22 novembre dello scorso anno. Avevano tentato il 6 settembre del 2016 di mettere a segno una rapina alla Banca Agricola popolare di Ragusa, sede di Pedalino. Si tratta del 35enne Salvatore Barrera, difeso dall’avvocato Roberto D’Amelio del Foro d i Catania – del coetaneo Mario Benenati, difeso dall’avvocato Enrico Platania e del 32enne Angelo Ventura (detto u checco), difeso dall’avvocato Giuseppe Di Stefano. Stamattina i tre sono stati condannati da gip Giovanni Giampiccolo con rito abbreviato. Salvatore Barrera è stato condannato ad un anno e 4 mesi di reclusione, Angelo Ventura (u checco) ad 1 anno ed 8 mesi e Mario Benenati a 3 anni, un mese e dieci giorni. La pubblica accusa rappresentata dal Pom Monica Monego aveva chiesto la condanna per i primi due a 2 anni di reclusione e per il Benenati a 2 anni e sei mesi. The post Avevano tentato una rapina a Comiso, condannati Angelo Ventura (u checco), Salvatore Barrera e Mario Benenati appeared first on .: La Spia :. contro ogni forma di mafia. ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-10-27By Paolo Borrometi
    6 months ago
  • Noto, erano abusive le strutture dei Restuccia: la Polizia denuncia Salvatore (zu Turi) e Concetta Masuzzo
    Nella giornata di ieri, Agenti della Polizia di Stato, in servizio al Commissariato di P.S. di Noto, diretti dal Commissario Paolo Arena, al termine di articolata attività investigativa, hanno denunciato, in stato di libertà Salvatore Restuccia (detto zu Turi), residente ad Avola,  già conosciuto alle forze di Polizia, e Concetta Masuzzo (classe 1958), residente a Noto, per il reato di abusivismo edilizio. Lo avevamo denunciato a luglio (LEGGI ARTICOLO), i Restuccia avevano fatto scempio della legalità, dalle corse clandestine all’abusivismo. Ci eravamo occupati del fenomeno con più articoli e – riteniamo – la collettività tutta deve ringraziare la Polizia per aver preso sul serio le nostre denunce. LA FAMIGLIA RESTUCCIARestuccia, meglio noti come “spinna cardiddi”, sono una famiglia tristemente nota nel netino, soprattutto per Sebastiano Restuccia (detto Iano “spinna cardiddi”), già in passato molto vicino al capomafia Antonino Pinuccio Trigila. Oggi le redini della famiglia sono rette da Salvatore Restuccia (detto “zu Turi”), sposato con Anna Parisi e fratello di Sebastiano, coinvolto in corse clandestine insieme al figlio Nino e in affari di droga. I CONTROLLI DELLA POLIZIA La denuncia, infatti, riguarda i controlli espletati il 29 luglio scorso da Agenti della Polizia di Stato del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Noto, unitamente a personale ASP veterinari di SR, della Polizia Municipale e dell’ufficio tecnico del comune di Noto, nel contesto dei mirati servizi pianificati dal Sig. Questore di Siracusa, Gabriella Ioppolo, al fine di prevenire e reprimere l’illecito fenomeno delle corse ippiche clandestine. Nella circostanza,  si recarono in  C.da Faldino, zona  ove insiste una scuderia equina. Oltre ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-10-27By Paolo Borrometi
    6 months ago
  • Mafia: omicidio Fragalà, testimone “pago’ la lettera contro i boss”
    Tra i detenuti del carcere palermitano di Pagliarelli l’avvocato Enzo Fragala’ aveva la fama di essere “sbirro”. Lo hanno detto oggi i testimoni ascoltati nel processo per l’omicidio del penalista, aggredito a colpi di bastone la sera del 23 febbraio 2010 e morto in ospedale tre giorni dopo. Davanti alla Corte d’Assise presieduta da Sergio Gulotta si sono alternate tre donne, una testimone oculare e due avvocati, tra cui Marzia Fragala’, figlia della vittima. E’ stata proprio lei a ricordare che un ex cliente del padre, dopo l’omicidio, nel farle le condoglianze, le disse che gli altri detenuti lo minacciavano, lo sbeffeggiavano e che gli avevano detto di revocare Fragala’, “perche’ mio padre era avvocato sbirro e lo avrebbe fatto parlare”, ha specificato la teste. Il detenuto in questione era Onofrio Prestigiacomo, poi effettivamente divenuto collaboratore di giustizia. L’avvocato Loredana Lo Cascio, strettissima collaboratrice di Fragala’ nel suo studio penale di Palermo, ha invece ricordato che 4 giorni prima di essere aggredito, il 19 febbraio 2010, l’avvocato aveva letto in aula, durante una udienza di un processo contro due suoi clienti, una lettera scritta da Antonia Sansone, moglie del capo mafia di Pagliarelli Antonino Rotolo. Nella lettera la donna si attribuiva responsabilita’ per la provenienza di una somma elevata, circa 500 milioni delle vecchie lire, che veniva contestata a Vincenzo Marchese, imputato di intestazione fittizia di beni. “Nel riferire questa cosa in aula e nel leggere la lettera della donna – ha detto la Lo Cascio – Fragala’ uso’ la ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-10-26By Redazione
    6 months ago
  • Noto, l’affare dei limoni: Polizia denuncia Vincenzo Cavallo (genero del boss Corrado)
    Agenti della Polizia di Stato, in servizio al commissariato di Noto, assieme al personale dell’Asp, distretto igiene – alimenti e della medicina del lavoro, hanno eseguito dei controlli amministravi in alcuni depositi di limoni. I controlli hanno evidenziato alcune irregolarità amministrative per le quali Vincenzo Cavallo, titolare di un deposito è stato sanzionato per complessivi 5 mila euro (di cui 3 mila per la mancata Scia, e 2 mila per la mancanza del piano di autocontrollo). Vincenzo Cavallo, come scritto da noi tempo fa nella mappa del clan Trigila (LEGGI ARTICOLO), è sposato con Angela Trigila, figlia di Corrado Trigila (in galera per mafia, insieme al fratello – e capomafia – Antonino detto Pinuccio Trigila). Cavallo con la sua impresa raccoglie limoni di provenienza furtiva e li immette nel mercato con ingenti danni per i produttori agricoli. Le violazioni riscontrate saranno comunicate al sindaco per l’adozione dei provvedimenti di competenza attinenti all’abusiva attività commerciale svolta dal titolare di uno dei depositi. Vincenzo Cavallo, per chi non ricordi (o non voglia ricordare) è la persona che (se non ci fosse da piangere per le conseguenze, sarebbe da ridere per la stupidità!) cercò di incendiare la casa di un carabiniere ed il gesto incendiario gli costò lo sfregio al volto (ancora oggi permanente). The post Noto, l’affare dei limoni: Polizia denuncia Vincenzo Cavallo (genero del boss Corrado) appeared first on .: La Spia :. contro ogni forma di mafia. ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-10-26By Paolo Borrometi
    6 months ago
  • Mafia, il Presidente Mattarella: “e’ un pericolo grave ma mai piegarsi”
    “Io sono siciliano, di Palermo. Nella mia citta’, nella mia Regione, la mafia e’ un pericolo molto grave. In questi ultimi anni lo Stato ha inferto colpi molto pesanti, molto duri alla mafia e ne ha indebolito la forza, ma rimane sempre un pericolo molto grave e allarmante, contro il quale occorre mantenere sempre un impegno costantemente alto e molto forte. Vale sempre, totalmente, questo insegnamento: non bisogna avere paura. Bisogna vincerla per rispetto di se stessi, della propria dignita’ e di quello che si fa. E mai piegarsi alla sopraffazione e alla violenza della prepotenza”. Lo afferma il Presidnete della Repubblica, Sergio Mattarella, in un incontro con gli studenti. Mattarella prosegue: “A proposito della paura, faccio riferimento alle figure piu’ importanti, a quelle persone che sono rimaste vittime della violenza mafiosa perche’ la contrastavano, perche’ vi si opponevano, perche’ non si piegavano alla prepotenza dei mafiosi. Le figure piu’ note sono Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Io li ho conosciuti bene, come ho conosciuto tante altre persone: magistrati come loro, uomini politici, giornalisti, carabinieri, donne e uomini della polizia, professionisti che hanno rifiutato di piegarsi alla prepotenza mafiosa e sono stati assassinati per questo. Erano consapevoli dei pericoli che correvano, erano a conoscenza di questi pericoli, lo sapevano, avevano timore che potesse avvenire cio’ che poi e’ avvenuto, ma hanno vinto la paura – che e’ un sentimento normale quando vi sono dei pericoli – perche’ hanno pensato che il loro dovere fosse piu’ importante della paura. Hanno pensato ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-10-26By Salvo Vassallo
    6 months ago
  • Immigrazione, domani la riunione del Consiglio Territoriale a Ragusa
    Domani 27 ottobre – alle ore 10,00 – nel saloncino del Centro Polifunzionale per l’Immigrazione di Viale Colajanni a Ragusa, si terrà una seduta del Consiglio Territoriale per l’Immigrazione indetta in  sessione allargata. I temi all’ordine del giorno saranno i seguenti: illustrazione  del Piano Nazionale Integrazione dei titolari di protezione internazionale, approvato lo scorso 26 settembre dal Tavolo di Coordinamento Nazionale;   aggiornamento sullo stato di attuazione del “Piano Nazionale di ripartizione dei richiedenti asilo e dei rifugiati” definito dall’ANCI e dal Ministero dell’Interno; illustrazione della bozza di protocollo che la Prefettura di Ragusa intende sottoscrivere con i Comuni della provincia per l’accoglienza equilibrata, sostenibile e diffusa dei richiedenti protezione internazionale. The post Immigrazione, domani la riunione del Consiglio Territoriale a Ragusa appeared first on .: La Spia :. contro ogni forma di mafia. ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-10-26By Redazione
    6 months ago
  • Scicli, volevano una Ferrari e se la sono fabbricata: Finanza “scova” autovettura fasulla
    Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Ragusa hanno sequestrato una “Ferrari” contraffatta, costruita su misura in casa. A scoprirlo, i Finanzieri della Tenenza di Modica, durante un servizio di controllo economico del territorio su Scicli, che hanno fermato un 52enne, titolare di un’agenzia di organizzazione eventi, alla guida di un’autovettura “Ferrari”. Durante le fasi del controllo, però, i militari si sono insospettiti perché l’auto, pur provvista di tutti i loghi del noto marchio sportivo di Maranello, presentava un design esteriore alquanto diverso dai più noti modelli di supercar del “cavallino”. Circostanza avvalorata dalla carta di circolazione con la quale è stato appurato che in realtà si trattava di un telaio originariamente appartenente ad una “Toyota MR2”. Il veicolo, pur conservando i lineamenti esterni della “Toyota”, era stato allestito in maniera identica alle autovetture della casa “Ferrari”. Infatti, i loghi metallici, gli adesivi ed alcune parti meccaniche originali “Toyota” (cerchi, pinze freno, cofano anteriore e posteriore, passaruota e volante) sono stati asportati e sostituiti con quelli in dotazione alle autovetture “Ferrari”, circostanza questa confermata anche dai periti ufficiali della casa automobilistica di Maranello, opportunamente contattati ed ai quali sono state inviate diverse fotografie per una rapida perizia. Al termine del controllo il veicolo è stato sottoposto a sequestro penale ed il proprietario è stato deferito alla Procura della Repubblica di Ragusa per aver utilizzato, senza autorizzazione, marchi di fabbrica registrati, in violazione dell’art. 473 del c.p. nonché del regolamento C.E. nr. 1383/2003 sulla tutela della proprietà intellettuale e del Made in Italy. La lotta alla contraffazione, la tutela ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-10-26By Redazione
    6 months ago
  • Mafia: sistema Saguto, chiesto processo per il giudice e altri 16
    Chiesto il rinvio a giudizio per l’ex presidente della sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Palermo Silvana Saguto e per altri 16 indagati. A proporlo, al termine di una lunga requisitoria, davanti al Gup Marcello Testaquadra, e’ stata la Procura di Caltanisetta. A rappresentare l’accusa il procuratore capo Amedeo Bertone e i pm Cristina Lucchini, Maurizio Bonaccorso e Claudia Pasciuti. Hanno invece chiesto di essere giudicati con il rito abbreviato, i magistrati Tommaso Virga e Fabio Licata e il cancelliere del tribunale Elio Grimaldi. Al centro dell’inchiesta, la gestione dei beni confiscati alla mafia e il presunto sistema illecito creato attorno al ruolo della Saguto. La prossima udienza e’ stata fissata per il 6 novembre. The post Mafia: sistema Saguto, chiesto processo per il giudice e altri 16 appeared first on .: La Spia :. contro ogni forma di mafia. ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-10-25By Redazione
    6 months ago
  • Mafia, estradati da Germania due esponenti clan Rinzivillo: Paolo Rosa e Ivano Martorana
    Sono giunti oggi all’aeroporto di Fiumicino, a conclusione dell’iter di estradizione dalla Germania, Paolo Rosa e Ivano Martorana, originari di Gela ma da tempo residenti a Colonia, catturati dalla Polizia criminale tedesca in collaborazione con personale del Gico della Guardia di Finanza di Roma e della Squadra Mobile di Caltanissetta, nell’ambito della vasta operazione antimafia che, il 4 ottobre scorso, ha portato in carcere 36 persone, indagate a vario titolo di associazione per delinquere di stampo mafioso, plurimi episodi di estorsione e detenzione illegale di armi, riciclaggio e reimpiego di proventi illeciti, intestazione fittizia di societa’ al fine di eludere la normativa antimafia in materia di misure di prevenzione patrimoniali e traffici di droga. L’indagine, coordinata dalla Procura nazionale antimafia e antiterrorismo e disposta dalle Direzioni distrettuali antimafia di Roma e Caltanissetta, riguarda il clan Rinzivillo, i cui affari illeciti hanno interessato, nel tempo, non solo il territorio siciliano, ma anche il Lazio e numerose altre regioni italiane (Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte, Sardegna, Abruzzo), fino a estendersi in Germania. Le attivita’ investigative hanno permesso di rilevare come, proprio in territorio tedesco, il capo clan Salvatore Rinzivillo, anch’egli arrestato, avesse costituito una strutturata cellula criminale operante nelle citta’ di Karlsruhe e di Colonia, affidandone la direzione a Martorana, che era incensurato. A lui, il capomafia aveva demandato il compito di organizzare, sovrintendere e realizzare piu’ traffici di droga sia in Germania che verso l’Italia, nonche’ di verificare la fattibilita’ di investimenti in settori quali costruzioni e comparto alimentare, nonche’ nella grande ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-10-25By Redazione
    6 months ago
  • Scoglitti, trascorreva la notte in un locale: Carabinieri arrestano Orazio Perrone
    Si stava intrattenendo in orario notturno all’interno di un locale di Scoglitti , quando i Carabinieri della locale Stazione, impegnati nell’ambito di un predisposto servizio di controllo finalizzato al contrasto di reati predatori e di rapine, lo hanno riconosciuto e lo hanno fermato: per Orazio Perone, 32enne sottoposto alla sorveglianza speciale di P.S. con obbligo di soggiorno nella frazione marittima, sono scattate così le manette.   Il giovane, tratto in arresto in base a quanto previsto dal decreto legislativo nr. 159 del 2011, il cosiddetto “Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione”, ovverosia per aver violato gli obblighi inerenti alla sorveglianza speciale che gli imponevano di restare in determinati orari all’interno del comune di Vittoria, e nello specifico nella propria abitazione, è stato condotto presso la caserma di via Plebiscito da dove, al termine delle formalità di rito, è stato sottoposto agli arresti domiciliari a disposizione del Sostituto Procuratore della Repubblica, dott. Francesco Riccio, per i provvedimenti di competenza. Sono tuttora in corso accertamenti da parte degli inquirenti per capire le ragioni per le quali il 30enne non si trovasse presso il proprio domicilio a quell’ora della notte: i Carabinieri, tra i compiti istituzionali, hanno anche quello di verificare quotidianamente che i soggetti destinatari di misure di prevenzione, ovvero a cui sono state concesse misure alternative alla detenzione carceraria, rispettino gli obblighi imposti dall’Autorità Giudiziaria. The post Scoglitti, trascorreva la notte in un locale: Carabinieri arrestano Orazio Perrone appeared first on .: La Spia :. contro ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-10-25By Redazione
    6 months ago
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