Monreale, Sicily

La Spia – contro ogni forma di mafia

  • Mafia, fiumi di cocaina e marijuana a Catania: 29 arresti
    Vasto blitz antidroga nel cuore di Catania: i carabinieri del comando provinciale hanno passato al setaccio un intero agglomerato del centro storico della citta’, nel popolare quartiere San Cristoforo, considerato il piu’ redditizio ‘market’ della droga cittadino. L’attivita’ investigativa ha portato all’emissione di un provvedimento di custodia cautelare in carcere nei confronti di 29 persone, emesso dall’Ufficio Gip del Tribunale etneo su richiesta della locale Direzione distrettuale antimafia. Gli indagati sono accusati di traffico di droga aggravato dal metodo mafioso: hanno gestito un vasto giro di cocaina e marijuana per conto di Cosa nostra catanese. I particolari dell’operazione saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa alle 11,30 in procura. The post Mafia, fiumi di cocaina e marijuana a Catania: 29 arresti appeared first on .: La Spia :. contro ogni forma di mafia. ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2016-11-10By Redazione
    3 months ago
  • Processo Borsellino quater, il Pm: “Riina aveva fretta di fare la strage”
    Il pubblico ministero Stefano Luciani, durante la sua requisitoria nel quarto processo per la strage di via d’Amelio, a Caltanissetta, si e’ soffermato a lungo sull’attendibilita’ e sulle dichiarazioni rese da Gaspare Spatuzza, che con le sue rivelazioni ha permesso di aprire un nuovo filone d’indagini sulle stragi del ’92. “Sia Spatuzza che Cancemi hanno detto che alla fine del mese di giugno del ’92 Toto’ Riina aveva fretta affinche’ si eseguisse l’attentato a Borsellino. Spatuzza ha anche riferito che Cannella gli aveva affidato l’incarico di rubare la 126 alla fine di giugno”. Anche dai sopralluoghi effettuati, arrivano dei riscontri. “Spatuzza ci ha permesso di individuare il garage di via Villasevaglios dove fu preparata l’autobomba. Fu li’ che incontro’ uno sconosciuto, non appartenente a Cosa nostra che aveva all’incirca 50 anni”. “Non ci sono dubbi sul fatto che il mandamento di Brancaccio sia responsabile delle stragi del ’92”, ha proseguito il Pm Luciani, durante la sua requisitoria: “Tutino sapeva perfettamente cosa si stava iniziando a fare. Il nome di Tutino era gia’ stato fatto da Spatuzza il quale aveva parlato anche del coinvolgimento dello stesso Tutino nel furto della 126. Il pentito di ‘Ndrangheta Francesco Raimo ci ha invece detto che quando era detenuto con Tutino, quest’ultimo, non appena ricevette l’avviso di garanzia per la strage di via D’Amelio, non nascose la sua preoccupazione perche’ temeva che Spatuzza avesse fatto il suo nome. C’e’ poi Vito Galatolo, al quale, nel ’92, Tutino consiglio’ di chiudere un parcheggio che lui e ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2016-11-10By Redazione
    3 months ago
  • Riflessioni antistemiche a 360 gradi dopo il voto in Usa di un progressista tosco-siculo…di Salvatore Calleri
    48 ore fa avevo detto ad alcuni amici che, a prescindere dai sondaggi, secondo me vinceva Trump per il suo essere antisistemico. Lo dice uno che per la presidenza degli Stati uniti D’America avrebbe scelto sin dall’inizio Sanders un antisistemico istituzionale. Detto questo occorre trarre insegnamento da quanto accaduto. I liberal/progressisti per vincere le elezioni in America ed in Europa devono non odorare di elite economica-finanziaria come purtroppo spesso accade. La crisi del 2008 ha distrutto la classe media che ancora a distanza di oltre 8 anni è in difficoltà nel mondo intero. I conservatori da sempre odorano di elite economica ed infatti anche loro rimangono spiazzati dal vento antisistemico. I liberal/progressisti devono svoltare. Devono riscoprire che uno dei pilastri storici è sempre stato quello che la politica deve essere in grado di governare l’economia. Trump ha dato questa sensazione. Poi vedremo cosa farà. I liberal/progressisti non devono abbandonare i loro riferimenti tra le classi deboli che infatti dopo magari aver votato per Obama e Sanders hanno scelto Trump. Si sono sentiti abbandonati. Inoltre occorre dire che queste elezioni hanno confermato che i sondaggi non riescono ad essere oramai precisi, che le bufale in internet da ambo le parti l’hanno fatta da padrone sui social e che la vittoria di Trump andrebbe anche studiata con attenzione per i mutamenti geopolitici che essa sta già causando. Per assurdo la situazione che si è venuta a creare potrebbe anche far capire all’Unione Europea la necessità di svoltare, cambiando in modo radicale, abbandonando ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2016-11-09By Redazione
    3 months ago
  • La Polizia di Stato arresta a Ragusa, un altro spacciatore gambiano richiedente asilo
    La Polizia di Stato – Squadra Mobile – ha tratto in arresto KIJERA AL Fusaney nato in Gambia il 6.5.1998 e residente a Ragusa, per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti del tipo hashish. La Squadra Mobile di Ragusa sta continuano l’opera incessante di contrasto al traffico di sostanze stupefacenti nei territori iblei. Da tempo venivano osservati i movimenti di questo giovane ragazzo che frequentava la Villa “Margherita” di Ragusa e così i sospetti sono diventati dati di fatto. I suoi movimenti e rapporti interpersonali non erano passati inosservati, difatti si aggirava sempre nei luoghi frequentati da giovanissimi, non restando mai più di qualche decina di secondi a parlare con i ragazzi ma solo rapidi saluti. Questo tipo di comportamento ha fatto scattare un controllo mirato e così, ieri, gli uomini in borghese della Polizia di Stato si sono fatti una passeggiata all’interno della villa, trovando un punto di osservazione tale da poter individuare il gambiano mentre cedeva una stecchetta di hashish. L’immediato controllo ha permesso di appurare che il richiedente asilo politico, ospite presso una comunità di Ragusa, deteneva altre 8 dosi pronte per la vendita. Il ragazzo è stato immediatamente arrestato e sottoposto agli arresti domiciliari, mentre l’acquirente è stato segnalato alla Prefettura di Ragusa. Il giovane spacciatore verrà allontanato dalla struttura di protezione ed il programma di accoglienza sarà interrotto. “La Polizia di Stato continua l’attività di contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti che, purtroppo, vede come clienti perlopiù i giovanissimi. Si ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2016-11-09By Redazione
    3 months ago
  • Prosegue la campagna antitruffe della Polizia: “Non siete soli #chiamatecisempre”
    Prosegue senza sosta l’impegno della Polizia di Stato contro il fenomeno delle truffe agli anziani attraverso la campagna “Non siete soli #chiamatecisempre”. L’iniziativa si concretizza in due spot ideati da Gianni Ippoliti, con la collaborazione degli attori Fabiana Latini e Giovanni Platania. Questa mattina il primo dei due spot è stato lanciato attraverso il profilo Facebook della Polizia di Stato. Nei trailers vengono mostrate le truffe più ricorrenti come, ad esempio, quelle tra le mura domestiche in cui i malfattori si spacciano per appartenenti alle forze dell’ordine o per tecnici del gas. L’obiettivo è quello di sensibilizzare i cittadini ad essere cauti quando alla porta si presenta uno sconosciuto. Il messaggio che viene lanciato è semplice e preciso: abbiate maggiore prudenza e chiamate la Polizia.   Sono purtroppo tanti gli episodi in cui i cittadini “over 65” vengono avvicinati e raggirati. I casi registrati, infatti, a livello nazionale, mostrano un aumento del 19% nel primo semestre del 2016 mente in contro tendenza nella regione Sicilia si registra un calo del 6% della fattispecie reato rispetto allo stesso semestre dell’anno precedente. In particolare i dati rilevati dalla Polizia di Stato nella provincia di Ragusa evidenziano un netto aumento pari al 62%, rispetto al semestre precedente, delle denunce presentate per il reato di truffa ai danni degli over 65. Questo anche grazie alle campagne di sensibilizzazione portate avanti dalla Polizia che hanno prodotto due effetti positivi: il primo che gli anziani adesso sono sempre più informati riguardo ai raggiri di ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2016-11-08By Redazione
    3 months ago
  • Comiso, arrestati dai Carabinieri due nigeriani per droga
    Nella serata di ieri a Comiso i Carabinieri della locale Stazione hanno effettuato diverse perquisizioni finalizzate a contrastare attivamente la detenzione e lo spaccio di sostanza stupefacente nel territorio di competenza. L’attività, frutto di appositi servizi di osservazione e pedinamento per monitorarne i movimenti e le abitudini di vita e protrattisi per svariati giorni, ha permesso di arrestare due insospettabili nigeriani Sunday Godfrey, 21enne, e Ogbanghankomi Jolomi, 27enne. I giovani, nell’abitazione del centro cittadino dove vivevano, sono stati sorpresi con ben 2 chilogrammi di hashish, suddivisi in 18 panetti pronti per essere venduti, e 5 grammi di cocaina. Inoltre, la perquisizione domiciliare ha permesso ai militari operanti di rinvenire anche 430 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività di spaccio, un bilancino di precisione funzionante e materiale per il confezionamento dello stupefacente: il tutto è stato posto in sequestro penale. E’ scattato così l’arresto per i due stranieri, che sono stati condotti presso la caserma di via Sciascia dove, al termine delle formalità di rito, sono stati ristretti presso la Casa Circondariale di Ragusa, a disposizione del sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale ibleo, dott. Marco Rota, dinanzi al quale dovranno rispondere del reato di detenzione ai fini di spaccio. La droga sequestrata, invece, è già stata inviata presso il Laboratorio di Sanità Pubblica dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Ragusa al fine di stabilirne il principio attivo e il numero di dosi ricavabili. The post Comiso, arrestati dai Carabinieri due nigeriani per droga appeared first on .: ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2016-11-08By Redazione
    3 months ago
  • Cocaina e proiettili trovati dalla Finanza in pieno centro a Ragusa: arrestato ragusano 26enne
    Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Ragusa, impegnate nel controllo economico del territorio e nella repressione dei reati nel settore degli stupefacenti, lo scorso fine settimana hanno tratto in arresto un ragusano, B.A. di anni 26. Ad insospettire gli investigatori del Nucleo di Polizia Tributaria, durante un posto di controllo nella zona dello Stadio Comunale “Aldo Campo”, è stato il comportamento alquanto nervoso del soggetto, fermato a bordo di una Fiat Multipla. La perquisizione personale e del veicolo ha consentito di rinvenire diverse buste di cellophane contenenti 43 grammi di sostanza stupefacente, costituita da 30 grammi di cocaina, 5 grammi di marijuana e 8 grammi di hashish. Dai successivi controlli, anche presso l’abitazione dello stesso, sono stati rinvenuti e sequestrati un bilancino elettronico, un coltello intriso di sostanza stupefacente, altro materiale occorrente per il confezionamento in dosi, € 350,00 in contanti, nonché n. 10 cartucce per pistola cal. 9 mm corto e una carta Postamat. Il responsabile è stato tratto in arresto e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, è stato condotto presso la Casa Circondariale di Ragusa. Prosegue l’attività della Guardia di Finanza nel contrasto al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, che nei fine settimana registra un’impennata nei consumi, in particolar modo fra i giovani. The post Cocaina e proiettili trovati dalla Finanza in pieno centro a Ragusa: arrestato ragusano 26enne appeared first on .: La Spia :. contro ogni forma di mafia. ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2016-11-08By Redazione
    3 months ago
  • Tunisino senza patente e assicurazione espulso dalla Polizia di Stato
    Gli uomini dell’Ufficio Volanti della Questura di Ragusa durante i servizi disposti per la prevenzione e contrasto dei reati, con particolare riferimento a quelli di tipo predatorio, hanno individuato un autocarro sospetto che procedeva in direzione di Ragusa. Il mezzo è stato immediatamente bloccato e sottoposto a controllo. Gli occupanti sono stati identificati per due cittadini di nazionalità tunisina residenti a Vittoria. Il primo in regola con le norme sul soggiorno nel territorio nazionale, mentre il secondo, che si trovava alla guida è risultato inottemperante all’invito a lasciare il territorio nazionale a seguito di rifiuto del rinnovo del permesso di soggiorno. Dagli accertamenti esperiti al mezzo condotto, lo stesso è risultato inoltre privo della prescritta copertura assicurativa. L’autocarro è stato pertanto sottoposto ad immediato sequestro amministrativo con rispettiva sanzione per oltre 800 euro. L’autista inoltre a seguito degli accertamenti sull’identità personale è stato espulso dal territorio nazionale. Sempre nell’ambito dei servizi di controllo del territorio personale dell’Ufficio Volante nel weekend ha intensificato i controlli nei pressi del centro storico di Ragusa e nella zona di Viale delle Americhe che nei fine settimana si popolano di folti gruppi di giovani e giovanissimi a bordo di ciclomotori e minicar. Sono state controllate 120 persone e unitamente a personale della Polizia Municipale sono state effettuati numerosi controlli a ciclomotori e motocicli. The post Tunisino senza patente e assicurazione espulso dalla Polizia di Stato appeared first on .: La Spia :. contro ogni forma di mafia. ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2016-11-08By Redazione
    3 months ago
  • Ragusa, servizio antidroga dei Carabinieri: 2 arresti
    Nel pomeriggio di ieri il Norm di Ragusa ha effettuato un servizio mirato al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti nelle piazze. I militari, appostati nei pressi di una piazza hanno subito individuato un gruppetto di ragazzi che facevano dei movimenti strani e sono intervenuti quando hanno chiaramente visto lo scambio di denaro per un piccolo involucro che hanno scoperto essere hashish. Lo spacciatore, un marocchino 27enne è stato trovato in possesso di 7 piccoli involucri di hashish e, nella sua abitazione, di un bilancino di precisione, è stato pertanto arrestato in flagranza per il reato di spaccio aggravato perché il ragazzo a cui aveva venduto la sostanza è risultato essere un minorenne marocchino. L’arrestato è stato sottoposto ai domiciliari perché incensurato ed i 5 grammi di stupefacenti con il bilancino sequestrati. Il minore è stato segnalato alla Prefettura di Ragusa quale assuntore di stupefacenti. L’attività dei militari è però continuata e ad essere controllato questa volta è stato un 23enne ragusano, già noto alle forze di polizia, che da tempo era stato visto frequentare giovani assuntori di stupefacenti. Il ragazzo, da subito mostratosi agitato e nervoso, ha negato di possedere qualsiasi tipo di sostanza vietata, ma a seguito di perquisizione domiciliare è stato trovato in possesso di 150 grammi di marijuana che sicuramente avrebbe venduto ad amici e conoscenti. Lo stupefacente è stato rinvenuto occultato in un sacco nero della spazzatura ed è stato pertanto sequestrato. Anche per il giovane il pm ha disposto gli arresti domiciliari per detenzione ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2016-11-08By Redazione
    3 months ago
  • Mafia, “Finirai come Antoci”: minacce di morte nell’ennese. Antoci: “Non ci fermeranno”
    Mafia: “Finirai come Antoci”, minacce di morte nell’Ennese “Finira’ come Antoci”. Una scritta con vernice rossa e’ comparsa sul muro del mattatoio di Troina, in provincia di Enna. Minacce esplicite contro il presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci, scampato mesi fa a un agguato di mafia, e contro il presidente del consorzio che gestisce il mattatoio, Santo Pappalardo. Indagano le forze dell’ordine. Mafia: Antoci, non ci fermano delle scritte sui muri “Se pensano di intimidire me o qualche altra persona con scritte sui muri, si sbagliano di grosso. Andiamo avanti nella nostra battaglia contro l’illegalità”. Lo afferma all’AGI il presidente del Parco dei Nebrodi, Giuseppe Antoci che poi spiega: “forse ciò che ho detto alla Leopolda contro la mafia dei terreni e sui crimini ambientali hanno dato fastidio a qualcuno, ma non hanno capito che non ci fermeranno”. The post Mafia, “Finirai come Antoci”: minacce di morte nell’ennese. Antoci: “Non ci fermeranno” appeared first on .: La Spia :. contro ogni forma di mafia. ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2016-11-07By Redazione
    3 months ago
  • Mafia, i Ros arrestano boss Angelo Marcello Magri’: era a capo dell’ala militare dei Santapaola
    I carabinieri del Ros hanno arrestato a Catania Angelo Marcello Magri’, 46 anni, fratello di Orazio, ritenuto esponente di spicco dell’ala militare della cosca Santapaola-Ercolano, di cui aveva preso il posto dopo il suo arresto. Il provvedimento di fermo e’ stato convalidato dal Gip che ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere non ritenendo comunque sussistenti i motivi di fuga. Nell’ambito dell’inchiesta ‘Kronos’, su affiliati alla mafia di Catania e a quella del Calatino, erano emersi “qualificati e sinergici rapporti con Francesco Santapaola, reggente della cosca catanese di Cosa nostra. Angelo Marcello Magri’ attende per il 15 novembre prossimo il pronunciamento della Corte di Cassazione su una condanna a sei anni di reclusione che gli era stata comminata dalla Corte d’appello di Catania per piu’ episodi di estorsione. The post Mafia, i Ros arrestano boss Angelo Marcello Magri’: era a capo dell’ala militare dei Santapaola appeared first on .: La Spia :. contro ogni forma di mafia. ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2016-11-07By Redazione
    3 months ago
  • Mafia, il Pm Nino Di Matteo dice “no” al trasferimento: “sarebbe una resa”
    Il sostituto procuratore di Palermo Nino Di Matteo, uno dei pm del processo per la trattativa Stato-mafia ha rifiutato il trasferimento per motivi di sicurezza propostogli dal Consiglio superiore della magistratura. Lo si apprende a Palazzo dei Marescialli, dove Di Matteo e’ stato ascoltato questo pomeriggio in commissione. “Non sono disponibile al trasferimento d’ufficio per motivi di sicurezza”. Lo ha detto il sostituto procuratore di Palermo Nino Di Matteo, oggi a Roma per “sciogliere” la sua riserva rispetto alla proposta formulata dal Csm nelle settimane scorse per ragioni di sicurezza. Lo conferma lo stesso magistrato contattato al termine dell’incontro che si e’ protratto per oltre un’ora nella Capitale. “Accettare una procedura straordinaria di trasferimento – ha detto il pm del processo sulla trattativa, obiettivo di minacce e piani di morte – connessa a ragioni di sicurezza, costituirebbe un segnale di resa personale e istituzionale che non intendo dare. La mia aspirazione professionale – ha aggiunto il magistrato palermitano- di andare alla Direzione nazionale antimafia si realizzera’ solo se e quando venissi nominato a seguito di una normale procedura concorsuale”. Il pm Nino Di Matteo avrebbe, qualche settimana fa, presentato una nuova domanda per partecipare al concorso ordinario per sostituto della Direzione Nazionale Antimafia e, secondo quanto si apprende, il Csm si pronuncera’ in merito all’inizio del nuovo anno. La procedura d’urgenza era stata avviata a seguito della comunicazione del procuratore di Palermo, Francesco Lo Voi, relativamente ai nuovi rischi di attentato. The post Mafia, il Pm Nino Di Matteo dice ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2016-11-07By Paolo Borrometi
    3 months ago
  • Pozzallo, il dramma della morte della donna vegliata dai figli: fermato dalla Polizia lo scafista responsabile
    La Polizia a seguito di questo nuovo sbarco, ha raccolto gravi indizi di colpevolezza a carico di: PAPE Faye nato in Senegal l’11.07.1998, DRAME Mustafa nato in Senegal il 01.01.1998, SALEH Abderraim nato in Eritrea il 16.06.1998 e SOUSOU Nyama, nato in Gambia in data 01.01.1998. quest’ultimo risponderà anche della morte come conseguenza del delitto di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, della donna giunta cadavere. Secondo i testimoni sono loro che hanno condotto le imbarcazioni partite dalle coste libiche. I responsabili del delitto previsto dall’art. 12 D.Lgs.vo 25.7.1998 nr. 286, concorrevano con altri soggetti presenti in Libia al fine di trarne ingiusto ed ingente profitto, compiendo atti diretti a procurare l’ingresso clandestino nel territorio dello Stato di cittadini extracomunitari. Il delitto è aggravato dal fatto di aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale in Italia di più di 5 persone; perché è stato commesso da più di 3 persone in concorso tra loro; per aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale delle persone esponendole a pericolo per la loro vita e incolumità ed inoltre per aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale le persone sono state sottoposte a trattamento inumano e degradante.   I migranti provenienti dal centro Africa sono stati ospitati presso l’Hot Spot di Pozzallo per essere visitati, identificati e trasferiti in altri centri. MODALITA’ DI SOCCORSO IN MARE Alle ore 07,45 del 03.11.2016 il supply vessel “VOS HESTIA” avvistava un gommone carico di migranti. Avvertita IMRCC di Roma, alle ore 08.15, la predetta unità navale procedeva al soccorso dei ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2016-11-07By Redazione
    3 months ago
  • Maxi truffa ai danni dell’Inps: denunciati dalla Finanza due imprenditori e sequestrati beni per 1,3 mln di euro
    Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Ragusa, a seguito di un’attività di verifica fiscale, hanno scoperto una maxi truffa ai danni dell’INPS per indebite percezioni di indennità di disoccupazione agricola e assegni per il nucleo familiare, corrisposte nel periodo ricompreso tra il 2011 ed il 2014, per un ammontare complessivo di oltre € 1.300.000. L’indagine scaturisce da una verifica fiscale condotta dai finanzieri del Nucleo Polizia Tributaria di Ragusa nei confronti di un’impresa agricola di Vittoria, che ha consentito di far emergere una rilevante evasione fiscale per oltre 1,5 milioni di euro, nonché un danno complessivo per le casse dell’INPS per più di 1,3 milioni di euro. I responsabili della società, nel periodo in esame, hanno falsamente dichiarato di aver assunto e fatto lavorare nr. 154 soggetti extracomunitari, consentendo ai medesimi di percepire indennità previdenziali ed assistenziali non spettanti. Il raggiro si fondava su false dichiarazioni aziendali all’INPS con riportato un fabbisogno lavorativo superiore alla reale capacità dell’impresa: 154 dipendenti a tempo determinato in realtà mai assunti e mai impiegati per circa 10 mila giornate lavorative in fondi agricoli di fatto incolti. I titolari dell’azienda nonché i 154 lavoratori fantasma sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per il reato di truffa aggravata. In data 03.11.2016, su disposizione del Sostituto Procuratore della Repubblica di Ragusa, D.ssa Valentina Botti, le Fiamme Gialle iblee hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro di beni per equivalente pari ad oltre € 1.300.000, quale somma indebitamente percepita ai danni dell’Ente previdenziale. Il provvedimento, ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2016-11-07By Redazione
    3 months ago
  • Acate, controlli antidroga: un arresto e tre denunce
    Nel corso della giornata di ieri, in tutta la giurisdizione della Compagnia di Vittoria, e in particolare ad Acate, sono state effettuate decine di perquisizioni personali e domiciliari, al fine di contrastare lo spaccio di sostanze stupefacenti tra i giovani, in concomitanza con il fine settimana. Positivo il bilancio dell’attività, con una persona arrestata, tre denunciate in stato di libertà e due assuntori segnalati alla Prefettura di Ragusa, tutti in possesso di hashish per un peso complessivo di 225 grammi. Nello specifico i Carabinieri della locale Stazione hanno perquisito molteplici abitazioni del centro cittadino dopo che da alcuni giorni avevano effettuato mirati servizi di osservazione e controllo, notando un certo andirivieni di persone, specie di adolescenti: l’immediato blitz ha permesso di trarre in arresto un incensurato nigeriano di 34 anni, Maduma Japhet. Il ragazzo, nel corso della perquisizione domiciliare e delle pertinenze dell’abitazione, è stato trovato in possesso di 180 grammi di hashish, suddivisi in 3 panetti, dislocati in diversi punti dell’abitazione. Il ragazzo, condotto presso la caserma di via Galileo Galilei, al termine delle formalità di rito è stato ristretto presso la Casa Circondariale di Ragusa, a disposizione del sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale ibleo, dott. Marco Rota, dinanzi alla quale dovrà rispondere del reato di spaccio. Durante il medesimo servizio sono state passate al setaccio altre tre abitazioni di Acate, nelle quali i Carabinieri hanno rinvenuto ancora hashish: nella prima un libico di 32 anni, R.M.A., è stato trovato in possesso di 30 grammi circa di ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2016-11-07By Redazione
    3 months ago
  • Pozzallo, Polizia arresta scafista. Nel porto ragusano sbarco con un decesso
    La Polizia a seguito di questo nuovo sbarco, ha raccolto gravi indizi di colpevolezza a carico di: BEN AMMAR Msarra, nato in Tunisia in data 07.07.1977. Secondo i testimoni è lui che ha condotto l’imbarcazione partita dalle coste libiche. I responsabili del delitto previsto dall’art. 12 D.Lgs.vo 25.7.1998 nr. 286, concorrevano con altri soggetti presenti in Libia al fine di trarne ingiusto ed ingente profitto, compiendo atti diretti a procurare l’ingresso clandestino nel territorio dello Stato di cittadini extracomunitari. Il delitto è aggravato dal fatto di aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale in Italia di più di 5 persone; perché è stato commesso da più di 3 persone in concorso tra loro; per aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale delle persone esponendole a pericolo per la loro vita e incolumità ed inoltre per aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale le persone sono state sottoposte a trattamento inumano e degradante.   I migranti provenienti dal centro Africa sono stati ospitati presso l’Hot Spot di Pozzallo per essere visitati, identificati e trasferiti in altri centri. MODALITA’ DI SOCCORSO IN MARE Intorno alle ore 10,45 del 4 novembre u.s., l’unità navale della Guardia di Finanza “G.79 Barletta”, veniva inviata a sud di Lampedusa ove era stata segnalata la presenza di un barchino con a bordo dei migranti. Alle successive ore 12,50, la predetta unità navale avvistava un barchino in legno, della lunghezza di circa sette metri con a bordo 32 migranti (27 uomini, 3 donne e 2 bambini) di nazionalità ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2016-11-06By Redazione
    3 months ago
  • Andare o restare?
    Sempre più spesso mi capita di sentire che a Modica c’è un’aria asfittica e soffocante. Sempre più spesso mi capita di ascoltare i propositi di quaunti non si trovano più in sintonia con questa città e pensano di andare via, altrove, ritenendo di trovare, in altro luogo, la boccata d’ossigeno che qui manca. Io stesso, non lo nego, mi ritrovo ad immaginare scenari di partenza, l’abbandono delle mie piccole abitudini quotidiane, una cancellazione dall’albo forense (richiesta d’istinto e con volontaria incoscienza) e le valige pronte per una nuova avventura, un nuovo inizio, per lasciare dietro tutte le polemiche avvilenti sulla scerbatura o la sagra del cioccolato. Penso sia naturale, in un certo momento della vita di ognuno, sentirsi estraneo al proprio stesso ambiente, quando il luogo in cui si è nati e cresciuti si chiude nell’ordinarietà della vita lavorativa, quando la società ha finito per vivere sui social prima ancora che nella vita reale, quando il confronto di idee non viene praticato o viene esercitato sotto l’egemonia pratica della violenza dialettica, dalla quale si genera inevitabilmente lo scontro e l’irrigidimento delle rispettive e contrapposte posizioni. Appare naturale questo senso di smarrimento e di soffocamento, quando ci si trova di fronte alla difficoltà materiale di fare, di realizzare, partendo dalle esperienze altrui, dalle buone esperienze apprese negli anni di frequentazione universitaria o da quelle condivise attraverso i pochi esempi di cui la stampa, ogni tanto, raramente, tra un gossip e una polemica inutile, riesce a dare una narrazione compiuta ed ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2016-11-06By Antonio Ruta
    3 months ago
  • “Vergognati pezzo di merda, ti auguriamo lo stesso dolore”. Le minacce dell’esponente del clan “Cursoti Milanesi” al Sen. Giarrusso
    Vergognati pezzo di merda, tu solo un cesso che hai rovinato i funerali di un bambino di 16 anni. Cesso pezzo di merda, ti auguriamo lo stesso dolore, puoi chiedere conto a chi vuoi noi siamo noi. Dovrete dare conto di tutto questo”. Oggi in Italia per i mafiosi è possibile di tutto, perfino minacciare di morte senza vergogna un senatore della Repubblica. Sono queste, infatti, le gravi minacce che Giuseppe Ruscica, uno dei massimi esponenti del clan mafioso dei “Cursoti Milanesi” di Catania (secondo la relazione della Direzione Investigativa Antimafia 2016), ha indirizzato al senatore Mario Michele Giarrusso, componente delle Commissioni Antimafia e Giustizia del Senato della Repubblica ed ai colleghi giornalisti (di Live Sicilia, a cui va la nostra solidarietà) che hanno redatto l’articolo. Si badi bene “lo stesso dolore” è la morte di un proprio caro. La “colpa” di Mario Michele Giarrusso, a dire del clan, è quella di aver evitato il funerale “show” che si stava preparando a Catania, di Eugenio Ruscica. Quella dei colleghi, di aver scritto. Dopo la morte di Ruscica, infatti, i “picciotti del clan”, avevano intimato ai negozianti del quartiere di residenza della famiglia Ruscica di chiudere le saracinesche in segno di lutto. Successivamente, si sarebbero svolti in Città i funerali del giovane che già si preannunciavano “spettacolari” (nelle parole del Senatore Giarrusso). Così il senatore Mario Michele Giarrusso è intervenuto per evitare questo scempio, in una città già particolarmente provata da episodi che rischiano di offrire alle mafie (che si nutrono di simboli) ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2016-11-05By Paolo Borrometi
    3 months ago
  • Mafia Capitale, il Giudice: corretta inchiesta ‘Espresso’ su Carminati
    Massimo Carminati e’ stato codannato alle spese di giudizio dal giudice del Tribunale civile di Roma che ha rigettato l’istanza con la quale l’ex terrorista chiedeva i danni per diffamazione al settimanale ‘l’Espresso’ e al giornalista Lirio Abbate, autore dell’inchiesta “I quattro re di Roma”, pubblicata a dicembre 2012. Secondo la sentenza depositata oggi, “l’articolo a firma del giornalista Lirio Abbate e’ correttamente inquadrabile nell’ambito del giornalismo d’inchiesta”. Il 12 dicembre 2012 ‘l’Espresso’ aveva pubblicato in copertina la foto di Carminati indicandolo come uno dei “re di Roma” e aveva raccontato su cosa si basasse il suo potere, svelando due anni prima dell’arresto di Carminati, l’esistenza di Mafia Capitale e delle sue ramificazioni. “Il fine del giornalismo d’inchiesta – scrive il giudice – non e’ contrastare o perseguire specifici comportamenti, sia pure illeciti, ma promuovere una presa di coscienza nell’opinione pubblica di questo o quel particolare fenomeno avente un intrinseco disvalore morale e sociale. In altri termini, il giornalismo d’inchiesta individua temi di interesse pubblico, li analizza anche criticamente e li sottopone all’opinione pubblica”. Lirio Abbate e l’ex direttore del settimanale, Bruno Manfellotto, citati in giudizio, erano difesi dagli avvocati Virginia Ripa di Meana e Vanessa Giovannetti. Per l’inchiesta, documentata e riscontrata dall’autore, “si esclude – afferma la sentenza – una connotazione diffamatoria in merito al contenuto dell’articolo”. Ancora, “l’attivita’ investigativa svolta da Abbate non rientra propriamente nell’alveo del giornalismo tradizionale d’informazione, ma appunto si basa su quanto dallo stesso appreso in via diretta da fonti riservate e su riscontri ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2016-11-05By Redazione
    3 months ago
  • Mafia, intimidazioni ed estorsioni nel Catanese: 4 arresti
    Arrestato a Gravina di Catania Giuseppe Faro, 43 anni, accusato di estorsione. I carabinieri lo hanno beccato quando aveva appena incassato 1.200 euro dal titolare di una societa’ di trasporti che pagava dal 2012 una tangente di mille euro ogni quattro mesi. In casa dell’uomo militari dell’Arma hanno sequestrato 5 proiettili calibro 38 special che gli investigatori ritengono possano essere stati utilizzati per missive minatorie. Nel corso della stessa indagine i carabinieri, su disposizione della Dda della Procura di Catania, hanno fermato tre complici dell’esattore: Santo Laudani, 48 anni, Giuseppe Felice, 49, gia’ agli arresti domiciliari, e Carmelo Ardizzone, di 49. I quattro, indagati per estorsione aggravata e continuata in concorso con l’aggravante di avere agito con il metodo mafioso per agevolare la cosca Santapaola-Ercolano, sono stati rinchiusi nel supercarcere di Bicocca. The post Mafia, intimidazioni ed estorsioni nel Catanese: 4 arresti appeared first on .: La Spia :. contro ogni forma di mafia. ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2016-11-05By Redazione
    3 months ago
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