La Spia

La Spia – contro ogni forma di mafia

  • Mafia, nuovo colpo al boss dei Nebrodi, Giovanni Pruiti: sigilli a imprese e campi
    Colpo agli interessi della mafia sui Nebrodi. Beni per diversi milioni di euro sono stati sequestrati dalla Direzione investigativa antimafia di Catania a Giovanni Pruiti, 41 anni, reggente del clan mafioso che opera a Cesaro’ (Messina), e referente territoriale, per la zona di Bronte e nel territorio dei Nebrodi, del clan catanese “Santapaola-Ercolano”. Sigilli a imprese del settore agricolo (allevamento e coltivazione di fondi), numerosi terreni agricoli, fabbricato ubicato in Cesaro’, diversi veicoli, titoli ordinari Agea e rapporti finanziari in corso di quantificazione. Affari lucrosi quelli della famiglia Pruiti, che ruotano intorno all’accaparramento dei terreni agricoli in affitto, degli allevamenti e al controllo del settore della commercializzazione della carne. Giovanni Pruiti e’ fratello di Giuseppe Pruiti, fermato all’inizio dell’anno e a marzo sottoposto a sequestro preventivo dei suoi beni. Gli approfondimenti investigativi avviati dalla Dia di Catania in stretta sinergia con la Procura distrettuale antimafia etnea e quella di Messina, in seguito all’attentato a Giuseppe Antoci, presidente del parco dei Nebrodi, hanno permesso di riscontrare cospicue erogazioni di contributi Agea nei confronti di personaggi collegabili direttamente o indirettamente ad associazioni mafiose che operano nel territorio dei Nebrodi. Tra le numerose persone monitorate e analizzate e’ emersa la figura di Clelia Bontempo, convivente di Giovanni Pruiti, fratello dell’ergastolano Giuseppe condannato nel 2005 per associazione mafiosa, inserito nel clan capeggiato da Salvatore Catania e operativo a Bronte, Maniace, San Teodoro e Cesaro’. Lo scorso febbraio in qualita’ di capo del clan di Cesaro’ dopo l’arresto del fratello Giuseppe, e’ stato sottoposto a ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-06-09By Redazione
    4 months ago
  • Processo Stato-mafia, depone il boss Graviano: “Le stragi del ’93 non erano di Cosa nostra”
    “Avevamu acchiappatu u Paisi nne’ manu” (Avevamo preso il Paese nelle mani)… poi nel ’93 ci sono state le stragi, ma no che era la mafia; iddi ricinu (loro dicono) che era la mafia, allora che fa il governo senza, ha deciso di allentare il 41, poi c’e’ la situazione che hanno levato pure i 450″. A parlare e’ il boss di Brancaccio Giuseppe Graviano, con il compagno d’ora d’aria, il camorrista Umberto Adinolfi, nel penitenziario di Ascoli Piceno. Graviano viene intercettato da febbraio 2016 ad aprile scorso. Il boss accusato delle stragi e’ indagato nel processo sulla trattativa tra Stato e mafia e le intercettazioni sono state depositate oggi; 5.000 pagine di conversazioni dai contenuti inediti. Stato-mafia: Graviano intercettato, “Berlusca chiese cortesia”  “Berlusca mi ha chiesto questa cortesia… per questo e’ stata l’urgenza di… come mai questa qua, poi.. che successe, ero convinto che Berlusconi vinceva le elezioni in Sicilia, Berlusconi… Nel ’92 gia’ voleva scendere, voleva tutto, ed era disturbato…”. Cosi’ il boss di Brancaccio, Giuseppe Gravianom mentre conversa con il compagno d’ora d’aria, il camorrista Umberto Adinolfi, nel penitenziario di Ascoli Piceno. Graviano viene intercettato da febbraio 2016 all’aprile scorso. Il boss accusato delle stragi e’ indagato nel processo sulla trattativa Stato-mafia e le intercettazioni sono state depositate oggi. E’ stato interrogato dai pm del pool trattativa – Nino Di Matteo, Vittorio Teresi e Roberto Tartaglia – il 28 marzo scorso, per chiedergli conto delle affermazioni, ma lui si e’ avvalso della facolta’ di non rispondere adducendo ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-06-09By Paolo Borrometi
    4 months ago
  • Comiso, lotta allo spaccio: Carabinieri arrestano spacciatore 28enne
    Nel corso del pomeriggio di ieri, a Comiso, i Carabinieri della locale Stazione hanno effettuato numerose perquisizioni, personali e veicolari, finalizzate a contrastare attivamente la detenzione e lo spaccio di sostanza stupefacente nel territorio di competenza, specie tra i giovani e nei luoghi di loro principale aggregazione. In tale ottica, l’intenso lavoro, in stretta collaborazione con la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa ha consentito, in occasione di mirata attività, di trarre in arresto un giovane 28enne del luogo, P.G.. Sull’uomo pendeva un provvedimento limitativo della libertà personale emesso dalla Procura procedente, che impone di scontare la pena residua di un mese di reclusione, dal momento che è stato giudicato colpevole di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, reato commesso in territorio casmeneo nel dicembre 2014. Al termine delle formalità di rito espletate presso la caserma di via Sciascia, il giovane è stato ristretto presso la Casa Circondariale di Ragusa e messo a disposizione della competente Autorità Giudiziaria per i provvedimenti del caso. The post Comiso, lotta allo spaccio: Carabinieri arrestano spacciatore 28enne appeared first on .: La Spia :. contro ogni forma di mafia. ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-06-09By Redazione
    4 months ago
  • Scicli, maxi sequestro della Finanza: ritirati dal mercato 130mila articoli pericolosi
    Continua l’attività di controllo delle Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Ragusa in materia di sicurezza prodotti, che negli ultimi giorni ha riguardato gli esercizi commerciali sciclitani. L’attenzione dei Finanzieri della Tenenza di Modica si è concentrata questa volta verso alcune tipologie di prodotti particolarmente legati alla salute dei consumatori, tra i quali articoli di bigiotteria, cosmetici, prodotti per la cura della persona e giocattoli per bambini, risultati essere privi delle prescrizioni e delle etichettature previste dalla legislazione nazionale ed europea a tutela della sicurezza del consumatore. Il piano di interventi predisposto dai militari ha consentito di individuare due esercizi commerciali di Scicli, presso i quali sono stati rinvenuti e sottoposti a sequestro circa 130mila articoli esposti sugli scaffali in violazione alle norme del Codice del Consumo, in quanto non conformi alla specifica normativa di settore, per un valore di mercato stimato in circa 220mila euro. In particolare, tutti i prodotti sono risultati privi dei requisiti di sicurezza legati alle informazioni minime obbligatorie sulla composizione chimica e sulle modalità di corretto utilizzo, della prescritta marcatura “CE” e dell’indicazione di provenienza, circostanze queste che avrebbero potuto causare un danno alla salute dei consumatori qualora messi in contatto con la pelle. I giocattoli erano anche sprovvisti delle informazioni essenziali finalizzate a prevenire rischi per la salute e l’incolumità dei bambini. I responsabili, due soggetti di etnia cinese titolari degli esercizi commerciali, sono stati segnalati alla competente Camera di Commercio e Artigianato di Ragusa per l’applicazione delle relative sanzioni amministrative che, ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-06-09By Redazione
    4 months ago
  • Noto, Polizia arresta per droga Andrea Tumino
    Nella giornata di ieri, Agenti della Polizia di Stato, in servizio al Commissariato di P.S. di Noto, al termine di celere attività investigativa, hanno arrestato in flagranza di reato TUMINO Andrea ( classe 1984), di Noto, per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente del tipo marijuana. In particolare, gli investigatori del Commissariato di Noto, nel corso di servizi antidroga, notavano, nei pressi di un bar sito in contrada Zisola, la presenza di Tumino Andrea, noto per aver perpetrato reati in materia di sostanze stupefacenti. Alla vista dei poliziotti, il Tumino, alzatosi dal tavolo ove sedeva con la compagna, si allontanava a bordo del suo scooter, mal celando un certo nervosismo. Gli Agenti, per strategia investigativa, lo lasciavano andare, per poi seguirlo a debita distanza al fine di carpirne i movimenti. Il Tumino raggiungeva la sua abitazione. Gli Agenti, pertanto, si appostavano nei pressi della casa e, quando l’arrestato stava per uscire, lo sottoponevano a perquisizione personale estesa all’abitazione, che consentiva di rinvenire e sequestrare  un contenitore in lamiera per dolci con all’interno quasi 100 grammi di marijuana custodito all’interno di un pensile della cucina, 1 bilancino di precisione, 3 bicchieri in plastica con semi germogliati della stessa sostanza, 1 flacone fertilizzante specifico per piante e vario materiale atto al confezionamento in dosi della droga, oltre alla somma di 425 euro in contanti. L’uomo, dopo le incombenze di rito, veniva posto ai domiciliari. The post Noto, Polizia arresta per droga Andrea Tumino appeared first on .: ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-06-09By Redazione
    4 months ago
  • Ragusa, si è svolto in Prefettura il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica: tutto pronto per i prossimi eventi pubblici
    Si è svolta ieri presieduta dal Prefetto una riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica con la partecipazione dei vertici delle Forze dell’Ordine e del Sindaco e del Comandante della Polizia locale di Ragusa per la predisposizione di adeguate misure di prevenzione e vigilanza connesse ai prossimi eventi che si svolgeranno a Ragusa nell’ambito delle manifestazioni  del “Festival della Tragedia Greca” e “A tutto volume”. In particolare in considerazione di un notevole afflusso di pubblico previsto per alcuni eventi inseriti nell’ambito delle predette manifestazioni, sono state impartite specifiche disposizioni in applicazione delle recenti direttive ministeriali concernenti gli eventi della stagione estiva con notevole afflusso di pubblico. Nello specifico, d’intesa con l’Amministrazione comunale, è stata prevista l’adozione di mezzi di sbarramento per ostacolare l’accesso da parte di  mezzi pesanti alle piazze –  sede degli eventi.  E’ stato richiesto altresì, di individuare adeguate vie di fuga con l’impiego di personale della protezione civile, da dotare di strumenti sonori per eventuali comunicazioni ai partecipanti. Al fine di garantire un sereno svolgimento, poi,  alle manifestazioni il Sindaco adotterà un’ordinanza di divieto di vendita in bottiglie di qualunque gradazione e in qualsiasi contenitore di vetro, nonché altre bevande contenute in lattine e in bottiglie di vetro. Da parte delle Forze dell’Ordine verrà disposto un adeguato sistema di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica. Nel corso della riunione è stata disposta la massima allerta da parte di tutto il personale impiegato nei servizi di vigilanza alle manifestazioni. Nella circostanza il Prefetto ha comunicato ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-06-09By Redazione
    4 months ago
  • Mafia, mancata cattura Provenzano: “Il fatto non costituisce reato”, definitiva assoluzione per Mario Mori
    E’ definitiva l’assoluzione del generale Mario Mori, ex comandante del Ros dei carabinieri ed ex direttore del Sisde e dell’ex colonnello Mauro Obinu dall’accusa di favoreggiamento aggravato in relazione alla mancata cattura del boss, Bernardo Provenzano, a Mezzojuso nell’ottobre 1995. La VI sezione penale della Cassazione ha infatti dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla Procura Generale di Palermo contro la sentenza, pronunciata il 19 maggio del 2016, con cui i giudici d’appello avevano assolto Mori e Obinu “perche’ il fatto non costituisce reato”. Mori e Obinu erano stati assolti anche in primo grado, il 17 luglio del 2013. Nella sua requisitoria di questa mattina – alla quale ha assistito anche il generale Mori – il sostituto pg della Cassazione, Perla Lori, aveva invece sollecitato l’accoglimento del ricorso della Procura generale di Palermo e, dunque, l’annullamento con rinvio della sentenza d’appello. The post Mafia, mancata cattura Provenzano: “Il fatto non costituisce reato”, definitiva assoluzione per Mario Mori appeared first on .: La Spia :. contro ogni forma di mafia. ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-06-08By Redazione
    4 months ago
  • Mafia: svolta su Di Matteo, approdo immediato in Procura nazionale. Il Giudice: “Indicata strada maestra”
    Il Pm di Palermo Nino Di Matteo alla Procura nazionale antimafia senza ulteriori attese. Il ministero della Giustizia ha revocato la decisione con cui ad aprile aveva accolto la richiesta di “posticipato possesso” avanzata dal procuratore di Palermo Francesco Lo Voi il 20 marzo scorso. Il magistrato potra’ essere comunque applicato al processo Stato-mafia giunto alle battute finali del primo grado. Il 15 marzo il plenum del Csm aveva assegnato a Di Matteo, vincitore di uno dei cinque posti messi a concorso, l’incarico di sostituto procuratore della Procura nazionale antimafia, ma poi era arrivata la decisione del Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria che aveva prorogato la permanenza negli uffici siciliani per altri sei mesi a partire dal 15 maggio. Il magistrato, sottoposto al massimo livello di protezione previsto in Italia, si era ribellato allo stop che gli era stato imposto. Nessuna intenzione di mollare il processo sulla Trattativa, ma aveva chiesto piuttosto di entrare in possesso delle nuove funzioni e poi di essere “applicato” al delicato procedimento. Di Matteo diceva il 16 marzo in ordine alla sua intenzione di andare a Roma: “La mia non e’ una resa, ma un modo per continuare a dare un contributo nel contrasto alla mafia. Ultimamente non ero messo nelle condizioni di lavorare a tempo pieno su inchieste delicatissime che richiedono un impegno totalizzante. Negli ultimi anni sono stato costretto a conciliare la gravosita’ di certi impegni come il processo sulla trattativa con la necessita’ di occuparmi anche di reati minori come furti e guida in ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-06-08By Redazione
    4 months ago
  • Scoglitti, ruba denaro e cellulare: 41enne arrestato dai Carabinieri
    E’ stato arrestato in flagranza di reato dai Carabinieri della Stazione di Scoglitti un rumeno di 41 anni, Mihai Ghiorghe Cristian, responsabile di furto aggravato di denaro contante e di un cellulare, avvenuto nel pomeriggio di ieri nella frazione marittima ai danni di un connazionale. Il fatto è avvenuto poco dopo le 15, quando un cittadino rumeno di 31 anni, C.P., ha contattato il numero d’emergenza 112, dichiarando di aver subito un furto nella propria abitazione, e nel contempo dando una prima superficiale descrizione del presunto reo, che aveva visto fuggire a piedi da casa, indicando anche l’abbigliamento che indossava. Immediatamente, una pattuglia della locale Stazione impegnata nel controllo del territorio, si è messa sulle tracce dell’uomo, riuscendo ad individuarlo mentre camminava furtivamente in Contrada Strasattato. L’immediata perquisizione dell’uomo ha consentito di recuperare il cellulare sottratto, marca Samsung, e 550 euro in contanti. Il 41enne è stato così condotto nella caserma di via Plebiscito da dove, al termine delle formalità di rito, è stato sottoposto agli arresti domiciliari, a disposizione del sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa, dott.ssa Monica Monego, dinanzi alla quale dovrà rispondere del reato di furto aggravato. La refurtiva, subito recuperata dai Carabinieri, è già stata restituita all’avente diritto. L’Arma dei Carabinieri è impegnata attivamente su tutto il territorio per la prevenzione e la repressione di ogni genere di reato, in particolare quelli predatori: in tal senso sono aumentati i servizi giornalieri specie nelle aree marittime e rurali della giurisdizione. The post Scoglitti, ruba ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-06-08By Redazione
    4 months ago
  • Comiso, Polizia arresta Salvatore Andolina e Dario Interdonato
    Gli uomini del Commissariato di Polizia di Comiso il 23 maggio u.s. traevano in arresto in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare ANDOLINA SALVATORE nato a Comiso il 24.03.1979 e INTERDONATO DARIO nato a Comiso il 29.11.1984 entrambi pregiudicati. L’operazione di Polizia era iniziata il 27 aprile u.s. quando un intervento di volante per ladri in abitazione effettuato dagli uomini della Polizia del Commissariato di PS di Comiso ha permesso di identificare i due indagati quali autori del furto perpetrato presso una casa di due anziani coniugi sita in Pedalino, frazione di Comiso. Invero, la proprietaria riferiva di essere uscita dalla propria abitazione all’incirca alle ore 7,45 per recarsi a piedi presso la vicina abitazione della figlia. Una volta tornata a casa (verso le ore 8,20 circa), in compagnia della nipote che aveva condotto con sé, tentava vanamente di aprire il portone di ingresso che risultava bloccato e nel contempo udiva dei rumori provenire dall’interno dell’abitazione. Pochi istanti dopo, dalla porta del garage pertinente all’abitazione, uscivano due soggetti a volto scoperto, di cui uno teneva in mano un sacco di plastica nero, i quali si davano alla fuga. Come successivamente constatato da personale appartenente al Commissariato di PS di Comiso, l’abitazione era stata messa a soqquadro, la porta di ingresso risultava danneggiata come pure una cassaforte di metallo, di cui era stato divelto il lucchetto, ove il proprietario custodiva alcuni fucili, legalmente detenuti, che tuttavia non erano stati asportati. In sede di denuncia, il proprietario ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-06-08By Redazione
    4 months ago
  • Gli arresti in “cosa nostra” da Ragusa ad Agrigento, fino alla ‘ndrangheta: “Qui comanda Concetto Errigo” (Video)
    175012200 - La Spia
    “Ovunque arrivo mi chiamano: è arrivato il siciliano in Calabria! Tutti mi chiedono: ‘stai prendendo l’eredità di Concetto (ovvero Concetto Giuseppe Errigo)?’ Io non sono nessuno, c’è quello dietro di me e comanda quello. Le mie parole sono la bocca di Concetto, basta!”. E’ uno degli arrestati, Carmelo Battaglia che, parlando con Ambra Errigo (anch’ella arrestata), chiarisce chi sia il “leader” di ‘cosa nostra’ nella zona: Concetto Giuseppe Errigo. E’ una delle contestazioni più importanti (quella dell’associazione mafiosa) che la Procura Distrettuale Antimafia di Catania (con il procuratore aggiunto Carmelo Petralia ed il sostituto, Valentina Sincero), fa nell’operazione “Proelio”, condotta dai Carabinieri di Ragusa e che ha portato all’arresto di 19 persone per svariati reati. E sull’appartenenza a ‘cosa nostra’ spesso sono gli stessi arrestati a vantarsi, come nel caso sempre di Carmelo Battaglia che spiega come “la mia famiglia è tutta cosa nostra” non Stidda sulla quale anzi spiega che “non sia mai con questi, siamo in guerra con questi”. Insieme a Concetto Giuseppe Errigo l’attuale collaboratore di Giustizia, Rosario Avila, il quale nei fatti si autoaccusa e racconta come sia stato il capomafia Ciccio La Rocca ad affidargli il compito di riorganizzare i ranghi di cosa nostra nella zona. Lo stesso Avila li riorganizzerà ricorrendo ad Errigo. Errigo Concetto Giuseppe era già stato condannato per mafia ed operava da tempo nella provincia ragusana, in particolare tra le città di Comiso, Vittoria e Scicli, gestendo  un’articolata attività di narcotraffico. La stessa organizzazione che, come emerge dalle ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-06-08By Paolo Borrometi
    4 months ago
  • Elezioni a Palermo: Orlando, “mafia tenta ritorno al governo della citta’ “
    Partita la campagna del sindaco Leoluca Orlando contro il voto di scambio, associata all’ashtag #Palermononsivende. “In questa campagna elettorale – afferma Orlando, in pista per la riconferma – e’ stato chiaro che il malaffare e la mafia stanno tentando di tornare a Palazzo delle Aquile, da dove li abbiamo cacciati cinque anni fa. Oggi e’ chiaro che i soliti burattini che muovevano la vecchia amministrazione e che hanno massacrato la citta’ vogliono tornare ora con nuovi burattini. Nuove facce, vecchi interessi”. Per Orlando, “la mafia e’ tornata ad usare i vecchi metodi di sempre: la promessa di soldi, di favori, di posti di lavori, di pacchi di pasta. Dove questo non basta, sono tornati i messaggi ben piu’ espliciti e le minacce”. Dal sindaco in carica quindi un invito ai palermitani a “non vendersi”: “I palermitani hanno riscoperto in questi anni la propria autostima, hanno riscoperto che siamo noi e non gli altri a fare il cambiamento. Vi chiedo di ribadire con forza che Palermo non si vende”. The post Elezioni a Palermo: Orlando, “mafia tenta ritorno al governo della citta’ “ appeared first on .: La Spia :. contro ogni forma di mafia. ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-06-07By Redazione
    4 months ago
  • Pozzallo, Polizia ferma 5 scafisti
    La Polizia a seguito dello sbarco di ieri di 389 migranti ha raccolto gravi indizi di colpevolezza a carico di: Per il gommone, TAQRA Amin, nato in Marocco il 05.12.1995 e T.O. nato in Gambia di anni 17, H.M marocchino di anni 22; per il barcone in legno, UDDIN Bahar, nato in Bangladesh il 03.01.1974 e AREF Karam, nato in Egitto il 28.04.1985. Secondo i testimoni sono loro che hanno condotto le imbarcazioni partite dalle coste libiche. I responsabili del delitto previsto dall’art. 12 D.Lgs.vo 25.7.1998 nr. 286, concorrevano con altri soggetti presenti in Libia al fine di trarne ingiusto ed ingente profitto, compiendo atti diretti a procurare l’ingresso clandestino nel territorio dello Stato di cittadini extracomunitari. Il delitto è aggravato dal fatto di aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale in Italia di più di 5 persone; perché è stato commesso da più di 3 persone in concorso tra loro; per aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale delle persone esponendole a pericolo per la loro vita e incolumità ed inoltre per aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale le persone sono state sottoposte a trattamento inumano e degradante.   I migranti provenienti dal centro Africa sono stati ospitati presso l’Hot Spot di Pozzallo per essere visitati, identificati e trasferiti in altri centri. MODALITA’ DI SOCCORSO IN MARE Alle ore 10:35 del giorno 04.06.2017 IMRCC di Roma segnalava alla nave “GOLFO AZZURRO” (ONG di Open Arms), che aveva poco prima effettuato un precedente evento SAR (il salvataggio di ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-06-07By Redazione
    4 months ago
  • Vittoria, operazione antimafia dei Carabinieri: 19 arresti fra la Sicilia e la Calabria
    Su delega della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Catania, dalle prime ore della mattinata odierna, i Carabinieri del Comando Provinciale di Ragusa, stanno dando esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal GIP del Tribunale di Catania, nei confronti di n.19 soggetti, siciliani e calabresi, dediti al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti e furti di bestiame tra la Calabria e la Sicilia. L’indagine condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo Ibleo ha consentito di accertare che il clan di “Cosa Nostra” operante a Vittoria e Comiso, negli ultimi anni, si era dedicato al traffico di sostanza stupefacente del tipo cocaina, che acquistava dalla Calabria, da soggetti legati alle ‘ndrine operanti della piana di Gioia Tauro, per poi smerciarla in tutta la provincia di Ragusa e anche nella provincia di Agrigento. L’indagine ha anche permesso di ricostruire i legami tra gli esponenti di “Cosa Nostra Vittoriese” e i clan della medesima organizzazione criminale operanti nella provincia di Agrigento, nello specifico appartenenti al clan Fragapane, il cui capo clan FRAGAPANE Salvatore, rappresentante di “Cosa Nostra” per la provincia di Agrigento, è attualmente detenuto in quanto condannato all’ergastolo per la scomparsa e l’uccisione del piccolo Giuseppe Di Matteo, figlio del noto collaboratore di giustizia. Nel corso delle indagini è stato anche accertato che un’altra delle attività criminali a cui si era dedicata “Cosa Nostra Vittoriese” era l’abigeato, compiendo una serie indeterminata di furti di capi di bestiame, in molti casi intere greggi di animali, ai danni di aziende di allevamento site in ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-06-07By Paolo Borrometi
    4 months ago
  • Usura a Ragusa, Tribunale condanna a tre anni il pensionato Domenico Caggeggi
    Il Tribunale di Ragusa ha condannato a tre anni di reclusione Domenico Caggeggi pensionato settantenne originario di Palermo ma residente da tempo a Ragusa, difeso dall’avvocato Maria Carmela Manenti del Foro di Catania, per il reato di usura. Il collegio composto da Vincenzo Saito, presidente, a latere Vincenzo Ignaccolo e Ivano Infarinato ha disposto anche la condanna al pagamento delle spese processuali e del mantenimento in carcere, oltre ad 8.000 euro di multa e all’interdizione per 5 anni dai pubblici uffici invitando il pm Santo Fornasier ad esprimere parere sulla revoca della misura cautelare dei domiciliari. Il pensionato era stato arrestato dal nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Ragusa a luglio del 2016 a seguito della denuncia di un commerciante che aveva segnalato quella che all’epoca era la presunta usura, facendo scattare la “trappola”. L’operazione scattò nel momento in cui Caggeggi riceveva dal commerciante una busta con 400 euro una delle rate concordate. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori e in base a quanto dichiarò all’epoca la vittima, Caggeggi avrebbe ricevuto dal commerciante stesso un Rolex ed un televisore a titolo di acconto sul prestito percepito – elementi ritrovati a casa del pensionato -, oltre a 7 assegni per complessivi 28 mila euro con firme di altri soggetti. Nel 2013 la divisione polizia anticrimine sequestrò a Caggeggi 12 immobili e alcuni terreni: l’uomo era stato arrestato nell’ambito dell’operazione denominata “No problem” dalla Squadra Mobile e dai Finanzieri del nucleo di Polizia Tributaria sempre per ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-06-07By Redazione
    4 months ago
  • Mafia, il Consiglio dei Ministri scioglie il Consiglio comunale di Castelvetrano
    Il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’Interno, Marco Minniti, ha deliberato lo scioglimento del Consiglio comunale di Castelvetrano (TP), per accertati condizionamenti dell’attivita’ amministrativa da parte della criminalita’ organizzata. La gestione dell’ente, gia’ sciolto per motivi amministrativi, viene pertanto affidata per un periodo di diciotto mesi a un’apposita commissione, a norma dell’articolo 143 del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali (TUEL). The post Mafia, il Consiglio dei Ministri scioglie il Consiglio comunale di Castelvetrano appeared first on .: La Spia :. contro ogni forma di mafia. ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-06-06By Redazione
    4 months ago
  • Noto, Polizia arresta Gianluca Raeli per tentato omicidio
    Nella serata di ieri, Agenti della Polizia di Stato, in servizio al Commissariato di P.S. di Noto, al termine di una celere attività investigativa, arrestavano RAELI Gianluca (classe 1978) residente a Noto, per tentato omicidio premeditato e pluriaggravato. Intorno alle ore 18.00 di ieri, una giovane ragazza contattava telefonicamente il Commissariato di Noto chiedendo aiuto perché il padre era stato violentemente aggredito da una persona a lei nota, in un’abitazione sita in Via Boito. Gli uomini del Commissariato giunti sul posto accertavano che una persona, gravemente ferita e sanguinante dalla testa, aveva perso conoscenza. Il malcapitato, un uomo ultracinquantenne, veniva condotto all’ospedale di Avola con un’ambulanza. Gli agenti si ponevano, pertanto, alla ricerca dell’autore dell’aggressione e, dalle prime informazioni acquisite, riuscivano ad identificare il Raeli, già noto alle forze di polizia ed in atto sottoposto all’obbligo di presentazione alla PG. Lo stesso, pochi istanti prima dell’arrivo dei poliziotti, aveva fatto irruzione nell’abitazione della vittima (suo ex suocero) e, sorprendendolo nel sonno, lo aggrediva con calci e pugni fino a fargli perdere conoscenza. La minore, che si trovava con l’aggredito, terrorizzata per la violenza cui aveva assistito, lasciava la casa e chiamava la Polizia. Dopo aver commesso il delitto, l’aggressore fuggiva via ed incrociando l’attuale compagna dell’uomo la minacciava gravemente di morte. Gli Agenti, poco dopo, rintracciavano l’autore del reato nella sua abitazione e raccoglievano importanti elementi di prova che consentivano di accusare il Raeli della violentissima aggressione. Alcuni capi di vestiario dell’uomo, tra cui un paio di scarpe, ancora intrise ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-06-06By Redazione
    5 months ago
  • Pozzallo, Finanza arresta 24enne con 200mila euro e 6 kg di droga
    Continua senza sosta l’impegno delle Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Ragusa che, nell’ambito dei servizi finalizzati alla prevenzione e al contrasto ai traffici illeciti, hanno arrestato un soggetto di nazionalità nigeriana con 6 kg di marijuana e sequestrato oltre 200.000 euro di valuta non dichiarata diretta a Malta. Lo scorso fine settimana, i Finanzieri della Tenenza di Pozzallo, con la fattiva collaborazione della locale Agenzia delle Dogane, hanno condotto un’importante operazione antidroga all’interno del sedime portuale. L’operazione si inquadra nell’alveo di una incessante attività di analisi rischio condotta sulle liste passeggeri del Catamarano che viaggia da Pozzallo verso l’Isola dei Cavalieri. In particolare, i militari delle Fiamme Gialle e i funzionari doganali hanno fermato un soggetto nigeriano, classe ‘93, il quale da subito ha manifestato evidenti segni di nervosismo. La successiva attività di perquisizione condotta sulla persona e sui bagagli ha permesso di rinvenire sei chili di marijuana, avvolta in cellophan, con lo scopo di impedire al fiuto dei cani antidroga di individuare la sostanza stupefacente occultata nei bagagli. Il soggetto è stato tratto in arresto per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio e, su disposizione della locale Autorità Giudiziaria, è stato associato alla Casa Circondariale di Ragusa. L’intero quantitativo di sostanza stupefacente è stato inviato al laboratorio di analisi dell’ASP di Ragusa per stabilire la valenza del principio attivo al fine di quantificare i presumibili ricavi che avrebbe potuto fruttare l’attività di spaccio, che attualmente si attestano attorno ai 60.000 euro. L’operazione di servizio conferma l’impegno ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-06-06By Redazione
    5 months ago
  • Droga fra la Sicilia e la Lombardia, Polizia e Finanza arrestano 61 persone
    Operazione antidroga coordinata dalla Procura Distrettuale di Catania, condotta dalla Squadra Mobile di Ragusa e dalla Guardia di Finanza di Como. Le due forze di Polizia hanno condotto parallelamente due indagini di rilevante spessore investigativo, volte al contrasto della criminalità organizzata dedita al traffico di sostanze stupefacenti. Le indagini hanno avuto inizio alla fine del 2012 e sono proseguite per due anni, permettendo di trarre in arresto decine di persone coinvolte nel narcotraffico. Durante le indagini i due uffici investigativi sono riusciti ad individuare il canale di approvvigionamento della marijuana in territorio albanese, pertanto è scattato il coordinamento della Procura della Repubblica di Catania e delle altre 3 Procure interessate. La Procura Distrettuale catanese ha assunto sin da subito la direzione delle indagini ed il coordinamento delle due forze di Polizia così da incidere sull’intera filiera dell’organizzazione transnazionale azzerandone in vertici. Durante le attività d’indagine, fondamentali sono stati i blitz effettuati in più territori italiani, uno dei più importanti in provincia di Catania dove la Polizia di Stato e la Guardia di Finanza hanno sequestrato oltre 1.000 kg di marijuana e diverse armi, utilizzate dai custodi per difendere l’ingente valore della droga. L’attività d’indagine è stata conclusa nel 2015 e la Procura Distrettuale di Catania ha chiesto l’applicazione della misura cautelare in carcere per 61 soggetti italiani e albanesi. Nei giorni scorsi sono stati catturati i promotori ed organizzatori, tutti di origine albanese, mentre 6 sono latitanti. Tutti i soggetti italiani ed albanesi non destinatari della ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-06-06By Redazione Sportiva
    5 months ago
  • Curare Riina al meglio, ma per chi comanda ancora “cosa nostra” nessuno sconto è possibile!
    Il capomafia di “cosa nostra”, Totò Riina, deve essere curato al meglio, giacché come qualsiasi carcerato ha diritto di ricevere le migliori cure ma deve rimanere in carcere. Da quando è stato arrestato nel 1993, il capo dei capi non è mai stato sostituito alla guida dell’organizzazione mafiosa e tale dato risulta in maniera incontrovertibile anche dalle Relazioni della Dia e della Dna degli ultimi anni. Un capomafia del suo carisma è capace di mandare ordini dal carcere, si vedano le conversazioni con il boss Lorusso, figuriamoci se fosse “libero” di tornare a Corleone. Per la lotta alle mafie sarebbe un colpo di devastante credibilità che lo Stato non può permettersi. Che segnale daremmo ai familiari delle vittime di mafia? Le cure devono essere assicurate, ma è impensabile che Riina possa uscire dal carcere. Riina è detenuto nel carcere di Parma, nel quale vengono assicurate cure mediche eccellenti, così come è giusto assicurare la dignità della morte a chiunque, anche a criminali come il feroce Totò Riina, la stessa pietà che lui non ha mai dimostrato per tutte le vittime innocenti che ha condannato a morte. Per assicurare questa dignità, però, non è il caso di ricorrere a sconti di pena o a trasferimenti ai domiciliari. Infine, forse è il caso che le sue cartelle cliniche vengano visionate da una commissione di esperti, visto che lo stesso Riina ha voluto fortemente partecipare, appena pochi giorni fa, all’udienza del possibile processo per le minacce di morte nei confronti di don Luigi ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-06-05By Paolo Borrometi
    5 months ago
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