Monreale, Sicily

La Spia – contro ogni forma di mafia

  • Saverio Terranova, l’arcisindaco
    La figura pubblica del prof. Saverio Terranova verte su due ambiti: quello politico e quello culturale.    Esprimo subito un giudizio di valore: se l’ambito politico – di lungo periodo, ricco di variegati avvenimenti e complesse problematiche e non sempre elargitore gratificante – avesse occupato meno spazio nella sua vita, ne avrebbe goduto in maggiore disponibilità l’ambito culturale ed il prato che il prof. Terranova avrebbe potuto lasciare è da immaginare pieno di fiori.   L’uomo politico. Cattolico, frequentante il seminario  per qualche anno, laureato presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano sembrò come predestinato al Partito della Democrazia Cristiana. Si può dire che vi militò da sempre, sin dalla metà degli anni ’50 allorquando conseguita la laurea ritornò a Modica. Sembrò un Partito quello della Democrazia Cristiana – denominato la ‘balena bianca’, predominante in quegli anni sia in ambito nazionale, nell’Isola, nell’area iblea, al Comune di Modica – fatto su misura proprio per lui; e v’entrò con la sua possanza fisica e di giovane intellettuale ben preparato, facendo presagire una celere e fulgida carriera politica. All’inizio schierato dalla parte dei ‘burritta’ contro i ‘cappedda’, a voler dire a sostegno dei contadini contro i nobili. Ma col passare degli anni quel contesto non sempre gli garantì una presenza  ‘pacifica’: fu apprezzato e anche criticato, applaudito e anche accantonato, quasi sempre combattuto anche al limite della calunnia.     La militanza nella D.C. non cessò per sua scelta, ma a seguito di provvedimenti di certi giudici inquirenti  che con l’esplosione di ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2016-10-21By Redazione
    4 months ago
  • Mafia, beni per 10 mln confiscati a Giuseppe Montalbano, imprenditore trapanese
    La Direzione investigativa antimafia di Trapani ha proceduto alla confisca del patrimonio immobiliare e societario riconducibile all’imprenditore 47enne Giuseppe Montalbano, di Alcamo (Trapani), indiziato di appartenere a Cosa nostra. Si tratta di societa’, immobili e automezzi industriali, valutabili in circa 10 milioni di euro. La proposta di applicazione della misura di prevenzione avanzata dal direttore della Dia Nunzio Antonio Ferla, e’ stata accolta dalla Sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Trapani. Accertate le frequentazioni di Montalbano con esponenti mafiosi, anche in latitanti. E’ stato arrestato nell’ambito dell’operazione “Arca”, che ha colpito oltre 40 persone, con l’accusa di avere garantito rifugio ed assistenza a vari esponenti di Cosa nostra, tra cui il capo mandamento Vincenzo Milazzo. Scontata la condanna, si e’ dedicato all’attivita’ imprenditoriale nei settori edile ed immobiliare. Le indagini sul patrimonio accumulato nel tempo dall’uomo, con sospetti flussi finanziari provenienti dalla calcestruzzi “Tre Noci”, hanno rivelato una notevole sproporzione rispetto ai redditi dichiarati. The post Mafia, beni per 10 mln confiscati a Giuseppe Montalbano, imprenditore trapanese appeared first on .: La Spia :. contro ogni forma di mafia. ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2016-10-21By Redazione
    4 months ago
  • Ispica, sequestrate dalla Guardia di finanza 400 bombole in un deposito abusivo
    Nei giorni scorsi le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Ragusa hanno scoperto un deposito abusivo di bombole di G.P.L. totalmente sconosciuto al fisco. Ad insospettire i militari della Tenenza di Pozzallo, che hanno intrapreso una specifica attività di indagine, l’atteggiamento di un soggetto, di origine ispicese, che effettuava la consegna a domicilio di bombole di g.p.l., trasportando il materiale infiammabile con un mezzo privo delle previste misure di sicurezza. Dopo i primi accertamenti, i Finanzieri hanno verificato che il soggetto era sprovvisto di partita IVA, e pertanto lo hanno pedinato fino al luogo di stoccaggio, ovvero una vecchia cascina sita nel Comune di Ispica. Eseguito immediatamente l’accesso all’interno dei locali, sono state rinvenute più di 400 bombole che, illegalmente detenute, erano pronte ad essere vendute, nel periodo invernale, a prezzi sicuramente più vantaggiosi rispetto a quelli di mercato. Il soggetto non è stato in grado di esibire alcuna documentazione attestante le autorizzazioni prescritte per la detenzione e la vendita di questi prodotti pericolosi, nonché della certificazione di prevenzione incendi rilasciata dai Vigili del Fuoco e per tali ragioni è stato deferito all’Autorità Giudiziaria di Ragusa.     The post Ispica, sequestrate dalla Guardia di finanza 400 bombole in un deposito abusivo appeared first on .: La Spia :. contro ogni forma di mafia. ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2016-10-20By Redazione
    4 months ago
  • Mafia: Bubbico, la sicurezza di Ignazio Cutro’ continuera’ a essere garantita
    “Tutte le misure tese a garantire la sicurezza di Ignazio Cutro’ e quella della sua famiglia permangono e non sono mai state messe in discussione”. Lo afferma all’AGI il viceministro dell’Interno, Filippo Bubbico, sul ‘caso Cutro”. “A Ignazio Cutro’ – spiega – e’ stata semplicemente disposta la conclusione del programma, su proposta della Procura di Palermo e della Procura Nazionale Antimafia. Quindi il programma di Cutro’ si e’ concluso, ma tutte le misure tese a garantire la sua sicurezza e la sicurezza della sua famiglia permangono. E vengono disposte dal Prefetto, sulla scorta delle valutazioni del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica”. Il viceministro Bubbico chiarisce, inoltre, che lui in prima persona ha “richiamato l’attenzione dell’Ucis proprio per la rilevanza del ruolo politico che Cutro’ ormai ha assunto come presidente dell’associazione”. Un conto e’ il programma per i testimoni di Giustizia, altro la sicurezza di Ignazio Cutro’, prosegue Bubbico: “Non c’e’ nessuna consequenzialita’ sul suo non esser piu’ testimone di giustizia” e il modificare la presenza della scorta. “Saviano – aggiunge – ha la scorta al massimo livello possibile e Saviano non e’ un testimone di giustizia, ci sono tanti altri giornalisti, ci sono personaggi pubblici che hanno scorte in ragione delle minacce subite o dei pericoli che corrono. Cutro’ ha soltanto ricevuto la comunicazione di conclusione del programma – ribadisce – ma le misure di protezione di Cutro’ continuano. Non ci sono modificazioni circa le condizioni di sicurezza per se’ e per i propri familiari. Prendere atto ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2016-10-20By Redazione
    4 months ago
  • Processo Stato-Mafia, il colonello Massimo Giraudo: “Mori rifiuto’ rinforzi per la cattura di Provenzano”
    “I rapporti tra il comandante del Ros Mario Mori e Sergio De Caprio, il capitano Ultimo, si raffreddarono. Tra il 1996 e il 1997 De Caprio era profondamente insoddisfatto, direi irritato. Aveva chiesto 30 uomini in piu’ per la ricerca e la cattura del latitante Bernardo Provenzano. Ma la sua richiesta non fu accettata”. Lo ha detto il colonello Massimo Giraudo, deponendo al processo sulla trattativa tra Stato e mafia, dinanzi alla Corte di assise presieduta da Alfredo Montalto. Giraudo – che ha gia’ deposto al processo contro Mori e Obinu (in cui i due alti ufficiali sono stati assolti anche in appello) – e’ stato convocato dall’accusa. Alla domanda del pm Roberto Tartaglia su chi avesse opposto il no, Giraudo ha detto: “il responsabile del Ros era Mori. Il no fu Di Mori. Non posso dire le ragioni del rifiuto – ha aggiunto Giraudo – anche perche’ De Caprio non me le disse e, poiche’ De Caprio era molto irritato, non avendo tale confidenza, non glielo chiesi”. Successivamente Giraudo e’ transitato al Sisde. Rientrato nei ranghi dell’Arma, tra il 2007 e il 2008, aveva necessita’ di effettuare alcune verifiche Nos (nulla osta di sicurezza) e provo’ attraverso il prefetto Mori: “che in quel periodo si occupava di sicurezza – ha spiegato – per conto del comune di Roma, sotto la guida del sindaco Gianni Alemanno. Mi fu detto di rivolgermi a De Caprio perche’ i ‘rapporti’ tra loro erano ripresi”. The post Processo Stato-Mafia, il colonello Massimo Giraudo: “Mori ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2016-10-20By Paolo Borrometi
    4 months ago
  • Mafia, sequestrati beni a Silvana Saguto e ad amministratori giudiziari
    La Procura della Repubblica di Caltanissetta ha disposto in via d’urgenza, il sequestro preventivo, in corso di esecuzione, a carico di Silvana Saguto, ex presidente della Sezione di misure di prevenzione di Palermo, indagata per la gestione definita anomala dei beni sequestrati, del ‘re’ degli amministratori giudiziari, Gaetano Cappellano Seminara, e, ancora, di Carmelo Provenzano, Maria Ingrao, Roberto Nicola Santangelo, Walter Virga e Luca Nivarra. Il sequestro e’ stato disposto in via d’urgenza “per il pericolo concreto ed attuale di dispersione dei patrimoni illecitamente accumulati”, spiega la procura di Caltanissetta. Il provvedimento e’ stato eseguito dal Nucleo di Polizia Tributaria di Palermo in ordine a beni immobili e quote societarie considerati frutto dei reati di corruzione, concussione, peculato, truffa aggravata e riciclaggio. The post Mafia, sequestrati beni a Silvana Saguto e ad amministratori giudiziari appeared first on .: La Spia :. contro ogni forma di mafia. ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2016-10-20By Redazione
    4 months ago
  • Calleri (Pres. Fondazione Caponnetto): “Siamo un Paese all’avanguardia nella lotta alla mafia ma serve fare di più…”
    L’intervista al Presidente della Fondazione Caponnetto, Salvatore Calleri. D: Presidente Calleri lei che guida una importante Fondazione dedicata al giudice Caponnetto padre indimenticato del pool al quale si devono le prime condanne definitive a Cosa Nostra in Italia come valuta oggi la situazione nel contrasto giuridico alle mafie? R: Oggi ci si trova di fronte a delle organizzazioni criminali mafiose che mi piace definire ad “ampio spettro”.  Moderne ed al contempo arcaiche. Raffinatissime ed al contempo rozzissime. Le mafie mutano ed il contrasto deve mutare di conseguenza. Noi lavoriamo ancora troppo sul contrasto del giorno dopo. Al contrario dei significativi passi avanti ci saranno solo quando si arriverà ad un più efficace contrasto del giorno prima. Da un punto di vista strettamente giuridico io auspico che l’art 416bis trovi sempre più spesso applicazione anche alle nuove forme mutanti di mafia, italiane e straniere. In questo momento inoltre occorre seguire con la massima attenzione i rapporti di cosa nostra e ‘ndrangheta con i c.d. Borghesi colletti bianchi che definisco con un terrmine ben preciso: i deviati. D: Recentemente in particolare in Sicilia cosa nostra ha ripreso a sparare, ad indimidire, quale è la sua opinione in merito? R: Da un po’ di tempo ci sono segnali non belli di minacce a coloro che in modo pratico contrastano la mafia facendo normalmente il proprio lavoro arrivando anche al caso recente del Presidente del Parco delle Nebrodi Antoci che è stato oggetto di attentato alla sua persona per fortuna fallito. Il merito di ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2016-10-20By Paolo Borrometi
    4 months ago
  • “Carmelo Tumino non si è suicidato, è stato ucciso”. Da Noto ad Avola, un viaggio senza ritorno ed un nome di donna: “Desire”
    La sfortuna di mezzochilo non è stata quella di incontrare Marco Di Pietro, ma quella di incontrare Desire, la figlia del boss”. “Mezzochilo” è Carmelo Tumino, un ragazzo che a soli 19 anni perse la vita in condizioni misteriose e del quale ci siamo occupati qualche settimana fa con un articolo (LEGGI). Non è vero che la gente, se posta davanti al tentativo di far giustizia per la morte di un povero ragazzo, non trova il coraggio di parlare, di raccontare elementi utili che possano ricostruire storie. Possono, invece, contribuire alla ricerca della verità, perché non Giustizia senza verità. La Sicilia è sempre stata la Terra dove quasi mai “tutto è come appare”. E, ritornando alla vicenda dell’articolo, la morte di Carmelo Tumino potrebbe rientrare perfettamente in questo contesto. Dalla pubblicazione dell’articolo, diverse persone ci hanno contattato per raccontare particolari inediti che riteniamo possano aiutare a far luce sull’accaduto. Persone sconosciute fra loro ma che raccontano versioni molto, molto, simili e tutte con un unico filo conduttore: Carmelo Tumino, detto “mezzochilo” per la sua magrezza, non si è suicidato, è stato ucciso! “Pochi giorni prima di morire mi aveva detto che si era fatto fidanzato con una ragazza di nome Desirè, ed era felicissimo. Solo dopo la sua morte ho saputo che appartenesse ad una famiglia mafiosa”. La Desire in questione, secondo le testimonianze, apparteneva ad una famiglia mafiosa di Avola. Tutto combacerebbe, anche con un’altra testimonianza. “Carmelo a Noto non si vedeva da parecchie settimane, neanche i suoi amici ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2016-10-20By Paolo Borrometi
    4 months ago
  • Processo Borsellino quater, il pentito Lo Giudice: “Faccia da mostro provocò l’esplosione”
    “A far scoppiare la bomba che uccise il giudice Paolo Borsellino, fu Giovanni Aiello (l’ex poliziotto noto come ‘Faccia da mostro’, ndr) che fu mandato dai servizi segreti”. E’ quanto ha riferito il collaboratore di giustizia della ‘Ndrangheta Antonino Lo Giudice, alla ripresa del quarto processo per la strage di via d’Amelio, che si celebra davanti la Corte d’Assise di Caltanissetta. Il pentito lo avrebbe appreso da Pietro Scotto, quando i due si trovavano reclusi nel carcere dell’Asinara. Gli imputati sono Salvo Madonia e Vittorio Tutino, accusati di strage, e i falsi pentiti Francesco Andriotta, Vincenzo Scarantino e Calogero Pulci, che rispondono di calunnia. “Giovanni Aiello assemblo’ la bomba scoppiata in via D’Amelio per uccidere il giudice Paolo Borsellino. Lo fece all’interno di un’auto, una 126. Osservava tutto, con un cannocchiale, dalla lussuosa stanza di un albergo-residence che si trovava in cima ad una montagna”, ha aggiunto Lo Giudice. “Aiello mi disse – ha proseguito il collaboratore di giustizia – che era stato lui a preparare la bomba insieme ad altre persone, fra le quali Gaetano Scotto. I due facevano affari insieme. L’esplosivo e’ stato reperito dallo stesso Aiello a Reggio Calabria, su richiesta di Gaetano Scotto e dietro l’incarico ricevuto da quest’ultimo da Toto’ Riina”. Durante la sua deposizione, Lo Giudice ha affermato di essere confuso e di non aver parlato mai con i magistrati dell’esplosivo perche’ aveva paura dei servizi segreti che lo avrebbero perseguitato: “Sono stato perseguitato al punto da evadere dai domiciliari”. Mafia: Borsellino quater; pentito,Faccia ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2016-10-19By Paolo Borrometi
    4 months ago
  • Operazione antidroga della Finanza, scoperta piantagione di marijuana: arrestati 4 vittoriesi
    Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Ragusa, in data 17 ottobre u.s., a conclusione di un’articolata attività info-investigativa, hanno individuato e sottoposto a sequestro, in contrada Bonincontro nel vittoriese, una piantagione di “cannabis indica” costituita da circa 3.000 piante allo stato adulto ed in piena fioritura. L’attività d’indagine, condotta da una task force costituita da investigatori delle Compagnie di Ragusa e di Vittoria, ha permesso di scoprire due serre collocate in una vasta area di oltre 10.000 mq, ben più grande di un campo da calcio, adibita formalmente a coltivazione di ortaggi che camuffavano e nascondevano una grossa piantagione di marijuana, costituita da piante aventi un’altezza media tra i 120 ed i 210 cm. In particolare, i finanzieri, nell’ambito di specifici servizi di controllo del territorio, hanno effettuato numerosi appostamenti nella zona, in quanto attratti da movimenti sospetti da parte di alcuni soggetti che, prima di accedere all’interno delle suddette serre, soprattutto nelle ore serali, effettuavano ripetute perlustrazioni del perimetro al fine di scongiurare la possibilità di essere scoperti. Al momento dell’intervento, sono stati trovati sul posto, intenti alla potatura degli arbusti pienamente fioriti, quattro vittoriesi, tre dei quali con pregiudizi penali specifici, tutti tratti in arresto in flagranza di reato. Nell’area era presente anche un caseggiato rurale, all’interno del quale gli investigatori hanno rinvenuto e sequestrato centinaia di piante essiccate e pronte per la commercializzazione, nonché notevoli quantitativi di fertilizzanti, utilizzati per la fase di preparazione del terreno e per le successive cure delle piante. I ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2016-10-19By Redazione
    4 months ago
  • Contrasto ai furti, coniugi ladri smascherati dalla Polizia
    Gli Uomini dell’Ufficio Volanti della Questura di Ragusa hanno smascherato e denunciato all’autorità giudiziaria marito e moglie, comisani, responsabili di una serie di furti avvenuti all’interno di alcuni esercizi commerciali di Ragusa. La coppia è stata immortalata dalle telecamere di videosorveglianza installate all’interno dei negozi mentre prelevava merce in vendita nascondendola nella borsa della donna, uscendo poi senza pagare quanto dovuto. Oggetto dei furti sia prodotti per l’igiene personale che generi alimentari.   Diverse sono state le denunce presentate presso gli Uffici della Questura di Ragusa dal cui esame è emerso che le modalità di esecuzione dei furti erano sempre le stesse. Il marito copriva la donna che, ottenuto il via libera dell’uomo, nascondeva nella sua borsa la merce. Dalla visione delle immagini gli uomini dell’Ufficio Volanti sono riusciti ad identificare la coppia riconosciuta senza ombra di dubbio da parte degli esercenti che, solo in un momento successivo si erano resi conto degli ammanchi. Importante è stato il contributo offerto dalla videosorveglianza che ha permesso ai poliziotti di ottenere i primi elementi indispensabili per la successiva individuazione fotografica dei responsabili. All’esito delle attività di indagine la coppia di sessantenni è stata deferita all’autorità giudiziaria per furto aggravato e continuato in concorso. The post Contrasto ai furti, coniugi ladri smascherati dalla Polizia appeared first on .: La Spia :. contro ogni forma di mafia. ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2016-10-19By Redazione
    4 months ago
  • Casa di Riposo a Ragusa completamente senza autorizzazioni: chiusa dai Carabinieri
    Chiusa, dai Carabinieri del NAS e del Comando Provinciale di Ragusa, una casa di riposo per anziani priva di autorizzazione comunale e dell’iscrizione all’albo comunale. Il provvedimento di chiusura, emesso dal Sindaco di Ragusa, è stato disposto a seguito di un controllo eseguito dagli stessi Carabinieri nel corso dell’estate, nell’ambito dell’operazione, a livello nazionale, denominata “Estate tranquilla 2016”, organizzata dal Comando Carabinieri Tutela della Salute. Nel corso di tale controllo è emerso che la Casa di Riposo denominata “Villa Garofalo”, sita a Ragusa e gestita da D.V.G. di anni 69, era priva sia dell’autorizzazione comunale che dell’iscrizione all’albo prevista per i gestori di tale attività dalla legge Regionale nr.22 del 1986. Per tale motivo gli stessi militari inoltravano, al Sindaco di Ragusa, una dettagliata segnalazione con cui evidenziavano tutte le irregolarità riscontrate nel corso del controllo, a seguito della quale il primo cittadino di Ragusa emetteva un’ordinanza di chiusura dell’attività a cui i militari davano prontamente esecuzione. Al momento della chiusura, all’interno della struttura, erano presenti nr.30 anziani ospiti, che sono stati trasferiti presso altre idonei complessi assistenziali, in maniera tale da non lasciarli privi di qualunque assistenza sanitaria. L’operazione s’inserisce in una più ampia serie di controlli, disposti in tutta Italia, dal Comando Carabinieri Tutela della Salute e finalizzati a verificare in rispetto della normativa sanitaria nel settore dell’assistenza agli anziani che, come più volte accertato, rimangono vittime di speculazioni da parte di soggetti che, approfittando del loro stato di bisogno, non esitano ad allestire strutture in cui forniscono ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2016-10-19By Redazione
    4 months ago
  • Scicli, Carabinieri arrestano due persone per droga
    Ieri pomeriggio i Carabinieri della Tenenza di Scicli hanno proceduto ad una attività antidroga su tutto il territorio di competenza. Sono stati effettuati molteplici controlli, durante i quali i militari dell’Arma hanno tratto in arresto due persone straniere, poiché trovate in possesso di sostanza stupefacente. I due, immediatamente bloccati, si identificano in Kola Sali, di origini albanesi, classe ’96, e Xhihani Rifat, anch’egli di origini albanesi, classe ’92, entrambi già noti alle forze dell’ordine. In particolare i Carabinieri, nel corso del servizio antidroga, hanno notato i due intrattenersi all’interno di un bar e, con fare sospetto, maneggiavano e custodivano con attenzione un borsone da viaggio. E così i militari dell’Arma, avendo il fondato sospetto che si stava compiendo qualcosa di strano, decidevano di intervenire sottoponendoli, pertanto, a controllo. All’interno del borsone venivano rinvenuti nr. 7 involucri di cellophane che avvolgevano sostanza stupefacente del tipo marijuana per un peso complessivo di circa 7,5 kg. A conclusione del controllo, dunque, i due soggetti sono stati condotti in caserma e dichiarati in stato di arresto in quanto ritenuti responsabili in concorso, del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, e, su disposizione del Sostituto Procuratore di turno, D.ssa Giulia Bisello, sono stati condotti presso la casa circondariale di Ragusa. La sostanza stupefacente sequestrata è stata trasmessa al laboratorio analisi dell’ASP di Ragusa per le previste analisi qualitative e quantitative anche al fine di quantificarne con precisione le dosi e i guadagni ricavabili. The post Scicli, Carabinieri ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2016-10-19By Redazione
    4 months ago
  • La lettera di Davide Stival: “e’ tempo di voltare pagina e di ricominciare”. Il Procuratore Petralia: “confermato il nostro lavoro”
    “Ora e’ tempo di voltare pagina. Da oggi si ricomincia. Lo devo al piccolino che non c’e’ piu’ e a quello che mi aspetta a casa”. Davide Stival, dopo la sentenza che condanna la moglie Veronica Panarello a 30 anni di carcere per avere ucciso il figlio Loris, rompe il silenzio e lo fa scrivendo una lettera. “Il giorno dopo la sentenza con cui il Gup di Ragusa ha condannato Veronica Panarello per l’omicidio del mio piccolo Loris – scrive – mi sento in dovere di ringraziare pubblicamente le persone che mi sono state vicine in questo doloroso percorso giudiziario e di vita”. Davide ringrazia la “Procura della Repubblica di Ragusa, la Polizia di Stato e l’Arma dei Carabinieri per il loro infaticabile lavoro e per il sostegno e il conforto manifestatomi incessantemente. Dal primo giorno ho confidato in loro, consapevole che la loro professionalita’ e perseversanza avrebbe condotto all’accertamento pieno dei fatti”, poi quelli che in due anni sono diventati amici: “L’avvocato Daniele Scrofani e tutti i suoi collaboratori, Enrico, Alessandra, Clara, Francesca e Francesco, per come mi hanno aiutato ad affrontare questa terribile vicenda. La loro instancabile vicinanza umana e professionale mi ha aiutato ad affrontare i giorni piu’ tristi della mia vita”. Grazie pure agli organi di informazione “che, con la loro costante presenza, hanno contribuito a mantenere alta l’attenzione sulla tragedia che ha colpito la mia famiglia”. Non manca una nota polemica nei confronti di alcuni quotidiani nazionali che oggi hanno pubblicato una sua intervista: “Ieri ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2016-10-18By Redazione
    4 months ago
  • Ragusa, Polizia arresta nuovamente Luciano Saglibene, il “Lupin del Tribunale”
    La Polizia di Stato – Squadra Mobile – ha tratto in arresto SAGLIBENE Luciano, nato a Ragusa in data 21.07.1988, ivi residente per furto aggravato e continuato, commesso ai danni di due dipendenti della Procura della Repubblica in esecuzione della misura cautelare emessa dalla Procura della Repubblica di Messina competente per i fatti reato commessi nella sede giudiziaria iblea. I FATTI Alle ore 10.00 di giorno 28 gennaio, durante una normale giornata di lavoro ed il rincorrere delle tantissime cose da fare in Procura, due dipendenti si assentavano dai loro uffici per pochi minuti, il tempo di un caffè o di andare in bagno ed al loro rientro, l’amara sorpresa, la borsa aperta ed il portafogli sparito. Immediatamente venivano avviate le indagini e coinvolti gli uffici investigativi per individuare l’autore del reato o gli autori del reato. LE INDAGINI Gli uomini della Polizia di Stato, avvisati dal Procuratore della Repubblica, si recavano subito presso gli uffici giudiziari per esaminare le immagini del sofisticato impianto di videosorveglianza e da una prima analisi emergevano subito forti sospetti su Saglibene, soggetto che proprio la Squadra Mobile pochi mesi prima aveva già individuato in quanto responsabile di altri reati contro il patrimonio. L’esame delle immagini, anche grazie a speciali software di comparazione dei tratti somatici in uso alla Polizia di Stato, aveva permesso di raccogliere sin da subito inconfutabili indizi di reato a suo carico pertanto si procedeva ad arrestarlo poco dopo. Il delinquente non ha avuto neanche la capacità di rendersi conto che ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2016-10-18By Redazione
    4 months ago
  • Acate, abusa di una minorenne e la fa prostituire: arrestato
    Abusava di una ragazzina di 16 anni, di origine nigeriane, e la faceva prostituire, ottenendo denaro: è finito così in manette un libico di 32 anni, Ramzi Mohammed Ali, con l’accusa di riduzione in schiavitù, prostituzione minorile e violenza sessuale. L’uomo, secondo quanto emerso dalle indagini, suscettibili di ulteriori sviluppi operativi, avrebbe mantenuto la giovane donna in uno stato di soggezione continuativa dal luglio 2016 fino ad oggi, abusando di lei e costringendola a prostituirsi in territorio di Acate: gli episodi di violenza sessuale da parte del 34enne avvenivano giornalmente e, per procacciarsi denaro facile la faceva prostituire, sia con cittadini italiani che di origine straniera, inducendola ad avere numerosi rapporti quotidiani. Il denaro corrisposto per ogni prestazione veniva poi interamente consegnato dalla nigeriana al suo aguzzino che, se i guadagni non raggiungevano le sue aspettative, non disdegnava di picchiarla e di minacciarla gravemente. L’attività investigativa, frutto di una segnalazione al 112, ha permesso di porre immediatamente fine all’incubo della 16enne che, ora, si trova in un luogo protetto per essere poi trasferita in un centro per donne minorenni. Il libico, invece, è stato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria per le gravi responsabilità emerse a suo carico e, al termine delle formalità di rito espletate presso la caserma di via Galileo Galilei, tradotto presso il carcere di Ragusa, a disposizione del Sostituto Procuratore presso il Tribunale ibleo, dott.ssa Giulia Bisello, per i provvedimenti di competenza. Sono tuttora in corso accertamenti da parte degli inquirenti finalizzati ad approfondire ancora alcuni aspetti ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2016-10-18By Redazione
    4 months ago
  • Vittoria, arrestato Angelo Ventura (u checco)
    La Polizia di Stato – Squadra Mobile e Commissariato di Vittoria – ha eseguito un ordine di cattura a carico di Ventura Angelo nato a Vittoria il 15.9.1984, in quanto si era reso responsabile del reato di furto in appartamento commesso a Vittoria. Angelo Ventura (detto u checco), più volte in galera, è figlio di Gionbattista (detto Titta u marmararu), presunto reggente del clan Carbonaro-Dominante e nipote di Filippo Ventura, considerato il capo clan di Vittoria. Sabato scorso la Procura della Repubblica di Ragusa ha inviato l’ordine di cattura a carico di Ventura in quanto è stato condannato per il reato di furto in appartamento tentato commesso in concorso con un altro vittoriese nel 2014. Gli uomini della Squadra Mobile e del Commissariato di Vittoria si sono appostati sotto casa e quando lo hanno individuato, hanno proceduto alla sua cattura. Ventura non ha tentato di fuggire, pertanto è stato condotto in Commissariato per essere sottoposto alla completa identificazione da parte della Polizia Scientifica e successivamente è stato accompagnato in carcere a Ragusa dove dovrà scontare la pena di 8 mesi di reclusione. “La Polizia di Stato continua a vigilare sui soggetti pericolosi, così da poterli monitorare e procedere alla loro cattura quando ciclicamente arrivano provvedimenti restrittivi della libertà personale per i reati commessi”. The post Vittoria, arrestato Angelo Ventura (u checco) appeared first on .: La Spia :. contro ogni forma di mafia. ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2016-10-17By Paolo Borrometi
    4 months ago
  • Omicidio Loris, oggi attesa la sentenza: la madre Veronica rischia 30 anni
    Oggi a Ragusa udienza decisiva del processo per la morte del piccolo Loris Stival, ucciso a Santa Croce Camerina il 29 novembre 2014. Attesa la sentenza per la madre, Veronica Panarello, accusata di omicidio premeditato e di occultamente di cadavere. Per lei la Procura ha chiesto 30 anni di carcere. Il processo si celebra con rito abbreviato subordinato a perizia psichiatrica, davanti al Gup Andrea Reale. Si inizia stamane alle 9.30. Dopo le repliche, il giudice si ritirera’ in camera di consiglio. Il legale della donna, Francesco Villardita, ha chiesto chiesto l’assoluzione, in subordine concorso anomalo in omicidio come conseguenza di un atto non voluto commesso da altri e concorso in occultamento di cadavere. Villardita ha chiesto anche l’incapacita’ parziale di intendere in una eventuale correita’ nel delitto e l’applicazione delle attenuanti generiche contestando l’aggravante delle sevizie e della premeditazione. La donna ha accusato il suocero Andrea Stival sostenendo di esserne stata l’amante e che l’uomo ha ucciso il bimbo di 8 anni perche’ aveva scoperto la presunta relazione tra loro. Il marito di Veronica, Davide Stival, attraverso l’avvocato Daniele Scrofani si e’ costituito parte civile chiedendo un risarcimento di 2 milioni di euro per se’ e altrettanti per la madre Pinuccia Aprile. Tra le parti civili anche Andrea Stival che, con l’avvocato Francesco Biazzo, in via equitativa ha chiesto un risarcimento di 400mila euro e la trasmissione degli atti al Pm per procedere per calunnia contro la Panarello. Veronica Panarello ha sempre partecipato alle udienze, seguita dal padre Francesco ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2016-10-17By Redazione
    4 months ago
  • Pozzallo, arrestati per droga dai Carabinieri Marcantonio Lorefice e Martino De Chino
    Ieri pomeriggio i Carabinieri della Stazione di Pozzallo, unitamente ai carabinieri della Stazione di Marina di Modica, hanno eseguito uno specifico servizio antidroga sul territorio di competenza, in particolare nei pressi dei luoghi maggiormente frequentati e punto di ritrovo di giovani. I militari dell’Arma hanno concentrato l’attenzione nei pressi di un’abitazione rurale in C.da Pantano Secco in cui, ultimamente, erano stati notati alcuni movimenti sospetti, in particolare un anomalo via vai di giovani. Dunque ieri, i Carabinieri hanno fatto scattare il blitz, nel corso del quale hanno tratto in arresto Lorefice Marcantonio, classe ’88, commerciante, già noto alle forze di polizia, e De Chino Martino, classe ’95, bracciante agricolo, incensurato, ritenutosi responsabili in concorso del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Nel corso dell’attività antidroga, infatti, i militari dell’Arma hanno eseguito un controllo nella casa rurale di proprietà di Lorefice e, durante le operazioni di perquisizione, hanno rinvenuto ventidue piante di “cannabis indica” di cui diciotto dell’altezza di circa 40 cm, e quattro dell’altezza di circa 10 cm, collocati in vasi di plastica ed opportunamente occultati sul retro dell’immobile. All’interno del caseggiato venivano rinvenuti 12 gr. di sostanza stupefacente del tipo “marijuana” suddivisa in dosi; 0,5 gr. di “hashish” in dose; dei “grinder”; e la somma in contanti di euro 165 in banconote di vario taglio, verosimilmente provento dell’attività di spaccio. A conclusione del controllo, dunque, i soggetti sono stati condotti in caserma e dichiarati in arresto per reato in concorso e detenzione ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2016-10-17By Redazione
    4 months ago
  • Scappa ad un posto di controllo, arrestato dai Carabinieri a Marina di Ragusa
    Servizio a largo raggio dei Carabinieri nella frazione di Marina di Ragusa ove, nella giornata di domenica mattina, sono stati istituiti numerosi posti di blocco, finalizzati al controllo della circolazione stradale e all’identificazione di soggetti provenienti da altri centri che si aggiravano nella frazione marinara. Nel corso di uno di questi servizi, un’autovettura VW Golf, con a bordo dei cittadini stranieri di origine sudafricana, all’alt imposto dai militari con la paletta d’ordinanza, anziché fermarsi, si dava a precipitosa fuga. A questo punto ne nasceva uno spericolato inseguimento, che si protraeva fino all’ingresso di Santa Croce Camerina ove i militari, grazie alla loro prontezza e abilità, riuscivano a deviare la fuga dei soggetti all’interno di una strada senza uscita. Così l’autovettura, era costretta a fermarsi, e i due occupanti venivano fatti scendere. A tal punto però l’autista, invece di arrendersi, decideva di aggredire i militari, in un disperato tentativo di fuga a piedi. Lo stesso veniva però immobilizzato definitivamente e tratto in arresto per resistenza e violenza a pubblico ufficiale, conseguente all’aggressione ai militari, oltre che non essersi fermato all’alt dei carabinieri. Al termine degli accertamenti si scopriva che l’unico motivo per cui il predetto non si era fermato al posto di blocco era che si trovava alla guida del mezzo privo di patente di guida e, per tale motivo, venivano denunciato anche per tale reato e gli veniva sequestrato il mezzo. La fuga, inizialmente, aveva messo molto in allarme i militari intervenuti che, tramite la Centrale Operativa del Comando Provinciale, ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2016-10-17By Redazione
    4 months ago
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