La Spia

La Spia – contro ogni forma di mafia

  • Mafia: clan agrigentino, condanne per oltre 100 anni di carcere
    Oltre 100 anni di carcere per 12 mafiosi ed estorsori delle cosche della provincia di Agrigento. Lo ha deciso oggi il giudice dell’udienza preliminare di Palermo, Roberto Riggio, emettendo la sentenza nell’ambito del processo celebrato col rito abbreviato avviato in seguito all’indagine della Direzione distrettuale antimafia di Palermo – denominata “Icaro” – e coordinata dai pm Calogero Ferrara, Claudio Camilleri e Bruno Brucoli. Le accuse, per gli imputati dei clan dell’Agrigentino, erano associazione mafiosa, minacce, danneggiamenti e gestione illecita degli appalti. L’operazione “Icaro” scatto’ nel dicembre 2015 e permise di individuare gli esponenti di vertice e i gregar dei clan di Agrigento e Porto Empedocle. A 14 anni e 8 mesi sono stati condannati Antonino Iacono e Francesco Messina, a 14 Pietro Campo, a 10 e 8 mesi Mauro Capizzi, a 10 e 4 mesi Giacomo La Sala, a 10 Francesco Capizzi, Rocco D’Aloisio, Santo Interrante, Francesco Tarantino e Diego Grassadonia, a 8 anni e 8 mesi Tommaso Baroncelli e a 3 anni e 4 mesi Emanuele Riggio. Il gup ha disposto inoltre l’assoluzione per: Domenico Bavetta, Giovanni Campo, Gioacchino Cimino, Domenico Cucina, Piero Guzzardo, Gioacchino Iacono, Giuseppe Lo Pilato, Leonardo Marrella, Francesco Pavia e Giuseppe Picillo. The post Mafia: clan agrigentino, condanne per oltre 100 anni di carcere appeared first on .: La Spia :. contro ogni forma di mafia. ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-07-21By Redazione
    7 months ago
  • Vittoria, bimba nata morta: indaga la Procura
    Si indaga sulla morte di un feto, una bimba il cui decesso coinciderebbe con la nascita. La piccola sarebbe morta durante la notte all’ospedale di Vittoria dove la madre poco più che 25enne, era ricoverata da qualche giorno. Aveva accusato un lieve malore ed aveva un po’ di febbre ma pare non soffrisse di alcuna patologia. Poi la sala parto ed il taglio cesareo, per portare alla luce la bambina che sarebbe nata morta. Sul posto è intervenuto personale della Polizia di Stato che su disposizione del sostituto procuratore di turno, Francesco Riccio, ha posto sotto sequestro il feto, la placenta e cartella clinica. L’incarico per l’effettuazione dell’esame autoptico probabilmente verrà affidato lunedì. The post Vittoria, bimba nata morta: indaga la Procura appeared first on .: La Spia :. contro ogni forma di mafia. ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-07-21By Redazione
    7 months ago
  • Al di la’ della sentenza “Mondo di mezzo”: la mafia a Roma c’e’ (comunque)!
    Locali ed attività commerciali sequestrati, droga a fiumi, estorsioni, investimenti di ogni consorteria criminale e mafiosa. Non stiamo parlando di Palermo, Reggio Calabria o Napoli. No, stiamo parlando di Roma. La sentenza su “Mondo di mezzo” (perché il nomignolo “mafia capitale” è un’acuta invenzione giornalistica e non della Procura capitolina) ieri ha inflitto pesanti condanne per 250 anni complessivi di carcere a 41 dei 46 imputati e confermato la bontà delle tesi accusatorie della procura, relativamente al pericoloso verminaio sistemico, criminale e corrotto, in grado di influenzare negativamente la vita politica, amministrativa, economica e sociale di Roma. Così i giudici, pur confermando l’esistenza di due diverse associazioni, hanno escluso sia l’associazione mafiosa, sia l’aggravante del metodo mafioso. Intanto, però, è bene precisare che la sentenza riguarda la contestata organizzazione mafiosa capitanata da Buzzi e Carminati, non la presenza nella Capitale di mafie di ogni tipo: da quelle siciliane, a quella calabrese, passando per la camorra e le mafie straniere (quella cinese, ad esempio). Quindi brindare dicendo che “la mafia a Roma non c’è” è tecnicamente sbagliato ed espone la già malata Capitale ad un nuovo possibile radicamento di mafie (si badi bene: dove c’è negazione, c’è terreno fertile). Nel merito della sentenza di ieri: le sentenze si rispettano, piacciano o non piacciano. Fatta questa ulteriore premessa, va spiegato che oggi, come detto da diversi esperti (il procuratore Nazionale Antimafia, Franco Roberti e don Lugi Ciotti su tutti), la corruzione è l’altra faccia della stessa medaglia della mafia. Oggi le mafie ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-07-21By Paolo Borrometi
    7 months ago
  • La mafia non esiste (per qualcuno) a Roma…
    La mafia non esiste. Questo ritornello ogni tanto esce… Con troppi che alla prima occasione lo ripetono contenti. Partiamo dall’ultimo caso, che da oggi possiamo definire “mazzetta capitale” in sostituzione del termine usato prima per non offendere le orecchie sensibili di alcuni, che ha visto condannare decine di persone a Roma ma senza aggravante mafiosa con pene che arrivano a 20 anni. E partono i cori felici che dicono che per questo la mafia a Roma non c’è. Il 416 bis prevede che: “Chiunque fa parte di un’associazione di tipo mafioso formata da tre o più persone,, è punito con la reclusione da dieci a quindici anni. Coloro che promuovono, dirigono o organizzano l’associazione sono puniti, per ciò solo, con la reclusione da dodici a diciotto anni. L’associazione è di tipo mafioso quando coloro che ne fanno parte si avvalgono della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva per commettere delitti, per acquisire in modo diretto o indiretto la gestione o comunque il controllo di attività economiche, di concessioni, di autorizzazioni, appalti e servizi pubblici o per realizzare profitti o vantaggi ingiusti per sé o per altri, ovvero al fine di impedire od ostacolare il libero esercizio del voto o di procurare voti a sé o ad altri in occasione di consultazioni elettorali. Se l’associazione è armata si applica la pena della reclusione da dodici a venti anni nei casi previsti dal primo comma e da quindici a ventisei anni ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-07-21By Salvatore Calleri
    7 months ago
  • Antimafia di destra e antimafia di sinistra…
    E’ evidente che nella lotta alle mafie e al crimine organizzato siano emerse non solo inevitabili debolezze ed errori, ma anche devianze e complicità finalizzate a  vanificare  ogni azione di contrasto. Non intendo in questa sede riprendere gli argomenti che hanno caratterizzato le cronache degli ultimi tempi (caso Saguto, trattative Stato-mafia, ecc.) ma esternare alcune  schematiche considerazioni. In questi anni le mafie hanno interpretato tutti i ruoli di una tragica commedia. Con una mano hanno tolto. Rapinando le poche ricchezze delle economie più fragili, saccheggiando la natura e i beni culturali, organizzando il traffico degli esseri umani, terrorizzando cittadini e imprenditori. Con l’altra hanno dato. Garantendo un salario minimo ai giovani senza speranza delle periferie e dei centri storici degradati, assicurando ai negozianti la protezione dai loro stessi attentati e collaborando con la pubblica amministrazione nell’assistenza ai profughi. Inoltre gestiscono pezzi rilevanti del mercato del lavoro assicurando occupazione sottopagata, e senza alcuna garanzia, nei trasporti e nella logistica, nel lavoro in agricoltura, nel facchinaggio negli ortomercati e nel commercio ambulante.  In questo contesto promuovono e gestiscono rapporti commerciali apparentemente neutri o vantaggiosi con imprese che operano nel sistema legale che colgono l’occasione per ampliare i propri affari. Insomma nelle pieghe della globalizzazione hanno fagocitato pezzi rilevanti dell’economia e della finanza. Hanno sfruttato prima e più di altri le opportunità dell’assenza dei controlli in virtù della libera circolazione dei capitali in tutta Europa e della impenetrabilità dei paradisi fiscali garantiti dagli stati. Con la depenalizzazione del falso in bilancio, con l’affermazione ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-07-21By Gianfranco Motta
    7 months ago
  • Mafia: Catania, busta con minacce di morte alla rivista “I Siciliani giovani”
    Difficile pensare a una casualita’: una busta contenente una copia della rivista ‘Siciliani giovani’ con minacce di morte e’ stata recapitata alla sede del giornale a Catania nel pomeriggio di due giorni fa, nell’anniversario della strage di via d’Amelio. Lo rende noto la redazione del giornale. Le minacce erano specificamente destinate al responsabile della redazione catanese, Giovanni Caruso, che pochi giorni prima, presentando il giornale, aveva annunciato che ai Siciliani erano stati assegnati beni confiscati alle famiglie mafiose catanesi, tra cui quello che i Siciliani hanno voluto chiamare ‘Il Giardino di Scida”. Caruso aveva inoltre rivelato che l’ultimo numero del giornale era stato distribuito in tutta Italia con Tir confiscati alla mafia. Ora sono in corso le indagini per risalire all’autore o agli autori di questo gesto di stampo chiaramente intimidatorio. E proprio ai fini dell’indagine era stato ritenuto opportuno non dare immediata notizia dell’accaduto. La busta e’ stata rinvenuta sotto la porta del Gapa, il centro d’iniziativa sociale che ospita la redazione. La copia di giornale allegata alla lettera minatoria riportava la foto dei redattori alla testa di una manifestazione antimafia indetta dai Siciliani, e dalla foto era stata ritagliata la testa di Caruso. La vicenda non ha ovviamente fermato l’attivita’ giornalistica e di ricerca dei ‘Siciliani giovani’: prosegue regolarmente a Catania e in tutte le altre redazioni collegate. The post Mafia: Catania, busta con minacce di morte alla rivista “I Siciliani giovani” appeared first on .: La Spia :. contro ogni forma di mafia. ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-07-21By Redazione
    7 months ago
  • Mafia, 38 anni fa moriva Boris Giuliano. Il ricordo di Piero Grasso: “poliziotto eccezionale”
    Leoluca Bagarella aspetto’ pazientemente che si voltasse per pagare il caffe’: solo allora lo freddo’ con due colpi alla schiena. Mori’ cosi’ Boris Giuliano, un poliziotto eccezionale che aveva capito ‘cosa nostra’ quando ancora era misteriosa e impenetrabile. Ricordo il suo raffinatissimo fiuto investigativo e l’ammirazione che suscitava nei colleghi e nei cittadini della nostra Palermo”. Cosi’ su facebook il presidente del Senato Pietro Grasso ricorda Boris Giuliano, nel 38esimo anniversario della sua uccisione. “La prima volta che lo incontrai – aggiunge – era il 1970, ci ritrovammo nella stanza del Giudice Terranova. Seppe sciogliere, con gentilezza e simpatia, la mia naturale tensione: in fin dei conti all’epoca avevo 25 anni, ero solo un giovanissimo magistrato davanti a due grandi uomini dello Stato. E’ un ricordo a cui sono molto affezionato e che mi emoziona sempre”. The post Mafia, 38 anni fa moriva Boris Giuliano. Il ricordo di Piero Grasso: “poliziotto eccezionale” appeared first on .: La Spia :. contro ogni forma di mafia. ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-07-21By Redazione
    7 months ago
  • Altrove, “Le piccole cose so­no responsabili dei grandi cambiamenti”: evento nel messinese il 6 agosto
    “Le piccole cose so­no responsabili dei grandi cambiamenti” Amethystos  Grazie al Patrocinio del Com­une di VENETICO, in collaborazione per il territorio  con Ce­ntro studi de Risio ( Barcellona p.g.) Promuovono “Altrove” Nuove dra­mmaturgie sociali. Messaggio educativo di sensibilizzazione sull’uso/abuso di alcol attraverso la rappresentazione  sc­enica. Altrove è Connubio tra profes­sionisti del settore sociale e drammatur­gia. Protagonisti della serata saranno illustri Esperti   e autorità Istituzio­nali attraverso interventi specifici riguardo la tematica trattata. Capitano Valentino Adinolfi – Comandante della Co­mpagnia Carabinieri di Milazzo; Dr. Claudio Passant­ino – Centro studi De Risio; Avvocato Alessandro Sittinieri foro di Ragusa; Dr. Giovanni Utano – Medico Psicoterapeuta di Milazzo; Dr.ssa Veronica D’Amico – Giornalista. La parte Teatrale SP­ONTANEA è stata cu­rata interamente dall Artista Kuntastorie  DONATELLA LA MACCHIA, che interpreterà due monologhi tratti dal GRANDE LIBRO di Alcolisti Anonimi Ita­lia, supportata scen­icamente dalla DANZA­TERAPEUTA Ragusana ELENA PLUCHINO. La parte esperienziale verrà  affrontata attraverso la testimonianza diretta di membri dell’associazione Alcolisti An­onimi e di gruppi Al Anon  . L’ EVENTO si conclude­rà con una esibizione  di flair Bartendi­ng ( giocoleria di bottiglie e preparazi­one di drink Analcol­ici) eseguita da: Claudio Patania e Duilio Bello della sc­uola Barman dello st­retto Messina ed il Le Roi emotional Dri­nk. Moderera’ ed illust­rerà l evento la dr.­ssa Russo Madone Ale­ssia presidente associaz­ione Amèthystos – progettista scola­stica e sociale – esperta in disagio e devianza minorile – specializzata in criminologia applica­ta e psicologia giur­idica – – docente in comuni­cazione -CTU presso il tribun­ale Ragusa – in qual­ità di esperto in ma­teria pedagogica ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-07-21By Redazione
    7 months ago
  • Comiso, torna in carcere Salvatore Serbo, pericoloso pregiudicato arrestato dalla Polizia
    Nella giornata di ieri veniva arrestato dalla Polizia del Commissariato di Comiso un pericoloso pregiudicato 43enne. Salvatore Serbo era stato arrestato nel 2015 dalla Polizia e da allora si trovava in custodia cautelare in carcere perché ritenuto responsabile dei reati di estorsione e tentata estorsione; aveva richiesto di essere ammesso agli arresti domiciliari e venerdì scorso aveva ottenuto dal Tribunale del Riesame di Catania la sostituzione della misura custodiale in carcere con quella meno afflittiva degli arresti domiciliari presso l’abitazione della madre. Tuttavia, dal suo ritorno a casa, ed ancora prima, dal carcere, è stato un susseguirsi di minacce, talvolta gravi, volte ad ottenere denaro, nei confronti della sua ex compagna, dalla quale peraltro ha avuto tre figli, e del padre di quest’ultima. La donna, accompagnata dal padre, ha denunciato tempestivamente i fatti ai poliziotti del Commissariato di Comiso; ne è scaturita una dettagliata informativa all’Autorità Giudiziaria sia sotto il profilo delle responsabilità penali derivanti dalle condotte poste in essere, sia una segnalazione per la riconsiderazione dell’opportunità di mantenerlo ai domiciliari. Sulla scorta della segnalazione fatta, la Corte di Appello di Catania, in pochissimo tempo ha revocato il beneficio dei domiciliari ed ha ordinato alla Polizia di ricondurre Salvatore Serbo in carcere. Il pregiudicato è stato prelevato presso la sua abitazione e condotto in Commissariato e dopo le formalità di rito trasferito in carcere a Ragusa. The post Comiso, torna in carcere Salvatore Serbo, pericoloso pregiudicato arrestato dalla Polizia appeared first on .: La Spia :. contro ogni forma ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-07-20By Redazione
    7 months ago
  • Ragusa, distraggono denaro pubblico: sequestrati 2 milioni di euro a Cintolo e Piazza
    I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ragusa, su delega della Procura Regionale della Corte di Conti di Palermo e nell’ambito delle indagini connesse alle ipotesi di peculato relative alla distrazione dei fondi destinati alla Scuola Regionale dello Sport, hanno eseguito un sequestro conservativo di beni per circa 2 milioni di euro nei confronti di CINTOLO ROSARIO e PIAZZA SILVIO. La misura cautelare patrimoniale eseguita costituisce un importante punto di arrivo dell’indagine condotta dalla Compagnia di Ragusa, su delega della magistratura contabile, che ha accertato reiterate illiceità compiute dall’ex Presidente della Scuola Regionale dello Sport e dall’ex Direttore della medesima articolazione del Coni, responsabili del danno erariale cagionato alle casse della Regione Siciliana e del bilancio nazionale del CONI, per l’ammontare di euro 1.123.805,00 a carico di Cintolo Rosario ed euro 844.296,00 a carico di Piazza Silvio. L’attuale sequestro scaturisce dalle indagini svolte nell’ambito del procedimento penale instaurato presso la Procura della Repubblica di Ragusa, che aveva portato, nel mese di gennaio scorso, al provvedimento cautelare dell’arresto eseguito nei confronti di Cintolo Rosario ed al sequestro preventivo delle somme di denaro rinvenute sui conti correnti del predetto Cintolo e di Piazza Silvio. In linea con l’azione di contrasto alla corruzione posta in essere dai magistrati contabili, l’intervento della Procura regionale della Corte dei conti, a tutela del presunto ingente danno erariale accertato, ha consentito di porre un vincolo cautelare su beni immobili dei destinatari della richiesta di sequestro curata dal pubblico ministero contabile e integralmente accolta con ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-07-20By Redazione
    7 months ago
  • Notti d’estate a Vittoria, arrestati dalla Polizia Giuseppe Fortunato e Bruno La Terra
    Territorio sotto controllo a Vittoria e Scoglitti. Le Volanti e le pattuglie in auto con colori di serie della Polizia di Stato hanno perlustrato e vigilato sui centri abitati e su tutto il litorale effettuando posti di controllo ed eseguendo perquisizioni alle persone sospette. L’impiego massivo di pattuglie sui centri cittadini e sulla riviera ha consentito di controllare centinaia di persone e decine di veicoli, accertando così il rispetto delle regole e l’ordine e la sicurezza pubblica. Non è mancata l’attività di repressione, quella tipica di Polizia Giudiziaria, infatti sono stati tratti in arresto due pregiudicati vittoriesi, il primo è FORTUNATO Giuseppe, 41enne, condannato per mafia e sorvegliato speciale di P.S. ; nei mesi passati, per l’appunto, ha violato più volte le prescrizioni impostegli dalla misura di prevenzione della sorveglianza e quindi è stato condannato dal Tribunale alla pena di 8 mesi di reclusione. Gli Agenti lo hanno prelevato da casa e condotto in carcere a Ragusa dove espierà la pena; il secondo è LA TERRA Bruno, anch’egli 41enne, riconosciuto colpevole del reato di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso e condannato alla pena della reclusione di 3 anni e 6 mesi. L’uomo sconterà la pena in regime di detenzione domiciliare. The post Notti d’estate a Vittoria, arrestati dalla Polizia Giuseppe Fortunato e Bruno La Terra appeared first on .: La Spia :. contro ogni forma di mafia. ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-07-20By Redazione
    7 months ago
  • Acate, picchia la moglie e la minaccia di morte: arrestato dai Carabinieri
    La situazione era divenuta insostenibile ormai da diverso tempo tra una coppia di rumeni: entrambi poco più che trentenni, entrambi braccianti agricoli, con una vita matrimoniale difficile per via di un marito violento, minaccioso, che non ha mai disdegnato insulti verso la donna che ha sempre sopportato, credendo che l’uomo cambiasse. Ma le speranze che la giovane riponeva sono ben presto svanite nella nottata appena trascorsa, quando l’uomo, Manceanu Danut Gavril, di fronte all’ennesima discussione per futili motivi, divenute ormai all’ordine del giorno, ha iniziato a picchiare la donna e a minacciarla di morte con un coltello: momenti di terrore e urla che hanno attirato l’attenzione dei vicini che hanno allertato il 112. Una pattuglia di Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile di Vittoria è giunta immediatamente sul posto e i militari, presa contezza della situazione visto che la donna era già stata trasportata al pronto soccorso dell’Ospedale Guzzardi, hanno subito bloccato il 36enne e lo hanno tratto in arresto, sequestrando il coltello utilizzato dal rumeno per minacciare la moglie. Condotto nella caserma di via Garibaldi ed espletate le formalità di rito, l’uomo, già con diversi precedenti penali per reati contro il patrimonio, è stato sottoposto agli arresti domiciliari, su disposizione del sostituto procuratore della Repubblica dott. Francesco Riccio, dinanzi al quale dovrà rispondere dei reati di lesioni personali, minacce gravi e maltrattamenti in famiglia: la donna, fortunatamente non grave, è stata riscontrata affetta da “trauma contusivo costale e cervicalgia post trauma” e giudicata guaribile in giorni 7. Sulla vicenda ora resta ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-07-20By Redazione
    7 months ago
  • Noto, fra case abusive, droga e corse di cavalli: le tante ricchezze di un “povero” pensionato
    Case con dependance irregolari, mega stalle realizzate in strutture abusive, i soldi della droga e delle corse dei cavalli e le frequentazioni “pericolose”: stiamo parlando dei Restuccia, noti pregiudicati di Noto, famiglia sempre al di là della legalità. Dei Restuccia, Salvatore (detto Turi) e Nino, abbiamo già parlato la scorsa settimana in quanto organizzatori di una vergognosa corsa clandestina. In seguito al nostro articolo sono stati denunciati dalla Polizia (LEGGI INCHIESTA – anche Nino era fra gli organizzatori ed è auspicabile che presto si possa fare totalmente luce sull’episodio e sugli altri organizzatori). LA FAMIGLIA RESTUCCIA I Restuccia, meglio noti come “spinna cardiddi”, sono una famiglia tristemente nota nel netino, soprattutto per Sebastiano Restuccia (detto Iano “spinna cardiddi”), già in passato molto vicino al capomafia Antonino Pinuccio Trigila. Oggi le redini della famiglia sono rette da Salvatore Restuccia (detto “zu Turi”), sposato con Anna Parisi e fratello di Sebastiano, coinvolto in corse clandestine insieme al figlio Nino e in affari di droga. LA DROGA, I RESTUCCIA E LE “SORELLE PARISI” Lussi e abitazioni dotate di ogni confort, seppur in case che dovrebbero essere “popolari”, strutture totalmente abusive, mantenute solo – sulla carta – con la pensione del “povero” “zu Turi” Restuccia. In verità basta tornare indietro di qualche anno per ritrovare alcuni “introiti” importanti dei Restuccia, soldi, tanti soldi, accumulati grazie alla…droga. Nell’operazione “Kepha” dei Carabinieri di Noto, Salvatore Restuccia viene coinvolto insieme alla cognata, già particolarmente nota nelle “carceri” italiane, Giuseppina Parisi (sorella della moglie di Restuccia, ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-07-20By Paolo Borrometi
    7 months ago
  • Mafia, scoperta una cosca di insospettabili. 34 arresti, smantellato il clan di Brancaccio
    L’alba più bella sul golfo di Palermo è quella che vedi da Brancaccio, diceva sorridente don Pino Puglisi. Sarà. Ma è ancora notte sulla città. Una notte buia. E questa grande periferia fa paura. Strade deserte e auto della polizia che sfrecciano a velocità. Rumore di porte che sbattono e uomini che corrono. Non c’è pace per la terra del piccolo parroco martire della mafia dal 1993. Nella terra del beato Puglisi c’era la nuova testa dell’acqua di Cosa nostra, la testa di una piovra ancora insidiosa, perché è riuscita a reclutare insospettabili in tutti gli ambiti della città. Nel blitz di stanotte contro 34 persone, coordinato dal procuratore Francesco Lo Voi, la sezione Criminalità organizzata della squadra mobile ha arrestato per associazione mafiosa anche il fratello di Giovanni Lo Porto, l’operatore umanitario rapito da Al Qaeda nel 2012, in Pakistan, e ucciso tre anni fa da un drone americano nel corso di un’operazione antiterrorismo. Chi l’avrebbe immaginato che Giuseppe Lo Porto, il fratello maggiore che convocava le conferenze stampa per chiedere verità e giustizia al presidente Obama era un fidatissimo del capomafia di Brancaccio, Pietro Tagliavia, rampollo di una storica famiglia di mafia coinvolta nelle stragi del ’92-’93. Lo Porto si occupava della gestione della cassa e della distribuzione delle “mensilità” alle famiglie dei carcerati. Gli introiti arrivavano dalle estorsioni imposte a tappeto nella parte orientale della città, ma anche da alcuni affari adesso svelati dai finanzieri del nucleo di polizia tributaria. Vecchi e nuovi boss, e sullo sfondo ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-07-19By Redazione
    7 months ago
  • Controlli ambientali e sicurezza stradale, l’attività della Polizia municipale a Vittoria
    Prosegue l’attività di contrasto in campo ambientale messa in campo dalla Polizia municipale, sia per quanto concerne il corretto conferimento di rifiuti, come previsto dalle ordinanze che regolamentano la raccolta differenziata, sia per ciò che riguarda la pulizia dei lotti liberi nonché la lotta alle fumarole. Particolare attenzione è stata rivolta dagli uomini del comandante Cosimo Costa al mercato ortofrutticolo, con controlli che hanno riguardato il corretto uso dei token, la presenza all’interno dei posteggi  di persone il cui ruolo era poco chiaro (produttori agricoli, dipendenti, soci della ditta concessionaria), con conseguente segnalazione alla Direzione mercati per gli eventuali provvedimenti di competenza. I controlli hanno permesso di individuare anche alcune compravendite fra ditte concessionarie (vietate dal regolamento), segnalate alla Direzione mercati. In materia di circolazione stradale sono stati effettuati numerosi posti di controllo per l’accertamento di violazioni del Codice della strada, in particolar modo di quelle condotte che intaccano la sicurezza  stradale quali eccessi di velocità accertate a mezzo telelaser e/o autovelox, revisione periodica dei mezzi in circolazione, copertura assicurativa. 47 i verbali contestati e 406 i preavvisi per soste irregolari. Nell’ambito della sicurezza stradale, numerosi sono stati gli interventi di rifacimento della segnaletica, sia verticale che orizzontale, nonché gli interventi modificativi di alcuni sensi di marcia tesi a rendere più scorrevole la circolazione. La Polizia municipale ha effettuato inoltre numerosi interventi in occasione del violento nubifragio che si è abbattuto nella giornata di domenica sul nostro territorio e che ha causato disagi alla circolazione stradale ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-07-19By Redazione
    7 months ago
  • Paolo Borsellino vive! 25 anni dopo le sue idee sulle gambe dei ragazzi…
    “Purtroppo c’e’ sempre, ed e’ estremamente diffusa, la voglia di convivenza con il fenomeno mafioso; pero’, con riferimento specialmente alle giovani generazioni che sono quelle che hanno meglio recepito questo messaggio indirettamente culturale delle indagini e dei processi, la situazione sotto questo profilo e’ migliorata. Quindi ritengo che sia indispensabile che vi sia un dibattito culturale e il massimo di informazione possibile sui problemi inerenti le indagini sulla criminalita’ mafiosa”. Sembrano parole di oggi quelle pronunciate da Paolo Borsellino il 31 luglio del 1988, davanti al Comitato del Csm, considerazioni disponibili integralmente per la prima volta, dopo la desecretazione degli atti disposta da Palazzo dei Marescialli in occasione del 25esimo anniversario della strage di via D’Amelio. Borsellino è un esempio, raro, di lavoro di squadra, di amicizia leale con i suoi “compagni” di lavoro. E’ stato lui a cercare in ogni modo di fare da “sponda” a quel pool tanto voluto da Chinnici (che pagò con la vita questa scelta) e tanto difeso da Caponnetto, poi nei fatto dissolto nel nulla con la nomina di Antonino Meli, preferito dal Csm a Giovanni Falcone. Paolo Borsellino le sue idee le difendeva, così come il suo lavoro (di squadra, appunto) e che non esitava, davanti la commissione del Csm, a pronunciare parole dure ed allarmanti, purtroppo rimase totalmente inascoltate. “Sono preoccupato – ribadiva – per il risorgere di una antica piaga: quella voglia di convivenza con la mafia, voglia di convivenza nel senso di ritenere che si tratti di qualcosa che non ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-07-19By Paolo Borrometi
    7 months ago
  • La beneficenza al servizio della città: Grande successo per la raccolta fondi del Rotary Club di Modica
    Una serata all’insegna della musica, dell’intrattenimento, ma soprattutto della solidarietà quella promossa dal Rotary Club di Modica lo scorso 14 luglio nella splendida cornice dell’Hostaria della Musica a Modica. Il Party d’Estate ha riscosso un grande successo di pubblico e non solo. Sono stati raccolti dei fondi che serviranno a finanziare in primis la realizzazione del centro polifunzionale per i bisognosi presso la Stazione di Modica (una mensa per i poveri, con annesso un ambulatorio medico e un’aula studio con servizio di doposcuola) in aggiunta ad altri progetti di grande valenza sociale per il territorio modicano che il club si è prefissato di portare avanti per l’anno 2017-2018. I fondi saranno destinati anche alla Rotary Fondation, per sostenere i progetti sociali di tutto il territorio nazionale. Nel corso della serata di beneficienza, moderata dalla giornalista Alessandra Brafa, è stato presentato in anteprima lo spot “sociale” sul tema delle ludopatie, che il club ha voluto fortemente realizzare per farsi promotore di una campagna di sensibilizzazione per contrastare i fenomeni di dipendenza dal gioco d’azzardo lecito. “Da rotariani abbiamo un mandato, quello di fare la differenza nella nostra comunità, dedicando il nostro tempo e la nostra professionalità allo sviluppo di attività sociali di servizio al territorio. – Afferma il Presidente del club Filippo CastellettIl fenomeno del gioco d’azzardo è di grande rilevanza e la sua incidenza in progressivo aumento. Ecco perché abbiamo preso a cuore questa causa, realizzando uno spot con la collaborazione di Carlo Cartier e di Spazio Zero che ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-07-18By Redazione
    7 months ago
  • Gli invisibili: la vita e il lavoro nella fascia trasformata di Marina di Acate
    Marina di Acate…un luogo straordinario quanto “maledetto”. Terra d’immensa tristezza quanto di grande sudore che a fatica riesce ad avere voce.  Ma questo silenzio deve avere una voce! Vedere con i miei occhi ed essere presente tra quelle infinite strade senza confine ne proprietà, è stato come vivere un “frullato d’emozioni”.  Rabbia, sdegno e profonda tristezza sono stati i protagonisti di una giornata trascorsa tra gl’impianti serricoli di Marina di Acate. Ecco che mi domando: dove inizia e dove finisce la dignità di un uomo? Che valore diamo alla dignità? Mi vengono quindi in mente le parole di uno scrittore…”La dignità umana è inviolabile ed è un valore che non ha prezzo.”… Il lavoro, dicono, nobilita l’uomo; ma qui in queste terre, cosa potrebbe veramente nobilitare un uomo? Giustizia, libertà, i diritti delle persone …sono tutti principi fondamentali per cui bisogna lottare; ma la dignità li precede tutti, ne è il fondamento, senza la quale gli uomini si ritrovano in balia della sopraffazione e della schiavitù. Naturalmente esprimere attraverso parole l’esperienza vissuta, penso sia estremamente difficile. Ed è  proprio a causa di questa difficoltà che  non ho intenzione di tacere ma voglio dare voce a questi silenzi che continuano a persistere su Marina di Acate e sulla loro gente. Li chiamano “invisibili, sono gli uomini e le donne che ogni giorno vivono in condizioni di totale disagio e sfruttamento; gente che pur lavorando faticosamente in questi infiniti impianti serricoli, riesce appena a sopravvivere alla fatica, alla fame e ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-07-18By Veronica Falcone
    7 months ago
  • Vittoria, la Presidente dell’Antiracket Eliana Giudice: “Come diceva Borsellino di mafia bisogna parlare…”
    “A 25 anni dalla strage di via D’Amelio, in cui persero la vita il giudice Borsellino e gli uomini della sua scorta, la Fai Antiracket e Antiusura di Vittoria lo ricorda con un convegno per parlare dell’ultimo libro del giornalista Nino Amadore “Il mutamento”. Amadore analizza i mutamenti camaleontici delle mafie che si adeguano ai processi economici in corso, traendo beneficio dalla crisi economica attuale”. Sono le parole della Presidente dell’Antiracket ed Antiusura di Vittoria, Eliana Giudice, nel corso del convegno di ieri. “Per quanto riguarda Vittoria, le operazioni di polizia degli ultimi anni ci danno un quadro desolante della situazione. La città di Vittoria balza continuamente agli onori della cronaca per fatti che sono riconducibili alla criminalità organizzata, ed è un bel dire che la nostra città venga infangata dalle inchieste giornalistiche su questi temi:  come ci ha insegnato Paolo Borsellino, di mafia bisogna parlarne, sempre e continuamente, perché la mafia ha bisogno di silenzio per fare i suoi sporchi affari e perché la denuncia pubblica serve a conoscere e quindi isolare coloro che, delinquendo, macchiano il buon nome di tutta la città. E questo è valido sempre, sia quando si parla dello sfruttamento sessuale delle lavoratrici nelle nostre campagne, sia quando si parla delle infiltrazioni della criminalità organizzata nel nostro mercato ortofrutticolo e nel suo indotto, sia quando si parla del fenomeno vergognoso del racket delle aste giudiziarie o del fenomeno dilagante dell’usura, che spesso è anche usura perpetrata dalle banche ai danni degli imprenditori e dei commercianti ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-07-18By Redazione
    7 months ago
  • Mafia, Grasso: “Provenzano ebbe rapporti con il mondo della politica”
    “Provenzano ebbe rapporti esterni alla mafia, con il mondo della politica e dell’imprenditoria, con il mondo degli appalti. Ci sono cose, riferite dai pentiti, che non possono essere riscontrate. La strategia della mafia si sposto’ nel 1993 nel continente, con gli attentati a Costanzo, a Firenze e a Milano. Il culmine fu il fallito attacco ai carabinieri nei pressi dello stadio Olimpico di Roma nel gennaio 1994”. Lo afferma il Presidente del Senato, Pietro Grasso, a Rainews24. Domani sara’ l’anniversario della strage di via D’Amelio. Per Grasso l’uccellino con la testa mozzata rappresenta “un colpo di coda della mafia allo stremo”. The post Mafia, Grasso: “Provenzano ebbe rapporti con il mondo della politica” appeared first on .: La Spia :. contro ogni forma di mafia. ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-07-18By Redazione
    7 months ago
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