La Spia

La Spia – contro ogni forma di mafia

  • Nel netino la vergogna delle corse clandestine dei cavalli. Il video condiviso sui social e i “Caddiddi”
    Sembrano scene da film alla “Fast and Furios”, con strade bloccate da scooter e automobili, invece sono la macabra realtà. Fantini e cavalli che danno vita a corse clandestine, scommesse milionarie, doping esasperato, spesso gestito dalle organizzazioni mafiose. È tutto questo e molto altro il mondo sommerso delle corse dei cavalli gestito dalle mafie che, come si legge nei rapporti della Lav, costituisce la prima voce di ricavi della zoomafia. Da Catania a Palermo, sino a Napoli e poi in Calabria ed in Puglia, la situazione non cambia. LA CORSA DI CAVALLI NEL NETINO E’ un video pubblicato su Facebook con decine di migliaia di visualizzazioni, centinaia di condivisioni ed un numero incalcolabile di “like” quello che viene postato da Salvo Gioliffi. Nel video, come descritto sopra, accade l’inverosimile: siamo, a quanto è dato sapersi dalle immagini, sulla “maremonti”, la strada che da Palazzolo porta a Noto, nel siracusano. Alle prime luci dell’alba, la strada viene bloccata e via alla sfilata di buontemponi in motorino che suonano all’impazzata i clacson per incitare i cavalli. I cavalli, appunto. Sono due le scuderie che, secondo quanto riferiscono i post, si sfidano: da un lato il cavallo “Luchino” (soprannominato anche, in maniera molto blasfema, “Padre Pio”), portabandiera della scuderia “Spinna” Caddiddi. La testimonianza è il post di vittoria (che pubblichiamo sotto) che i Caddiddi pubblicano sul proprio profilo. I “Caddiddi” sono una famiglia tristemente nota nel netino, soprattutto per Sebastiano Restuccia (detto Iano Spinna Caddiddi), già in passato molto reputato vicino capomafia Antonino Pinuccio ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-07-11By Paolo Borrometi
    2 weeks ago
  • FB for children e Comunicare in famiglia
    Il 10 luglio 2017 dalla partnership tra Associazione di promozione sociale FB for children e Comunicare in famiglia nasce una sinergia. Comunicare in famiglia è una pagina di facebook, con più di 36 mila iscritti, che pubblica informazioni, esperienze, idee per la famiglia, l’educazione dei figli e le buone relazioni. Come possiamo aiutare i genitori a educare e far crescere serenamente i propri figli? Questa e altre domande sono il motivo della collaborazione. L’intento dell’unione è quello di diffondere i valori della vita e della solidarietà e diffondere quanti più messaggi a favore della famiglia e per discutere delle cause di difficoltà della crescita dei bambini. FB for children, con l’omonimo gruppo su Facebook composto da più di 20 mila iscritti, ha lo scopo di aiutare tutti i bimbi, dalla loro nascita alla loro adolescenza, che non hanno possibilità di avere il necessario per la loro crescita ( vestiti, giocattoli, accessori scolastici, tempo, un consiglio ed altro utile alla crescita). Comunicare in famiglia, attraverso la pagina facebook ed il sito www.cominicareinfamiglia.it, desidera offrire alcune risposte alle domande che si pone un genitore, un educatore, risposte che provengono da fonti competenti: pedagogisti, psicologi, insegnati, educatori, consulenti familiari. L’ing. Dario Gulino, presidente dell’associazione FB for children: “La collaborazione con Comunicare in famiglia è importante al fine di divulgare ancor più i messaggi a favore della famiglia. Puntiamo a ridurre le difficoltà delle famiglie e i disagi che subiscono i minori, per il bene dei bambini e della socie The post FB for ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-07-10By Redazione
    2 weeks ago
  • Palermo, staccata la testa del busto di Falcone davanti alla scuola dello Zen
    È stata danneggiata la statua di Giovanni Falcone che si trova davanti alla scuola Falcone-Borsellino a Palermo nel quartiere dello Zen. Alla statua è stata staccata la testa e un pezzo del busto è stato usato poi come ariete contro il muro dell’istituto scolastico. Sulla vicenda è stata aperta una indagine. Giò nel 2012  il busto di Giovanni Falcone, all’ingresso principale dell’istituto, era stato stato danneggiato: era stato rotto rotto il naso e scarabocchiata tutta la superficie. I vandali cinque anni, dopo aver danneggiato la statua,  erano entrati da una finestra, complice il sistema di allarme che si era scaricato già il 25 aprile, e hanno scaraventato a terra armadi, cattedre, banchi e sedie. The post Palermo, staccata la testa del busto di Falcone davanti alla scuola dello Zen appeared first on .: La Spia :. contro ogni forma di mafia. ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-07-10By Redazione
    2 weeks ago
  • Polizia stradale arresta due rumeni per furto d’auto
    Nella giornata di ieri, Domenica 9 luglio 2017, personale della Polizia stradale di Ragusa con l’ausilio di una volante del Commissariato di Vittoria ha proceduto all’arresto di due persone di nazionalità rumena, responsabili  di furto aggravato di un’autovettura Fiat Panda. In particolare, nel pomeriggio di ieri, verso le ore 14,30, durante un servizio di pattugliamento sulla SS 514, gli agenti della Stradale ricevevano una nota dalla Sala operativa della Questura di Ragusa di un furto appena consumato di un’autovettura Fiat Panda in località Comiso. A seguito dell’avviso, gli operatori decidevano di effettuare un’attenta vigilanza nei paraggi, nel tentativo di intercettare l’autovettura rubata poco prima. Giunti nei pressi del km 15 della SS 514 intercettavano il veicolo oggetto del furto che procedeva in direzione di Catania; gli occupanti del veicolo, con manovra repentina, invertivano la marcia per cui gli agenti si ponevano all’inseguimento dell’autovettura e dopo vari tentativi riuscivano a bloccarli. I due venivano identificati per: STAN SERGIU ION nato in Romania il 05/03/1984, IVAN COV MARIN nato in Romani il 30/01/1978, entrambi con diversi precedenti penali e residenti in provincia di Ragusa. Durante i controlli interveniva sul posto in ausilio anche personale del Commissariato di Vittoria che permetteva di perquisire i soggetti e di porli in stato di arresto per Furto in flagranza aggravato, in concorso. Inoltre,  il conducente STAN SERGIU ION, presentando sintomi da abuso di alcol, veniva sottoposto all’alcoltest e trovato positivo, motivo per cui veniva denunciato anche per guida in stato d’ebrezza. I due ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-07-10By Redazione
    2 weeks ago
  • Dall’uccisione di bambini e donne ai tradimenti: il falso ‘onore’ delle mafie fino ai boss Trigila, Ventura e Monaco
    Codici d’onore, uomini d’onore, “la mafia non tocca donne e bambini“, “i mafiosi hanno regole ferree”, “i mafiosi non tradiscono“, “Non si guardano mogli di amici nostri”, “Si deve portare rispetto alla moglie”. E poi ancora: “Non può entrare in Cosa nostra chi ha un parente stretto nelle varie forze dell’ordine”, “chi ha tradimenti sentimentali in famiglia”, e “chi ha un comportamento pessimo e che non tiene ai valori morali”. Sono tutti falsi miti, falsi luoghi comuni. Molte di queste “regole” sono state ritrovate, ad esempio, nel decalogo del “perfetto mafioso” che nel 2007 gli inquirenti avevano sequestrato tra i documenti del boss Salvatore Lo Piccolo. Nulla di più falso anzi, nulla di più drammaticamente falso. Spesso, ancora oggi, si sente parlare di “regole degli uomini d’onore”. Questi “uomini” non hanno né regole, né onore. Eppure le vittime innocenti delle mafie (LEGGI TUTTI I NOMI) sono più di 900. I BAMBINI UCCISI DALLE MAFIE Basti pensare alle 108 bare bianche disseminate dalle mafie da Nord a Sud. Bambini, alcuni anche neonati, uccisi a freddo con un colpo di pistola, colpiti da esplosioni e proiettili con la sola colpa di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Ma anche sequestrati, dati in pasto ai maiali, sciolti nell’acido e bruciati. La vittima più piccola si chiama Caterina Nencioni, di soli 53 giorni, uccisa con la sorella Nadia, di otto anni, nell’esplosione di via dei Georgofili a Firenze del 1993. Valentina Guarino, invece, aveva solo sei mesi quando è stata colpita da una raffica di proiettili, ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-07-10By Paolo Borrometi
    2 weeks ago
  • La buona politica non è un “prodotto da serra”
    Alla preselezione del concorso pubblico per 800 cancellieri, indetto dal Ministero della Giustizia, si sono presentate diverse decine di migliaia di persone, secondo qualcuno addirittura 60.000.  Immaginate un attimo: l’intera popolazione di Modica animata dalla speranza di entrare a far parte di una ristretta comunità di lavoratori paragonabile, per numero, ad una piccola parrocchia di periferia. E non pensiate che questo sia un fenomeno eccezionale o giustificato solo dalla portata nazionale del concorso! Ed infatti, proprio in questi giorni la ditta appaltatrice del servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani di Modica è impegnata nella selezione di personale, per una decina di unità, da destinare nel proprio organico, anche in vista dell’inizio della raccolta differenziata. Bene, per questi pochi posti di lavoro hanno presentato il curriculum in centinaia, secondo qualcuno addirittura mille persone. Mi dicono che la ditta ha dovuto fare una prima importante scrematura, individuando una sessantina di potenziali lavoratori e nei prossimi giorni dovrà scegliere, tra questi, i pochi più fortunati. Alle spalle di questi fatti, citati solo a titolo di esempio, c’è un problema sociale allarmante, che manifesta la grandissima necessità di lavoro rispetto alla quale, però, non corrisponde un numero altrettanto proporzionato di offerta occupazionale. Ovviamente, in un simile stato di cose, il potere contrattuale dei lavoratori diventa estremamente debole, come accadeva cinquanta, cento anni fa, oltre che facile preda di una cultura clientelare, tipica della peggiore e più indegna classe politica italiana (tutt’altro che scomparsa dopo tangentopoli e dopo la fine della prima repubblica). ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-07-09By Antonio Ruta
    3 weeks ago
  • Vittoria, tentato omicidio: Polizia arresta un 36enne
    La Polizia del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Vittoria lo cercava da mesi; da quando il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia della Direzione Centrale della Polizia Criminale aveva comunicato la possibilità che il ricercato si trovasse in zona. La corrispondenza tra gli Uffici era continuata nel corso dei mesi ma di SANDU Costica, rumeno di 36 anni, condannato in Romania dal Tribunale di Neamt alla pena di cinque anni di reclusione perché ritenuto responsabile del reato di tentato omicidio commesso in patria la notte del 21 giugno 2013 si erano perse le tracce. Le autorità romene avevano spiccato un MAE (mandato di arresto europeo) e la Polizia Giudiziaria, in possesso delle sue fotosegnaletiche non ha mai smesso di cercarlo. Poco si sapeva sul suo conto, oltre le foto, anche che suonasse in una band musicale. Ieri pomeriggio i poliziotti hanno fatto irruzione in una casa del centro storico a Vittoria dove negli ultimi giorni si erano concentrate le ricerche perché si era accertato che vi abitassero alcuni suoi familiari. L’uomo è stato trovato e non ha opposto resistenza. Condotto in Commissariato si è proceduto al fotosegnalamento di Polizia Scientifica al fine di accertare mediante la comparazione delle impronte dattiloscopiche la sua identificazione certa. Ottenuto il responso positivo sono stati attivati i canali della cooperazione internazionale ed eseguite le formalità necessarie si è proceduto all’arresto di iniziativa. SANDU Costica è stato portato in carcere a Ragusa e messo a disposizione del Presidente della Corte di Appello ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-07-08By Redazione
    3 weeks ago
  • 157 anni, 9 mesi e 20 giorni di carcere: storica sentenza della Corte d’Appello di Catania per l’operazione “Agnellino”
    157 anni, 9 mesi e 20 giorni di carcere. E’ questa la storica sentenza della Corte d’Appello di Catania sulle persone coinvolte nell’operazione della Polizia di Ragusa dell’aprile del 2014, coordinata dalla dottoressa Valentina Sincero della Procura Distrettuale Antimafia di Catania. La sentenza della Corte d’Appello riforma quella di primo grado, accogliendo pressoché in toto le tesi accusatorie della Procura. In appello, la sentenza emessa dal Gup di Catania, Santino Mirabella, il 29 giugno dello scorso anno, aveva inflitto condanne per 96 anni e 4 mesi. L’operazione antidroga prese il nome di “Agnellino” dal momento che con questo termine alcuni degli imputati, che svolgevano attività di pastorizia, indicavano un chilo di droga con il linguaggio in codice tra loro. I condannati sono: Firrisi Emanuele, anni 22 e mesi 6 Bellassai Corrado, anni 11 e mesi otto Boschi Pieruccio, anni 14 e mesi 4 Cangialosi Rita, anni quattordici, mesi 6 e giorni 20 Errigo Giovanni, anni 14, mesi 6 e giorni 20 Ferrante Antonino, anni venti Firrisi Michele, anni dieci e mesi quattro Incremona Salvatore, anni dieci e mesi quattro Lauretta Giuseppe anni nove Occhipinti Sebastiano, anni otto Saccone Giuseppe, anni otto XeKa Sheptim, anni otto, mesi dieci e giorni venti Xeka Yber, anni tre, mesi dieci e giorni venti I poliziotti della Squadra Mobile di Ragusa insieme con quelli del Commissariato di Comiso, durante le investigazioni, avevano delineato anche il modus operandi del gruppo. Nello specifico l’organizzazione si riforniva ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-07-08By Paolo Borrometi
    3 weeks ago
  • Palermo, minacce al giudice Nicola Aiello e al giornalista Salvo Palazzolo
    Dopo la croce disegnata sulla porta dell’ufficio del gup Nicola Aiello due giorni fa, nuove minacce a lui e al giornalista di Repubblica, Salvo Palazzolo. Stamattina è stata recapitata per posta in redazione a Palermo una lettera anonima scritta al pc con minacce al nostro cronista e al pm. Nella missiva indirizzata a lui al giornale si intima di “finirla cu Borgo Vecchio” e di dire a “Nicola Aiello di tenersi basso a settembre”. In autunno verrà infatti pronunciata la sentenza del processo scaturito dall’operazione Panta rei sulle cosche palermitane. Il processo si svolge in abbreviato davanti al gup Aiello. La Procura di Caltanissetta ha aperto un’indagine sull’intimidazione. I pm della Procura nissena lunedì prossimo sentiranno Nicola Aiello e Salvo Palazzolo. (FONTE: REPUBBLICA) “Condannando questo vile episodio – dice il presidente dell’Unci Sicilia, Andrea Tuttoilmondo – rivolgo al collega Salvo Palazzolo il mio personale abbraccio e l’auspicio che un simile gesto non fermi la sua preziosa attività professionale”. Anche l’Ordine dei giornalisti di Sicilia esprime “la più piena solidarietà” a Salvo Palazzolo “nella certezza che il tentativo di intimidirlo sarà da lui completamente ignorato e che continuerà a fare il suo lavoro senza risentire di condizionamenti. Gesti come quelli indirizzati contro Salvo sono dettati, infatti, dal livore e dai timori nutriti nei confronti dei cronisti, che non sono mai da soli, perché hanno al proprio fianco le testate per cui scrivono e tutti i colleghi che condividono la stessa voglia di informare e di fare sempre e comunque il proprio dovere”. La più totale ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-07-08By Redazione
    3 weeks ago
  • Mafia, confiscato impero da 300 mln agli eredi di Salvatore Buttitta, il ‘re delle cave’
    Sigilli all’impero del ‘re delle cave’. I carabinieri del Gruppo di Monreale hanno dato esecuzione al decreto di confisca di beni per 300 milioni di euro, emesso dalla Sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Palermo, nei confronti degli eredi di Salvatore Buttitta, “il re delle cave” di Bagheria, deceduto il 12 agosto 2008. La misura e’ scattata a seguito delle indagini del Nucleo Investigativo di Monreale, che hanno portato alla cattura dell’allora latitante Salvatore Rinella, avvenuta il 6 marzo 2003, capo del mandamento mafioso di Trabia; all’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare il 16 febbraio 2006 da parte del Gip di Palermo, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, che ha consentito di smantellare la cosca trabiese con l’arresto di numerosi affiliati e favoreggiatori. Come riferito dai collaboratori di giustizia Angelo Siino, Giacomo Greco e Antonino Giuffre’, Buttitta, benche’ non formalmente affiliato a Cosa nostra, era personaggio legato a Bernardo Provenzano, nel cui interesse svolgeva l’attivita’ imprenditoriale. Sulla scorta delle indagini patrimoniali svolte dai carabinieri del Gruppo di Monreale, che, tra il 2007 ed il 2013 hanno individuato e sottoposto a sequestro gran parte del patrimonio, si e’ giunti alla confisca dell’ingente patrimonio mobiliare ed immobiliare comprendente 2.300 particelle catastali riferite ad unita’ immobiliari nei comuni di Altavilla Milicia, Altofonte, Bagheria, Belmonte Mezzagno, Bolognetta, Caccamo, Casteldaccia, Santa Cristina Gela, Santa Flavia, Termini Imerese, Trabia, Palermo e Polizzi Generosa; 9 societa’ attive nei settori, dell’agricoltura, edile, del trasporto; 81 automezzi, mezzi d’opera e di cantiere; 29 conti correnti; 8 libretti di ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-07-08By Redazione
    3 weeks ago
  • Da Emanuela a Maria Concetta, i nomi delle 157 donne uccise dalle mafie
    La prima fu Emanuela Sansone, 17 anni, figlia d’una bettoliera di Palermo. L’ammazzarono come s’ammazza un cane, due giorni dopo Natale, il 27 dicembre del 1896, perché pensavano che la madre avesse denunciato dei mafiosi per fabbricazione di banconote false. L’ultima, in un elenco dell’orrore destinato purtroppo ad allungarsi, è stata Maria Concetta Cacciola, 31 anni, figlia del boss di Rosarno: aveva provato a ribellarsi al destino, s’era pentita, poi era tornata indietro. Il 22 agosto del 2011 è entrata in bagno, ha preso una bottiglia di acido muriatico, quelle che vendono nei supermercati, e l’ha mandata giù tutta. Suicida. Anzi, no. Suicidata. Eccole qui le donne ammazzate da mafia, camorra, ‘ndrangheta e sacra corona. Sono 157. E le loro storie, adesso, sono raccolte in un dossier dell’associazione «daSud» dal titolo Sdisonorate. Un elenco per non dimenticare. Ma, soprattutto, per «sfatare l’assurda credenza che i clan, in virtù di un presunto codice d’onore, non uccidano le donne». Le uccidono eccome. «Sono morte per l’impegno politico, sono state suicidate, sono state oggetto di vendette trasversali, sono rimaste incastrate in una situazione familiare e mafiosa da cui non sono riuscite a uscire». Il tratto comune a tutte è da brividi: «Sono definite intoccabili, eppure proprio questa è la ragione per cui vengono prese di mira». LA STRAGE – Come Emanuela. E come tutte le altre. Angela Talluto, un anno, uccisa a Montelepre il 7 settembre del ’45 dal bandito Salvatore Giuliano. Margherita Clesceri, Vincenza Spina e Eleonora Moschetto, tutte morte nella strage di ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-07-07By Redazione
    3 weeks ago
  • Comiso, Carabinieri arrestano spacciatore
    Nel corso del pomeriggio di ieri, a Comiso, i Carabinieri della locale Stazione hanno effettuato numerose perquisizioni, personali e veicolari, finalizzate a contrastare attivamente la detenzione e lo spaccio di sostanza stupefacente nel territorio di competenza, specie tra i giovani e nei luoghi di loro principale aggregazione. In tale ottica, l’intenso lavoro, in stretta collaborazione con la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa ha consentito, in occasione di mirata attività, di trarre in arresto un cittadino tunisino cl. 86, A. A.. Sull’uomo pendeva un provvedimento limitativo della libertà personale emesso dalla Procura procedente, che impone di scontare la pena residua di un anno e quattro mesi di reclusione, dal momento che è stato giudicato colpevole di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, reato commesso in territorio comisano nel febbraio 2015. Al termine delle formalità di rito espletate presso la caserma di via Sciascia, il giovane è stato sottoposto alla detenzione domiciliare presso la propria abitazione e messo a disposizione della competente Autorità Giudiziaria per i provvedimenti del caso. The post Comiso, Carabinieri arrestano spacciatore appeared first on .: La Spia :. contro ogni forma di mafia. ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-07-07By Redazione
    3 weeks ago
  • Processo per le minacce al giornalista Borrometi, sentenza il 14 febbraio
    Tutti gli imputati del processo per minacce e diffamazione a mezzo social network al giornalista Paolo Borrometi, collaboratore Agi e direttore della testata di inchiesta giornalistica “Laspia.it”, hanno chiesto il rito abbreviato. L’udienza a carico di Venerando Lauretta, Riccardo Lauretta, Alessandro Bellante e Francesca Luana Campailla, accusati di diffamazione a mezzo social network, e Ivan Lo Monaco a cui si aggiunge anche l’imputazione per minacce, si e’ celebrata stamattina davanti al giudice monocratico, Vincenzo Saito presso il Tribunale di Ragusa. La pubblica accusa era rappresentata dal Pm Nadia Campo. I fatti si riferiscono al 13 e 14 aprile del 2015 quando Borrometi pubblico’ un articolo/inchiesta sul mercato ortofrutticolo di Vittoria che vedeva il coinvolgimento di Venerando Lauretta e sull’arresto di Mario Campailla. A seguito della pubblicazione degli articoli, Borrometi, venne pesantemente offeso e minacciato. Il collegio difensivo e’ composto dagli avvocati Maurizio Catalano, Giovanni Mangione, Alessandro Simonelli e Enrico Cultrone. Ad Ivan Lo Monaco, viene contestata anche la recidiva mentre a Venerando Lauretta la recidiva reiterata infraquinquennale. Il decreto di citazione diretta a giudizio risale al 19 settembre del 2016 ed e’ firmato dal sostituto procuratore Gaetano Scollo. L’udienza per la discussione delle parti e la sentenza, e’ stata fissata per il 14 febbraio del 2018. (FONTE: AGI) The post Processo per le minacce al giornalista Borrometi, sentenza il 14 febbraio appeared first on .: La Spia :. contro ogni forma di mafia. ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-07-07By Redazione
    3 weeks ago
  • Tutte le vittime bambini della Mafia: l’elenco
    Uccisi per vendetta, uccisi per non lasciare testimoni, uccisi  per caso. Uccisi, infine, quando si erano appena affacciati alla vita, quando erano ancora bambini o preadolescenti. Sono le vittime dimenticate della Mafia. Quella  Mafia che per anni e decenni ha raccontato a tutti che c’è un codice d’onore che vieterebbe ai suoi affiliati di uccidere i bambini. Che loro non uccidono i minori. Ricordare i loro nomi, nel giorno della Giornata Nazionale delle Vittime di Mafia, è un modo per non dimenticare, anche e soprattutto in tempi di apparente pax mafiosa, quando gli anticorpi si allentano e tutto sembra tornare a un velenosa normalità. L’Italia è il Paese che, quando la mafie non uccidono, non esistono. Oggi, nelle piazze italiane, da Nord a Sud, c’erano complessivamente 350 mila persone, a chiedere tutti nuove politiche di contrasto alla criminalità organizzata e ricordare il dovere della memoria. 1) CLAUDIO DOMINO 7 ottobre 1986. Claudio Domino, undici anni, è con un amichetto a san Lorenzo a Palermo, a pochi metri dalla cartolibreria della madre. Una moto accosta. Il motociclista lo chiama per nome. Claudio si avvicina. Nemmeno il tempo di chiedere cosa voglia, e l’uomo gli conficca un proiettile in fronte, lasciando sul volto del bimbo – avrebbero raccontato le cronache – un’espressione incredula, come di chi non capisce il perché. I boss nell’aula bunker per il maxiprocesso – Giovanni Bontade e  Pippo Calò –  prendono subito le distanze da quel delitto  insensato e crudele.  I carabinieri brancolano. Poi, la svolta, grazie a un pentito: Claudio ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-07-06By Redazione
    3 weeks ago
  • Inchiesta sugli “Invisibili: la vita e il lavoro nel ragusano, su Radio Karis
    Inchiesta sugli “Invisibili: la vita e il lavoro nella fascia trasformata del Ragusano tra Marina di Acate e S.Croce Camerina”. L’Inchiesta di Radio Karis, in collaborazione con Progetto Presidio e Caritas Diocesana di Ragusa, andrà in onda da lunedì 3 a venerdì 7 luglio e da lunedì 10 a venerdì 14 luglio alle ore 10.30 sulle frequenze FM 87.8 e 99.3. The post Inchiesta sugli “Invisibili: la vita e il lavoro nel ragusano, su Radio Karis appeared first on .: La Spia :. contro ogni forma di mafia. ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-07-06By Redazione
    3 weeks ago
  • Modica, circonvenzione ad anziani: in manette il 55enne Alfonso Buonaurio
    Aveva approfittato dello stato di solitudine di alcune signore anziane (per il momento accertate 2 vittime), ed era riuscito ad instaurare con loro un rapporto di fiducia tale da farsi perfino ospitare nella stessa casa e le aveva indotte a versare sul suo conto corrente o in contanti ingenti somme di denaro, anche simulando la necessità di interventi d’urgenza per gravi motivi di salute. Per questo motivo i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Modica hanno arrestato il 55enne Alfonso Buonaurio, napoletano, già noto alle forze di polizia, nei suoi confronti il G.i.p. del Tribunale di Ragusa ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per circonvenzione di incapace in concorso con altri soggetti non ancora identificati. Le indagini sono scattate da alcune segnalazioni ricevute dai Carabinieri da parte di alcuni direttori di istituto di credito circa movimenti sospetti sui conti delle vittime e dalla conoscenza che i militari dell’Arma hanno avuto, nel corso dei servizi esterni, dei comportamenti truffaldini tenuti dall’indagato in danno di soggetti anziani. I Carabinieri, dunque, hanno provveduto subito ad analizzare i movimenti bancari delle due vittime nonché a sentire i familiari di queste ultime, riuscendo così a quantificare parte delle somme lucrate dall’uomo, grazie anche a copiosa documentazione acquisita da una delle anziane, in particolare diverse cambiali non valide firmate dall’indagato, per un valore di oltre un milione di euro. Il modus operandi del 55enne era sempre lo stesso, abusando dello stato di inferiorità psichica delle vittime, prima ne riusciva ad ottenere la fiducia, ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-07-06By Redazione
    3 weeks ago
  • Avola, estorsioni ed armi: Carabinieri arrestano Paolo Zuppardo e Giuseppe Capozio
    Paolo Zuppardo e Giuseppe Capozio, da tempo facevano estorsioni, servendosi di armi e della forza d’intimidazione. L’abbiamo scritto più volte, l’ultima appena ieri, invocando più volte il loro arresto per porre fine a questi odiosi reati su Avola. Questa notte i Carabinieri di Noto, dopo attente indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, li hanno tratti in arresto. Un vero giorno di liberazione per Avola. L’ordinanza di misura cautelare è emessa dal Gip del Tribunale di Catania per i reati di tentata estorsione in concorso e detenzione e porto illegale di arma. Appena ieri, dopo una serie di articoli (LEGGI), scrivevamo che Paolo Zuppardo è un “criminale sfrontato che si occupa di droga (insieme a Carbè), intimidazioni ed estorsioni (insieme a Capozio) e già coinvolto in diverse operazioni di Polizia”. Zuppardo, fra le altre cose, si sarebbe dovuto sposare fra qualche giorno. Giuseppe Capozio, invece, classe 1986, è il genero del boss in galera Toninu u Scoppiu, cioè Antonino Campisi, che è ininterrottamente detenuto dal 1993 e sta scontando una condanna definitiva all’ergastolo, quale affiliato al clan Trigila ed autore di diversi omicidi. Capozio, ha sposato la figlia Monica e ha già riportato una condanna definitiva per detenzione di armi. IL COMUNICATO STAMPA DEI CARABINIERI In data odierna, all’esito di indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania nel settore delle estorsioni ad attività economiche, i Carabinieri della Compagnia di Noto hanno eseguito un’ordinanza di misura cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Catania ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-07-06By Paolo Borrometi
    3 weeks ago
  • Sul caso della ditta E.F. di Guglielmino interviene “Articolo Uno”: “Ore difficili per Vittoria”
    “E’ di queste ore l’ufficialita’ della “Interdittiva antimafia” del Prefetto comminata alla E.F. di Misterbianco che ha in affidamento temporaneo  ( soggetto a due proroghe ) il servizio della raccolta dei rifiuti in citta’. Siamo stati i soli a denunciare fin dal mese di gennaio del 2017 le anomalie  e le violazioni amministrative  relative alle due   proroghe dell’incarico  del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani  alla Ditta E.F.,  con la  contestuale variazione del capitolato d’appalto, concesse alla predetta Ditta, la quale era stata, con nostro evidente stupore, unica concorrente nel procedimento iniziale di affidamento”. Lo hanno affermato, in una nota, Francesco Aiello e Giuseppe Fiorellini, Coordinatori di “Articolo Uno”. “L’attuale Amministrazione ha disatteso l’obbligo di avviare e definire  il bando di gara settennale, venendo  meno ad un impegno preso con i cittadini in campagna elettorale e in aperta violazione  della norma che obbliga a procedere alla attivazione della raccolta differenziata  attraverso bando pubblico settennale. Attraverso due proroghe concesse alla Ditta E.F. di Misterbianco, sulla quale pesavano precedenti seri in materia di “interdittiva antimafia”,  che aveva vinto, alla fine della precedente  amministrazione,  un bando, ma  quale unico partecipante alla gara,  l’Amministrazione comunale ha modificato il precedente contratto  senza una regolare gara, adeguata all’obiettivo, introducendo per decisione amministrativa, in maniera burocratica, senza una calibratura specifica del rapporto  mezzi-uomini-servizi e senza la necessaria progressivita’ delle procedure esecutive dei nuovi servizi,  il sistema di raccolta tradizionale con la cosidetta “differenziata porta a porta”, sottoponendo l’igiene urbana in tutto il territorio a uno ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-07-06By Redazione
    3 weeks ago
  • Mafia, ucciso per il furto a Salvatore Lombardo, fedelissimo di Messina Denaro: 2 arresti
    I Carabinieri del Comando provinciale di Trapani e poliziotti delle questure di Trapani e Palermo, con il supporto del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato e del Ros, coordinati dalla Dda di Palermo, hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altri due responsabili nell’omicidio di Salvatore Lombardo, avvenuto a Partanna (Trapani) il 21 maggio 2009. Era stato attirato in un bar dove e’ stato ammazzato dai killer di Cosa nostra perche’ ritenuto responsabile del furto di un camion di merce destinato al supermercato di Domenico Scimonelli, gia’ arrestato con l’accusa di essere elemento centrale degli interessi economici del superlatitante Matteo Messina Denaro. I particolari saranno forniti durante la conferenza stampa che si terra’ oggi alle 12 presso la Palazzina “M” della Procura di Palermo, presieduta dal procuratore aggiunto Paolo Guido. The post Mafia, ucciso per il furto a Salvatore Lombardo, fedelissimo di Messina Denaro: 2 arresti appeared first on .: La Spia :. contro ogni forma di mafia. ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-07-06By Redazione
    3 weeks ago
  • Mafia, smantellata ‘cellula’ catanese a Messina: 30 arresti
    Blitz antimafia dei carabinieri. Colpita una cellula di Cosa nostra catanese. Trenta le persone arrestate. I militari del Ros e del comando provinciale di Messina, coadiuvati da elicotteri e unita’ cinofile, sono stati impegnati nell’esecuzione di un provvedimento cautelare, emesso dalla locale procura distrettuale per associazione mafiosa, estorsione, trasferimento fraudolento di valori, turbata liberta’ degli incanti, esercizio abusivo dell’attivita’ di giochi e scommesse, riciclaggio e reati in materia di armi. le indagini hanno consentito di accertare, per la prima volta, l’operativita’ su Messina di una cellula di Cosa nostra catanese, diretta emanazione della cosca mafiosa dei Santapaola. Documentati gli interessi nel settore immobiliare e degli appalti pubblici, in particolare le collusioni con funzionari dell’amministrazione comunale messinese per l’acquisizione di immobili da adibire successivamente ad alloggi popolari. Evidenziati anche illeciti interessi nel settore delle scommesse calcistiche, dei giochi on line e delle corse clandestine dei cavalli. I particolari saranno forniti alle 11 presso il comando provinciale carabinieri di Messina. Mafia: mani su Messina, tra arrestati funzionari e imprenditori  Le mani di Cosa nostra su Messina. E’ quanto emerge dall’operazione “Beta” dei carabinieri del Ros e del comando provinciale che ha smantellato una celluta catanese di Cosa nostra, con l’arresto di 30 persone. L’indagine coinvolge esponenti della societa’ che conta: professionisti, l’ex presidente dei costruttori di Messina, imprenditori, titolari di societa’, funzionari del Comune: tutti connessi, spiegano gli investigatori, “a un disegno di gestione di interessi economici illeciti contrassegnati da riservatezza e reciproca affidabilita’”. Il blitz e’ scattato nelle provincie di Messina, ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-07-06By Redazione
    3 weeks ago
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