La Spia

La Spia – contro ogni forma di mafia

  • ‘Ndrangheta, 169 arresti in tutta Italia e in Germania. Anche il presidente della provincia di Crotone, Nicodemo Parrilla
    Una holding criminale in grado di schiacciare il crotonese e asfissiare diversi laender in Germania. È questa la rete costruita nel tempo dal clan Farao-Marincola di Cirò Marina, disarticolata oggi dalla Dda di Catanzaro con una maxioperazione da 169 arresti nell’ambito della quale sono stati sequestrati beni per 50 milioni di euro. Su richiesta del procuratore capo Nicola Gratteri, i carabinieri del Ros e del comando provinciale di Crotone hanno arrestato non solo capi e gregari del clan che ha fatto di Cirò il proprio feudo, ma anche tre sindaci della zona e il presidente della provincia di Crotone, Nicodemo Parrilla. Secondo le prime indiscrezioni, tutti sarebbero accusati di aver stretto rapporti fin troppo cordiali con i Farao-Marincola, cui avrebbero garantito appalti e prebende in cambio di sostegno elettorale. Tredici persone sono state arrestate in Germania grazie alla collaborazione della Dda catanzarese con tre diverse procure tedesche. Storicamente presenti in Baden-Württemberg, Renania Settentrionale-Vestfalia e in Sassonia, i Farao-Marincola – hanno scoperto gli investigatori – erano riusciti a strutturare un’ampia rete commerciale in grado di imporre a ristoranti e pizzerie l’acquisto di diversi prodotti del crotonese, dalla pasta per la pizza al vino di Cirò. Ma queste non erano le uniche attività economiche dei Farao-Marincola. Dalla raccolta dei rifiuti ai servizi funebri, passando per la gestione di innumerevoli appalti pubblici, il clan aveva allungato i propri tentacoli su diversi, remunerativi settori. Di fatto – emerge dall’inchiesta – poteva contare su una vera e propria holding criminale, ramificata anche in Nord e ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2018-01-09By Redazione
    3 months ago
  • Mafia, Procura di Caltanissetta confisca beni per 3 milioni di euro a Filippo Sciascia e Giuseppe Castiglione
    Beni per circa 3 milioni di euro sono stati confiscati questa mattina dal centro operativo della Direzione Investigativa Antimafia di Caltanissetta in esecuzione di due decreti di confisca emessi dal Tribunale della citta’ nei confronti dell’imprenditore Filippo sciascia, 71enne di Gela (CL) e di Giuseppe Castiglione, 72enne di Vallelunga Pratameno (CL). Dalle indagini della D.I.A. sarebbero emersi il profilo e la caratura criminale di Sciascia, persona, secondo gli inquirenti, vicina a “Cosa nostra”, in particolare al boss capomafia gelese Daniele Emmanuello, deceduto nel 2007 dopo una lunga latitanza, che lo riteneva capace di infiltrarsi negli affari orbitanti intorno al petrolchimico di Gela, tanto da costituire societa’ ad hoc solo formalmente intestate a terzi, ma risultate riconducibili allo stesso Sciascia. Lo spessore criminale di Castiglione sarebbe stato invece stato confermato da diversi collaboratori di giustizia che lo hanno indicato come coinvolto in alcuni omicidi avvenuti nei primi anni Ottanta e, come collettore di attivita’ estorsive per conto della famiglia mafiosa di “Cosa nostra” riconducibile a Giuseppe “Piddu” Madonia. Con il provvedimento di oggi, oltre ad essere stata applicata la sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con l’obbligo di soggiorno per la durata di tre anni, sono state confiscate a sciascia quote e compendi aziendali di tre societa’ di Gela; a Castiglione, invece, sono state definitivamente confiscate due imprese individuali di servizi di pompe funebri, un fabbricato e 23 tra rapporti bancari e postali. The post Mafia, Procura di Caltanissetta confisca beni per 3 milioni di euro a Filippo Sciascia e Giuseppe Castiglione ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2018-01-09By Redazione
    3 months ago
  • Mafia: manca contraddittorio, inutilizzabili accuse del pentito morto Lorenzo Cimarosa
    Le dichiarazioni del collaboratore morto a causa di una grave malattia sono inutilizzabili, perche’ proprio la gravita’ del male avrebbe dovuto spingere il pubblico ministero a sentirlo in contraddittorio con le persone accusate, prima del possibile decesso. E’ questo il principio applicato dalla quarta sezione della Corte d’Appello di Palermo, che ha accolto le tesi difensive di Calogero Giambalvo, ex consigliere comunale di Castelvetrano (Trapani), accusato di collusioni con il superlatitante Matteo Messina Denaro. Ad essere dichiarati non utilizzabili sono i verbali resi il 22 gennaio e il 16 febbraio del 2016 da Lorenzo Cimarosa, cugino del capomafia e colpito da un tumore che gli fu diagnosticato in quegli stessi giorni. La malattia poi lo porto’ al decesso, avvenuto l’8 gennaio dell’anno scorso, e il procuratore generale, secondo il collegio presieduto da Mario Fontana, avrebbe dovuto garantire a Giambalvo (assolto in primo grado e oggetto di ricorso da parte della pubblica accusa) la possibilita’ di interloquire, attraverso i propri legali, con un’anticipazione del dibattimento. Il pg cioe’, secondo i giudici, avrebbe dovuto ricorrere a un “incidente probatorio”. Calogero Giambalvo, detto Lillo, era stato ascoltato dalle microspie mentre tesseva le lodi di Messina Denaro, ma contro di lui l’accusa di associazione mafiosa era caduta, nel processo Eden 2, celebrato col rito abbreviato dal Gup del Tribunale di Palermo Fernando Sestito, il 16 dicembre 2015. La Corte ha adesso accolto e fatto proprie le osservazioni avanzate dagli avvocati Roberto Tricoli, Massimiliano Miceli e Enzo Salvo: “Il pm – argomenta ora il collegio ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2018-01-09By Redazione
    3 months ago
  • A Vittoria il 1° trofeo “Il buon samaritano”: vince l’integrazione
    Quando nello sport vincono l’integrazione e i valori dell’accoglienza e del rispetto. Si è svolta domenica 7 gennaio a Vittoria la gara podistica “IL BUON SAMARITANO” – Una corsa per Integrare organizzato dalla fondazione “Il buon Samaritano” e con la collaborazione tecnico-sportiva della Barocco Running di Ragusa del presidente Giorgio Platania. La manifestazione sportiva ha chiuso il ciclo di eventi inseriti nel programma con il tema “Uniti nella diversità” organizzato dalla fondazione “Il buon samaritano “ e la parrocchia Spirito Santo in cui si è voluto fortemente sottolineare lo scopo e il fine ultimo degli eventi: il superamento degli stereotipi, di ogni forma di pregiudizio e di razzismo, della diversità quale momento di dialogo tra culture diverse, di arricchimento e occasione di unità. A tagliare per primo il traguardo, l’atleta azzurro Giuseppe Gerratana del C.S. Aeronautica Militare con il tempo di 30’33”, mentre per il podio femminile ha vinto Margaret Cotrin dell’A.S.D. No al Doping in 40’20”. Circa 70 atleti tesserati Fidal insieme agli ospiti dei centri di accoglienza sono partiti dal piazzale antistante alla chiesa Spirito Santo e poi via per le strade del quartiere Forcone su un circuito di due chilometri percorso cinque volte, per un totale di dieci km. The post A Vittoria il 1° trofeo “Il buon samaritano”: vince l’integrazione appeared first on .: La Spia :. contro ogni forma di mafia. ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2018-01-08By Salvo Vassallo
    4 months ago
  • Ragusa, rissa nella notte dell’Epifania: I Carabinieri arrestano sei persone
    Una violenta rissa ha scosso, nella notte tra il 6 e il 7 gennaio, una discoteca del ragusano. Grazie al pronto ed immediato intervento dei Carabinieri, la rissa è stata sedata e sono stati individuati i responsabili. Sei di loro sono stati arrestati e sottoposti ai domiciliari. Si tratta di 2 gelesi e 4 albanesi tutti dell’età compresa tra i 19 e i 28 anni. I protagonisti, tra i quali alcuni con precedenti di polizia, si sono affrontati con tirapugni e coltelli. Al momento i Carabinieri ipotizzano che all’origine della rissa ci possa essere stato un apprezzamento nei confronti di una ragazza, a seguito del quale, è nata un’accesa discussione degenerata rapidamente. I giovani sono stati medicati presso gli ospedali di Ragusa e Vittoria. Ad avere la peggio un giovane che  ha subito la perforazione a seguito di arma da taglio di un polmone. E’ stato lui a riportare le conseguenze peggiori, anche se per fortuna non è in pericolo di vita. Anche gli  altri giovani sono rimasti feriti nella rissa riportando ferite al volto e alla testa. I responsabili, dunque, al termine delle formalità, venivano tratti in arresto e posti ai domiciliari in attesa di giudizio, su disposizione del PM della Procura di Ragusa, Dottor SODANI. I Carabinieri della Compagnia di Ragusa, sono impegnati, quotidianamente, in servizi preventivi mirati a garantire la sicurezza e l’incolumità pubblica. In questi giorni infatti sono stati intensificati i controlli nei principali centri di attrazione della città iblea, tra i quali locali, pub, bar. ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2018-01-08By Redazione
    4 months ago
  • Ragusa, i risultati della Questura nel 2017 presentati dal Questore La Rosa
    Presentati dal Questore di Ragusa, Salvatore La Rosa, i risultati dell’attività del 2017 della Polizia. AREA IMMIGRAZIONE Nell’ambito delle attività svolte dall’Ufficio Immigrazione, durante lo scorso anno, emerge una differenza dei dati statistici relativi agli sbarchi. In particolare, a decorrere dal mese di agosto si è registrata una diminuzione del numero di sbarchi, ma soprattutto un significativo calo del numero di migranti sbarcati. Ed invero, a dicembre 2017 il numero complessivo di sbarchi si è assestato a 57, 3 in meno rispetto all’anno precedente, mentre il numero complessivo dei migranti approdati – e trattati – è stato di 12.010 contro i 19.000 del 2016. Per quanto concerne i dati relativi ai respingimenti, nell’anno 2017, si rappresenta quanto segue:   numero complessivo di respingimenti alla frontiera: 1.141;   Al di là dell’attività connessa agli sbarchi, nel corso del medesimo anno sono state proposti e notificati 205 provvedimenti di espulsione di cittadini stranieri, dei quali 3 emessi dal Ministro dell’Interno per motivi di sicurezza nazionale e 202 emessi dal Prefetto di Ragusa per permanenza irregolare nel territorio dello Stato.   Per quanto riguarda l’attività svolta dalle altre sezioni, nell’anno 2017, si segnala:   rilascio di permessi di soggiorno: 10.116; revoche di permessi di soggiorno: 19; rifiuti di rinnovo dei permessi di soggiorno: 267; pratiche di richiesta protezione internazionale trattate: 1.170; rilascio di titoli di viaggio per stranieri: 42.   AREA CONTROLLO DEL TERRITORIO   Totale Persone tratte in arresto 268 Persone denunciate 906 Persone identificate 73.680 Mezzi controllati 24.751 Denunce/querele ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2018-01-08By Redazione
    4 months ago
  • Dal consiglio comunale alla mafia, passando per società ed attentati: ecco cosa accade a Pachino
    Il binomio Giuseppe Vizzini (detto Peppi Marcuotto) e Salvatore Giuliano (detto Turi) è da tempo particolarmente forte nella città di Pachino. Basti pensare che i due sono soci in affari e non solo, come vedremo nell’articolo. Il capomafia Salvatore Giuliano uscì dalle patrie galere, a seguito di condanne per mafia, nel maggio del 2013. Nel settembre dello stesso anno, il mafioso Turi Giuliano insieme a Peppi Marcuotto (Giuseppe Vizzini) diventarono soci in affari, costituendo una società agricola, “La Fenice srl”. Per evitare di risultare loro i soci, intestarono la società ai due figli: Gabriele Giuliano (figlio del capomafia Turi) e Simone Vizzini (figlio di Peppi Marcuotto). La società, inizialmente, servì per assumere come (umili!) operai i due genitori, così da percepire reddito senza risultare come proprietari. Successivamente la società agricola “La Fenice srl” è servita anche per realizzare alcune estorsioni, seppur indirette. Si rinsalda così un rapporto storico di amicizia tra Salvatore Giuliano e Peppi Marcuotto, insieme alle loro famiglie ed anche ai fratelli Aprile, braccio armato del clan e tramite per le estorsioni del capomafia Giuliano. Pubblichiamo sotto una serie di foto con le famiglie Giuliano, Vizzini (Marcuotto) e gli Aprile. GIULIANO IN GALERA, MARCUOTTO IN POLITICA Mentre Salvatore Giuliano era ristretto fra quattro mura in una comoda cella, Peppi Marcuotto (prima di finire anche lui in galera) fece carriera politica. Giuseppe Vizzini (detto Peppi Marcuotto), nonostante i problemi giudiziari, venne eletto al consiglio comunale di Pachino ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2018-01-08By Paolo Borrometi
    4 months ago
  • Morto per aiutarci a conoscere la verità: 25 anni fa veniva ucciso Beppe Alfano
    25 anni fa veniva ucciso barbaramente a Barcellona Pozzo di Gotto (Messina) un grande collega, Beppe Alfano. Quei tre proiettili calibro 22 della mafia barcellonese oggi non hanno ancora Giustizia. Beppe Alfano non aveva neanche il tesserino da giornalista l’8 gennaio del 1993 e l’Ordine lo conferì alla sua memoria solo nel 1998, ma faceva il “giornalista giornalista”, scrivendo di intrecci tra mafia, massoneria e politica. Era un Giornalista “rompicoglioni” per passione, uno di quelli che difendevano il termine di “Giornalismo cane da guardia della Democrazia”. Dopo 25 anni neanche la riedizione di un annullo speciale, pensato dalle Poste Italiane, alla fine è stato realizzato “per un debito pregresso del comune di Barcellona che risale addirittura al 2014”.  Oggi le commemorazioni non aiuteranno la Famiglia a lenire il dolore, sarebbe molto meglio che qualcuno parlasse per aiutare la Giustizia a trovare la verità.  A Beppe Alfano, 25 anni dopo, un grazie di cuore per ciò che ci ha insegnato. The post Morto per aiutarci a conoscere la verità: 25 anni fa veniva ucciso Beppe Alfano appeared first on .: La Spia :. contro ogni forma di mafia. ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2018-01-08By Paolo Borrometi
    4 months ago
  • Un tunnel sotto la città di Modica?
    Leggo di un progetto per la realizzazione di un tunnel di collegamento tra San Francesco La Cava e Santa Maria. Il costo di quest’opera sarebbe di circa 30 milioni di euro e sarebbe finanziabile dall’Unione Europea. Preliminarmente ringrazio chi ha ripreso, proponendo il tunnel, il problema della mobilità urbana, visto che l’attuale amministrazione, impegnata com’è in feste e notti bianche, non si è mai occupata di questo tema così fondamentale. Aprire un dibattito è sempre meglio che non farlo, perché consente di attenzionare una questione e di sviscerarne, democraticamente, i pro e i contro, al fine di arrivare ad una soluzione ottimale. Ciò premesso, l’idea di realizzare quel tunnel, con un investimento così importante, non mi convince, perché nel rapporto costi-benefici, di cui bisogna tenere conto quando vengono prese le decisioni politiche, i vantaggi ottenuti da questa opera sarebbero, a mio avviso, inferiori agli sforzi necessari per realizzarla. Pensiamoci attentamente: quel tunnel andrebbe ad impattare sulla naturale composizione della cava, costituendo una modificazione sostanziale delle sue caratteristiche. In altri termini esso imporrebbe un intervento esecutivo altamente invasivo. Mi si potrebbe obiettare che con questo tunnel si smaltirebbe il traffico. Bene. Chiedo io: quale traffico? Quello delle autovetture, ovviamente, che da Via Marchesa Tedeschi si devono recare nella zona di San Francesco La Cava. Perfetto. Allora mi chiedo: in quale misura statistica il traffico che si orienta sul Corso Umberto è rappresentato da autovetture che ruotano tra Via Marchesa Tedeschi e il Motel Agip? A lume di naso, credo in ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2018-01-07By Antonio Ruta
    4 months ago
  • Vittoria, evade dai domiciliari: Carabinieri arrestano 46enne
    Lavorava tranquillamente in una serra di Contrada Pirrera, ad Acate, quando invece doveva trovarsi agli arresti domiciliari: sono scattate così le manette per il 46enne Jazzar Mabrouk, “pizzicato” nella giornata di ieri dai Carabinieri della locale Stazione mentre erano impegnati nell’ambito dei servizi di controllo del territorio predisposti in tutta la giurisdizione della Compagnia di Vittoria. L’uomo, già noto ai Carabinieri, si trovava all’interno di una serra per effettuare alcuni lavori, quando una pattuglia di militari si è recata presso la sua abitazione per svolgere i consueti controlli nei confronti di tutte quelle persone destinatarie di misure alternative alla detenzione carceraria, senza trovarlo. Immediatamente i Carabinieri hanno attivato le ricerche, individuando il magrebino in un appezzamento agricolo situato nella medesima contrada di sua residenza. Considerata l’assenza dal domicilio senza autorizzazione e il mancato rispetto delle prescrizioni inerenti il provvedimento alternativo alla detenzione carceraria, il tunisino, al termine delle formalità di rito espletate presso la caserma di via Galileo Galilei, è stato risottoposto agli arresti domiciliari, su disposizione del Sostituto Procuratore della Repubblica, dott. Andrea Sodani, per i provvedimenti di competenza, dinanzi al quale dovrà rispondere del reato di evasione. The post Vittoria, evade dai domiciliari: Carabinieri arrestano 46enne appeared first on .: La Spia :. contro ogni forma di mafia. ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2018-01-06By Redazione
    4 months ago
  • Mafia, omicidio Mattarella: la Procura di Palermo riapre le indagini. Dopo 38 anni la svolta con la “pista nera”?
    A trentotto anni dal delitto, la Procura di Palermo riapre l’inchiesta sull’omicidio del presidente della Regione Sicilia, Piersanti Mattarella, fratello del Capo dello Stato, Sergio. I nuovi accertamenti vengono considerati doverosi, per quanto siano resi complicati dal lungo tempo trascorso e dalle sentenze passate in giudicato. Nel mirino ancora una volta i Nar, i Nuclei armati rivoluzionari, il cui capo, il terrorista nero Giusva Fioravanti, fu processato e definitivamente assolto dall’accusa di essere stato il killer del presidente delle “carte in regola” ucciso nel giorno dell’Epifania del 1980. Cosa che lo rende non piu’ giudicabile, anche in presenza di eventuali nuove prove. Gli esiti delle verifiche non avrebbero portato dunque, perlomeno finora, a risultati decisivi, anche se attraverso un confronto comparato, e’ emerso che uno dei reperti del processo celebrato a Palermo, la targa di un’auto del commando, sarebbe stata divisa in due dagli autori del furto e una parte fu poi ritrovata in un covo dell’organizzazione terroristica neofascista. Finora comunque non ci sarebbero sbocchi concreti, dal punto di vista processuale: la collaborazione tra “neri” e mafiosi, in vari fatti e azioni delittuose, era stata gia’ piu’ volte provata, ad esempio per la strage del Natale 1984 del Rapido 904. Da risolvere ancora una serie di dilemmi: quali furono gli interessi concreti della commissione mafiosa, chi fu a sparare materialmente al presidente della Regione, assassinato in via Liberta’, nel capoluogo siciliano, la mattina di domenica 6 gennaio del 1980? Le nuove verifiche erano state sollecitate un anno e mezzo fa ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2018-01-05By Paolo Borrometi
    4 months ago
  • Mafia, 34 anni fa ucciso Pippo Fava: corteo e incontri a Catania
    Ricorre oggi il 34esimo anniversario della morte di Giuseppe Fava, giornalista e scrittore, ucciso dalla mafia a Catania la sera del 5 gennaio 1984. Alle 17, da piazza Roma, il via alle manifestazioni promosse da associazioni e movimenti, con un corteo sino in via Fava. Alle 18 un presidio accanto alla lapide e alle 19, al teatro Verga, incontro-dibattito con la partecipazione di Claudio Fava, preceduto dalla proiezione di un trailer-film, e in chiusura, la consegna del premio Fava 2018 alla memoria di Daphne Caruana Galizia. “Era un giornalista come pochi – ha sottolineato il vice-presidente nazionale dell’Unci, Leone Zingales – che verificava con attenzione e puntigliosita’ tutte le notizie che acquisiva. Un giornalista con la schiena dritta che ha dato fastidio ai boss, ai comitati d’affari e alle lobby politico-mafiose che hanno poi deliberato la sua condanna a morte. L’Unione cronisti ricorda Fava con immutata riconoscenza”. Per il presidente dell’Unci Sicilia, Andrea Tuttoilmondo, “oggi piu’ che mai con la sua straordinaria testimonianza di coraggio, Giuseppe Fava rappresenta un indelebile punto di riferimento per intere generazioni di cronisti. Professionisti che nonostante le difficolta’ di un contesto storico cosi’ difficile, seguendo sul solco tracciato da Fava hanno improntato la propria formazione ad una costante ricerca di verita’ e giustizia”. Nel Giardino della Memoria di Ciaculli, cronisti e magistrati nel gennaio del 2005 hanno piantato un albero dedicato a Giuseppe Fava. E’ stato il primo albero piantato nel Giardino, assieme a quello dedicato a Borsellino. Lo scorso luglio Claudio Fava, all’indomani della ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2018-01-05By Redazione
    4 months ago
  • Da Facebook una rubrica per informare: “La conoscenza contro la violenza”. Ecco chi è il capo piazza Cesco Capodieci
    Loro vogliono che io rimanga in silenzio, vogliono operare nel buio ed io, invece, ve li faccio conoscere: solo così potremo liberarci di loro! Con oggi lancio una nuova rubrica su Facebook: “La conoscenza contro la violenza”.  Vi chiedo di usare Facebook anche per fare squadra contro chi delinque, contro chi ci toglie il futuro: “sporchiamo” le nostre bacheche anche con informazioni scomode. Con cadenza settimanale (mi impegno a fare di più!!) vi parlerò dei delinquenti, mafiosi o malacarne della mia zona. Statemi accanto anche questa volta ed aiutatemi a diffondere la loro conoscenza. Aiutatemi a condividere. Solo così, conoscendoli, potremo decidere da che parte stare, se denunciare le loro malefatte o farli continuare ad arricchirsi alle nostre spalle. Oggi inizio con un delinquente conclamato, un “capo piazza” di una delle quattro piazze di spaccio di Siracusa (per chi vuole saperne di più clicchi qui –> http://www.laspia.it/quattro-le-piazze-spaccio-siracusa-fr…/ ). Vi parlo di Cesco Capodieci (all’anagrafe Francesco), capo piazza del “Bronx”. Pensate che la piazza di spaccio che comanda Capodieci frutta ogni giorno una media di 30mila euro. Si, avete capito bene: 30mila euro! Cesco Capodieci è un pluricondannato e coinvolto in diverse operazioni delle Forze dell’Ordine di Siracusa e, appena pochi giorni fa, dopo aver parlato di lui in alcuni articoli (per chi vuole saperne di più clicchi qui –> http://www.laspia.it/macchine-case-mogli-ed-amanti-finisco…/) mi ha insultato e minacciato (come sono soliti fare i delinquenti “tutta ucca” come lui!). Capodieci risulta al fisco come un “senza lavoro” e nullatenente, a suo nome non ha intestato nulla, ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2018-01-04By Paolo Borrometi
    4 months ago
  • Pachino, la Corte di Cassazione rigetta ricorso per arrestare i fratelli Aprile
    “La Corte Suprema di Cassazione, Seconda Sezione Penale, con le sentenze n°57284 e n°57285 dello scorso dicembre 2017, ha rigettato il ricorso proposto dal pubblico ministero presso il Tribunale di Siracusa, avvero la sentenza di annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nei confronti dei tre fratelli Aprile e di arresti domiciliari emessa nei confronti del Midolo Salvatore, in seguito alle denunce presentate nel mese di maggio 2017 dal deputato all’ARS Gennuso Giuseppe e dai figli Luigi e Riccardo, in seguito al furto di un escavatore e di un camion Iveco”. E’ quanto affermano i legali degli indagati. “I quattro indagati erano stato tratti in arresto perchè accusati di tentata estorsione ai danni della famiglia Gennuso e successivamente il Tribunale del riesame di Catania, nel mese di Luglio 2017, su sollecitazione dei difensori Avv.ti Luigi Caruso Verso e Giuseppe Gurrieri, aveva disposto la rimessione in libertà degli indagati, concludendo per l’annullamento della misura restrittiva per carenza di elementi di gravità indiziaria, smentendo in pieno la tesi accusatoria, avendo riscontrato evidenti contraddizioni nella ricostruzione dei fatti portata avanti dai denuncianti. Il pubblico ministero,come già avanzato da qualche organo di stampa, aveva proposto ricorso innanzi alla Corte di Cassazione, chiedendo che venisse dato credito alla tesi accusatoria e ripristinato lo stato di detenzione degli indagati. Nei giorni scorsi la Corte di Cassazione si è pronunciata rigettando le richieste e affermando che “va rilevato che il Tribunale ha compiutamente analizzato le risultanze investigative che se da un lato avevano consentito al PM ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2018-01-04By Redazione
    4 months ago
  • Vittoria, “festività sicure”: 20 persone denunciate dai Carabinieri
    Controlli serrati da parte dei Carabinieri anche nel corso di queste Festività in tutta la giurisdizione della Compagnia di Vittoria, finalizzata a far trascorrere un Capodanno sicuro a tutte le oneste famiglie che abitano nel territorio di competenza e a tutte quelle persone che vi si recano: 20 persone denunciate e 4 segnalate alla Prefettura, 6 le patenti ritirate, 14 contravvenzioni al C.d.S. comminate con il sequestro di 4 automezzi, 94 veicoli controllati e 203 persone identificate, 43 perquisizioni complessive effettuate, recuperati oltre 600 chilogrammi di arance rubate. Sono i risultati dei controlli su vasta scala che i Carabinieri, nell’ambito dei servizi straordinari di controllo predisposti in tutto il territorio ragusano dal Comando Provinciale, hanno portato a termine nelle città di Acate, Chiaramonte Gulfi Comiso, Scoglitti e Vittoria. Un’operazione che ha comportato il dispiegamento in tutta la giurisdizione di numerose pattuglie, finalizzata da un lato a reprimere i reati di natura predatoria, che più da vicino colpiscono gli onesti cittadini, specie nelle aree rurali, e dall’altro lato a combattere lo spaccio di sostanze stupefacenti tra i giovani del nostro territorio: in tale ottica sono state organizzate perquisizioni mirate, frutto di prolungata attività di acquisizione di informazioni e di successivo riscontro operativo, nelle principali zone di aggregazione giovanile, attentamente monitorate dall’Arma proprio in concomitanza con il periodo natalizio e di fine anno. Particolare attenzione è stata rivolta anche nei confronti di quanti si mettono alla guida senza patente e senza avere assicurato il mezzo, o in stato di ebbrezza alcolica, con ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2018-01-02By Redazione
    4 months ago
  • Modica, Polizia denuncia 17enne per droga: nel fuggire investe poliziotto
    Nella tarda mattinata di ieri A.S., di anni 17, di Modica, è stato denunciato dal personale della squadra volante del Commissariato di Modica per diversi reati commessi nel breve volgere di pochi minuti. La pattuglia della Polizia di Stato era intervenuta per prestare soccorso in un incidente autonomo in via Modica Ispica che vedeva coinvolto il giovane poiché lo stesso, secondo quanto riferito, non voleva sottoporsi alle cure sanitarie del personale sanitario presente sul posto. Il giovane, che presentava escoriazioni che lo stesso addebitava in parte ad un litigio avvenuto nella notte di Capodanno presso una nota discoteca di Modica, alla vista degli agenti dava in escandescenze, evitando di farsi identificare e reagendo con violenza e colpi al controllo. Immediatamente dopo cercava di riprendere il ciclomotore caduto in terra ed investiva un agente intervenuto per bloccarlo. A seguito dell’impatto il ragazzo finiva nuovamente a terra unitamente all’operatore di Polizia quindi veniva prontamente bloccato dagli agenti. Le ragioni di tale inconsulta reazione venivano appurate a seguito del controllo del ciclomotore, all’interno della sella del quale venivano rinvenuti circa 5 grammi di marijuana e numerosi semi atti alla coltivazione della medesima sostanza proibita. Trasportato in ospedale per le cure del caso, il minore, durante la visita, tentava nuovamente la fuga venendo però definitivamente bloccato. Gli ulteriori controlli portavano al rinvenimento di un coltellino e la successiva perquisizione domiciliare presso l’abitazione del minore portava al rinvenimento e sequestro di un ulteriore 1,5 grammi di marijuana. Il minore, studente ed incensurato, veniva denunciato in ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2018-01-02By Redazione
    4 months ago
  • Vittoria, prorogata di altri tre mesi la commissione di accesso al Comune
    E’stata prorogata di altri tre mesi, l’attività della commissione prefettizia che sta lavorando a Vittoria, nel Ragusano. La commissione ha il compito di accertare se vi siano forme di infiltrazione e condizionamento di tipo mafioso che determinano o abbiano determinato “una alterazione del procedimento di formazione della volontà degli organi elettivi ed amministrativi e che compromettano il buon andamento e l’imparzialità dell’Amministrazione comunale”. Nominata ad ottobre su delega del Ministero dell’Interno dal Prefetto di Ragusa, Maria Carmela Librizzi e in prima scadenza oggi, la commissione è composta dal Prefetto Vicario, Concetta Caruso, dal viceprefetto Ferdinando Trombadore, dirigente dell’area Affari legali, Contenzioso e Rappresentanza in giudizio della Prefettura di Ragusa e Giorgio Terranova, primo dirigente della Polizia di Stato. Assieme a loro, il tenente colonnello dell’Arma dei Carabinieri, Giuseppe Marseglia, comandante del Nucleo operativo, il maggiore Carmelo Mirinnino della Dia, con il tenente colonnello Sergio Cerra comandante provinciale di polizia tributaria della Guardia di Finanza. The post Vittoria, prorogata di altri tre mesi la commissione di accesso al Comune appeared first on .: La Spia :. contro ogni forma di mafia. ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2018-01-02By Redazione
    4 months ago
  • Precisazione sull’annuncio della mia prossima inchiesta
    Ringrazio i colleghi che ieri hanno partecipato ad Avola, ma voglio precisare alcune cose: Ho annunciato, come già avevo fatto a Siracusa il 27 dicembre scorso, che sto lavorando ad un’inchiesta giornalistica sul voto di scambio politico-mafioso. Ho detto che si tratta di tre politici, non facendo mai i loro nomi e neanche parlando di eventuali eletti, uno di questi avrebbe preso – secondo le mie fonti che sto attentamente vagliando – i voti dal clan Crapula, un altro quelli del clan di Pachino e l’ultimo del clan Bottaro-Attanasio. La frase riportata in un articolo uscito sulla stampa oggi, secondo cui “pare ci sarebbe un’indagine della Procura di Siracusa” non è stata mai da me pronunciata (come verificabile nel video registrato disponibile a tutti su Facebook) ed in effetti il collega non la virgoletta al sottoscritto, ma potrebbe trarre in inganno. Sono informazioni che oggi il collega fornisce nel suo articolo e che io apprendo da lui, fra le altre cose con stupore (avendo più volte precisato che mi riferissi a mie inchieste giornalistiche in preparazione). Tengo a precisare tutto ciò per non ingenerare confusioni, soprattutto da chi vorrebbe strumentalizzare il mio lavoro. Ho sempre scritto rispettando i criteri deontologici, lo farò anche questa volta. Chi vuole fantasticare può farlo, ma non attribuendomi ciò che non ho detto. The post Precisazione sull’annuncio della mia prossima inchiesta appeared first on .: La Spia :. contro ogni forma di mafia. ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-12-31By Paolo Borrometi
    4 months ago
  • Il discorso di fine anno…
    Cari concittadini, Questo 2017 si conclude portando con sé tantissimi successi per la nostra città. L’esondazione del 22/23 gennaio scorso è stato un evento drammatico ma, permettetemi di dirlo, mi ha permesso di fare molte fotografie con Rosario Crocetta, che vedrete presto nel mio profilo elettorale, ed anche di promettere risarcimenti a destra e a manca, ciò che mi ha portato tanti nuovi amici! E, vi chiedo, cari concittadini, cosa è più importante degli amici? Evviva l’amicizia! Sono orgoglioso di segnalare il grandissimo successo finanziario ed economico della mia amministrazione. Dopo anni di lavoro matto e disperatissimo sono riuscito a fare scappare il mio assessore al bilancio, ho nominato come esperto l’ex presidente dell’organo dei revisori, cosa per la quale si dice essere stata aperta un’inchiesta e sono riuscito ad ottenere, cosa unica al mondo, una raffica di deliberazioni della Corte dei Conti, che hanno certificato l’aumento dell’esposizione debitoria dell’ente (e ancora a Palermo non sanno delle decine e decine di migliaia di euro spese per la visita del Principe di Monaco, per le celebrazioni del ChoccoModica e per le festività di questo Santo Natale)  e il mancato raggiungimento degli obiettivi intermedi del piano di riequilibrio. Le stesse deliberazioni  hanno certificato anche che la mia amministrazione ha agito in modo tale da impedire i controlli e le verifiche periodiche, tanto che è stata disposta la trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica . Fiore all’occhiello, poi, del mio successo, sul piano finanziario, è la delibera con la quale ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-12-31By Antonio Ruta
    4 months ago
  • Ad Avola è stato fatto il passo più importante: il cognome Crapula non è più un tabù!
    Ad Avola il passo più importante è stato fatto, il cognome Crapula non è più un tabù. Con una metafora cara alla parte più bella del cielo, le donne, potremmo dire che “è stato rotto il tetto di cristallo”. Di seguito l’articolo di Nuovo Sud: Una sala gremita di persone ieri mattina ha ascoltato in silenzio assoluto le parole del giornalista Paolo Borrometi. “Un candidato alle regionali ha richiesto ed ottenuto voti al clan Crapula, e intendo il clan. Ha chiesto i voti e li ha pagati inizialmente 30 euro a voto. Poi gli stessi affiliati al clan hanno fatto lo sconto di 5 euro, abbassando a 25 euro essendo un candidato di fuori. Questo signore ha pagato 25 euro a voto. Il problema è: se qualcuno compra i voti dai mafiosi, il nostro voto vale molto meno. A me non interessa niente dei partiti. Le vere rivoluzione si possono fare nella cabina elettorale con una scheda e una matita.” A denunciare un presunto caso di voto di scambio politico –mafioso, questa mattina ad Avola, durante il suo intervento al convegno culturale per la presentazione del libro del senatore Mario Michele Giarrusso e dello scrittore Andrea Leccese, dal titolo “ Voto di scambio politico-mafioso”, svoltosi nella sala-conferenze del Centro Giovanile di viale Mattarella, è stato il giornalista Paolo Borrometi, il quale non ha mancato di raccontare e ricordare delle sue inchieste giornalistiche sulla mafia ad Avola e della vicenda del candidato poi eletto consigliere comunale in una delle ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-12-31By Redazione
    4 months ago
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