La Spia

La Spia – contro ogni forma di mafia

  • L’intervista a Salvatore Calleri (Pres. Fondazione Caponnetto): “La mafia va combattuta ancora oggi”
    L’intervista al Presidente della Fondazione Caponnetto di una giovane studentessa universitaria, Jessica Geninatti, pubblicata nella propria tesi universitaria. Noi, come “La Spia”, la riprendiamo e rilanciamo. COSA E’ LA MAFIA? Antonino Caponnetto nella Sua ultima intervista a Massimo Del Papa definì nel 2002 la mafia così: “era ed è ancora l’organizzazione criminale più pericolosa e spietata che ci sia”. La mafia oggi è un qualcosa che si è evoluto come una sorta di virus mutante, in grado di sparare quando serve, ma mirante a portare avante i propri interessi. La mafia nasce in territori ricchi e li rende poveri sfruttandoli. COME E’ CAMBIATO NEL CORSO DEL TEMPO IL RUOLO DELLA DONNA NELLE ORGANIZZAZIONI CRIMINALI MAFIOSE? Man mano che il ruolo della donna cambia nella società normale… Cambia pure in quella mafiosa. Se ieri le donne erano in primis solo mogli, amanti e madri dei mafiosi oggi spesso addivengono a ruoli sempre più importanti all’interno dei clan … Questo fatto essendo le donne molto più raffinate e capaci dell’uomo deve farci aggiornare i criteri di lotta alla mafia. IL RUOLO EDUCATIVO DELLA MADRE E’ IMPORTANTE NELLA FORMAZIONE DI UN PERFETTO UOMO D’ONORE? Il ruolo di una madre è sempre importante e sicuramente la cultura omertosa nel contesto in cui vivono le madri influenza i figli… Detto questo abbiamo avuto anche esempi diametralmente diversi tra cui spicca la mamma di Peppino Impastato, la quale ha influenzato positivamente i figli verso una cultura opposta alla mafia. COSA VUOL DIRE ESSERE ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-10-27By Redazione
    2 months ago
  • Ragusa, presentato Piano Nazionale Integrazione dei titolari di protezione internazionale
    Una seduta alquanto partecipata del Consiglio Territoriale per l’immigrazione, presieduta dal Prefetto Maria Carmela Librizzi, si è tenuta stamani nei locali del Centro Polifunzionale per l’Immigrazione di Ragusa, dove alla presenza di tutti i componenti convocati in sessione allargata, sono stati esaminati i vari argomenti posti all’ordine del giorno con richiamo particolare al  Piano Nazionale Integrazione dei titolari di protezione internazionale, approvato lo scorso 26 settembre dal Tavolo di Coordinamento Nazionale istituito presso il Ministero dell’Interno. Nel corso dell’incontro, grande attenzione è stata riservata ai principi generali che hanno condotto alla elaborazione di detto Piano a livello nazionale, con  precisi riferimenti ai singoli aspetti per quali si è già data attuazione a livello locale, quali ad esempio l’alfabetizzazione nella fase di primissima accoglienza, l’ attività di volontariato avviata da alcuni anni e potenziata fortemente in quest’ultimo periodo, assistenza sanitaria mirata e orientamento ai Servizi presso il Centro Polifunzionale e la costituzione del Tavolo Interreligioso. Nella circostanza è stato posto altresì l’accento sul ruolo di coordinamento svolto dalla Prefettura  che, in una logica di rete,  si è adoperata nella costruzione di strumenti utili alla implementazione di precorsi finalizzati alla integrazione sociale dei migranti presenti nel contesto provinciale ibleo. Proprio, in tale ottica, infatti, da tempo, risulta costituto un apposito gruppo di lavoro per la progettazione, il cui impegno ha consentito il rafforzamento delle competenze delle amministrazione pubbliche locali con varie iniziative di “capacity building”. Un ruolo importante per tutte le attività sin qui poste in essere è da riconoscere alla operatività ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-10-27By Raffaele Fiore
    2 months ago
  • Avevano tentato una rapina a Comiso, condannati Angelo Ventura (u checco), Salvatore Barrera e Mario Benenati
    Erano stati arrestati dagli uomini della squadra mobile di Ragusa e del commissariato di Comiso il 22 novembre dello scorso anno. Avevano tentato il 6 settembre del 2016 di mettere a segno una rapina alla Banca Agricola popolare di Ragusa, sede di Pedalino. Si tratta del 35enne Salvatore Barrera, difeso dall’avvocato Roberto D’Amelio del Foro d i Catania – del coetaneo Mario Benenati, difeso dall’avvocato Enrico Platania e del 32enne Angelo Ventura (detto u checco), difeso dall’avvocato Giuseppe Di Stefano. Stamattina i tre sono stati condannati da gip Giovanni Giampiccolo con rito abbreviato. Salvatore Barrera è stato condannato ad un anno e 4 mesi di reclusione, Angelo Ventura (u checco) ad 1 anno ed 8 mesi e Mario Benenati a 3 anni, un mese e dieci giorni. La pubblica accusa rappresentata dal Pom Monica Monego aveva chiesto la condanna per i primi due a 2 anni di reclusione e per il Benenati a 2 anni e sei mesi. The post Avevano tentato una rapina a Comiso, condannati Angelo Ventura (u checco), Salvatore Barrera e Mario Benenati appeared first on .: La Spia :. contro ogni forma di mafia. ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-10-27By Paolo Borrometi
    2 months ago
  • Noto, erano abusive le strutture dei Restuccia: la Polizia denuncia Salvatore (zu Turi) e Concetta Masuzzo
    Nella giornata di ieri, Agenti della Polizia di Stato, in servizio al Commissariato di P.S. di Noto, diretti dal Commissario Paolo Arena, al termine di articolata attività investigativa, hanno denunciato, in stato di libertà Salvatore Restuccia (detto zu Turi), residente ad Avola,  già conosciuto alle forze di Polizia, e Concetta Masuzzo (classe 1958), residente a Noto, per il reato di abusivismo edilizio. Lo avevamo denunciato a luglio (LEGGI ARTICOLO), i Restuccia avevano fatto scempio della legalità, dalle corse clandestine all’abusivismo. Ci eravamo occupati del fenomeno con più articoli e – riteniamo – la collettività tutta deve ringraziare la Polizia per aver preso sul serio le nostre denunce. LA FAMIGLIA RESTUCCIARestuccia, meglio noti come “spinna cardiddi”, sono una famiglia tristemente nota nel netino, soprattutto per Sebastiano Restuccia (detto Iano “spinna cardiddi”), già in passato molto vicino al capomafia Antonino Pinuccio Trigila. Oggi le redini della famiglia sono rette da Salvatore Restuccia (detto “zu Turi”), sposato con Anna Parisi e fratello di Sebastiano, coinvolto in corse clandestine insieme al figlio Nino e in affari di droga. I CONTROLLI DELLA POLIZIA La denuncia, infatti, riguarda i controlli espletati il 29 luglio scorso da Agenti della Polizia di Stato del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Noto, unitamente a personale ASP veterinari di SR, della Polizia Municipale e dell’ufficio tecnico del comune di Noto, nel contesto dei mirati servizi pianificati dal Sig. Questore di Siracusa, Gabriella Ioppolo, al fine di prevenire e reprimere l’illecito fenomeno delle corse ippiche clandestine. Nella circostanza,  si recarono in  C.da Faldino, zona  ove insiste una scuderia equina. Oltre ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-10-27By Paolo Borrometi
    2 months ago
  • Mafia: omicidio Fragalà, testimone “pago’ la lettera contro i boss”
    Tra i detenuti del carcere palermitano di Pagliarelli l’avvocato Enzo Fragala’ aveva la fama di essere “sbirro”. Lo hanno detto oggi i testimoni ascoltati nel processo per l’omicidio del penalista, aggredito a colpi di bastone la sera del 23 febbraio 2010 e morto in ospedale tre giorni dopo. Davanti alla Corte d’Assise presieduta da Sergio Gulotta si sono alternate tre donne, una testimone oculare e due avvocati, tra cui Marzia Fragala’, figlia della vittima. E’ stata proprio lei a ricordare che un ex cliente del padre, dopo l’omicidio, nel farle le condoglianze, le disse che gli altri detenuti lo minacciavano, lo sbeffeggiavano e che gli avevano detto di revocare Fragala’, “perche’ mio padre era avvocato sbirro e lo avrebbe fatto parlare”, ha specificato la teste. Il detenuto in questione era Onofrio Prestigiacomo, poi effettivamente divenuto collaboratore di giustizia. L’avvocato Loredana Lo Cascio, strettissima collaboratrice di Fragala’ nel suo studio penale di Palermo, ha invece ricordato che 4 giorni prima di essere aggredito, il 19 febbraio 2010, l’avvocato aveva letto in aula, durante una udienza di un processo contro due suoi clienti, una lettera scritta da Antonia Sansone, moglie del capo mafia di Pagliarelli Antonino Rotolo. Nella lettera la donna si attribuiva responsabilita’ per la provenienza di una somma elevata, circa 500 milioni delle vecchie lire, che veniva contestata a Vincenzo Marchese, imputato di intestazione fittizia di beni. “Nel riferire questa cosa in aula e nel leggere la lettera della donna – ha detto la Lo Cascio – Fragala’ uso’ la ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-10-26By Redazione
    2 months ago
  • Noto, l’affare dei limoni: Polizia denuncia Vincenzo Cavallo (genero del boss Corrado)
    Agenti della Polizia di Stato, in servizio al commissariato di Noto, assieme al personale dell’Asp, distretto igiene – alimenti e della medicina del lavoro, hanno eseguito dei controlli amministravi in alcuni depositi di limoni. I controlli hanno evidenziato alcune irregolarità amministrative per le quali Vincenzo Cavallo, titolare di un deposito è stato sanzionato per complessivi 5 mila euro (di cui 3 mila per la mancata Scia, e 2 mila per la mancanza del piano di autocontrollo). Vincenzo Cavallo, come scritto da noi tempo fa nella mappa del clan Trigila (LEGGI ARTICOLO), è sposato con Angela Trigila, figlia di Corrado Trigila (in galera per mafia, insieme al fratello – e capomafia – Antonino detto Pinuccio Trigila). Cavallo con la sua impresa raccoglie limoni di provenienza furtiva e li immette nel mercato con ingenti danni per i produttori agricoli. Le violazioni riscontrate saranno comunicate al sindaco per l’adozione dei provvedimenti di competenza attinenti all’abusiva attività commerciale svolta dal titolare di uno dei depositi. Vincenzo Cavallo, per chi non ricordi (o non voglia ricordare) è la persona che (se non ci fosse da piangere per le conseguenze, sarebbe da ridere per la stupidità!) cercò di incendiare la casa di un carabiniere ed il gesto incendiario gli costò lo sfregio al volto (ancora oggi permanente). The post Noto, l’affare dei limoni: Polizia denuncia Vincenzo Cavallo (genero del boss Corrado) appeared first on .: La Spia :. contro ogni forma di mafia. ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-10-26By Paolo Borrometi
    2 months ago
  • Mafia, il Presidente Mattarella: “e’ un pericolo grave ma mai piegarsi”
    “Io sono siciliano, di Palermo. Nella mia citta’, nella mia Regione, la mafia e’ un pericolo molto grave. In questi ultimi anni lo Stato ha inferto colpi molto pesanti, molto duri alla mafia e ne ha indebolito la forza, ma rimane sempre un pericolo molto grave e allarmante, contro il quale occorre mantenere sempre un impegno costantemente alto e molto forte. Vale sempre, totalmente, questo insegnamento: non bisogna avere paura. Bisogna vincerla per rispetto di se stessi, della propria dignita’ e di quello che si fa. E mai piegarsi alla sopraffazione e alla violenza della prepotenza”. Lo afferma il Presidnete della Repubblica, Sergio Mattarella, in un incontro con gli studenti. Mattarella prosegue: “A proposito della paura, faccio riferimento alle figure piu’ importanti, a quelle persone che sono rimaste vittime della violenza mafiosa perche’ la contrastavano, perche’ vi si opponevano, perche’ non si piegavano alla prepotenza dei mafiosi. Le figure piu’ note sono Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Io li ho conosciuti bene, come ho conosciuto tante altre persone: magistrati come loro, uomini politici, giornalisti, carabinieri, donne e uomini della polizia, professionisti che hanno rifiutato di piegarsi alla prepotenza mafiosa e sono stati assassinati per questo. Erano consapevoli dei pericoli che correvano, erano a conoscenza di questi pericoli, lo sapevano, avevano timore che potesse avvenire cio’ che poi e’ avvenuto, ma hanno vinto la paura – che e’ un sentimento normale quando vi sono dei pericoli – perche’ hanno pensato che il loro dovere fosse piu’ importante della paura. Hanno pensato ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-10-26By Salvo Vassallo
    2 months ago
  • Immigrazione, domani la riunione del Consiglio Territoriale a Ragusa
    Domani 27 ottobre – alle ore 10,00 – nel saloncino del Centro Polifunzionale per l’Immigrazione di Viale Colajanni a Ragusa, si terrà una seduta del Consiglio Territoriale per l’Immigrazione indetta in  sessione allargata. I temi all’ordine del giorno saranno i seguenti: illustrazione  del Piano Nazionale Integrazione dei titolari di protezione internazionale, approvato lo scorso 26 settembre dal Tavolo di Coordinamento Nazionale;   aggiornamento sullo stato di attuazione del “Piano Nazionale di ripartizione dei richiedenti asilo e dei rifugiati” definito dall’ANCI e dal Ministero dell’Interno; illustrazione della bozza di protocollo che la Prefettura di Ragusa intende sottoscrivere con i Comuni della provincia per l’accoglienza equilibrata, sostenibile e diffusa dei richiedenti protezione internazionale. The post Immigrazione, domani la riunione del Consiglio Territoriale a Ragusa appeared first on .: La Spia :. contro ogni forma di mafia. ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-10-26By Redazione
    2 months ago
  • Scicli, volevano una Ferrari e se la sono fabbricata: Finanza “scova” autovettura fasulla
    Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Ragusa hanno sequestrato una “Ferrari” contraffatta, costruita su misura in casa. A scoprirlo, i Finanzieri della Tenenza di Modica, durante un servizio di controllo economico del territorio su Scicli, che hanno fermato un 52enne, titolare di un’agenzia di organizzazione eventi, alla guida di un’autovettura “Ferrari”. Durante le fasi del controllo, però, i militari si sono insospettiti perché l’auto, pur provvista di tutti i loghi del noto marchio sportivo di Maranello, presentava un design esteriore alquanto diverso dai più noti modelli di supercar del “cavallino”. Circostanza avvalorata dalla carta di circolazione con la quale è stato appurato che in realtà si trattava di un telaio originariamente appartenente ad una “Toyota MR2”. Il veicolo, pur conservando i lineamenti esterni della “Toyota”, era stato allestito in maniera identica alle autovetture della casa “Ferrari”. Infatti, i loghi metallici, gli adesivi ed alcune parti meccaniche originali “Toyota” (cerchi, pinze freno, cofano anteriore e posteriore, passaruota e volante) sono stati asportati e sostituiti con quelli in dotazione alle autovetture “Ferrari”, circostanza questa confermata anche dai periti ufficiali della casa automobilistica di Maranello, opportunamente contattati ed ai quali sono state inviate diverse fotografie per una rapida perizia. Al termine del controllo il veicolo è stato sottoposto a sequestro penale ed il proprietario è stato deferito alla Procura della Repubblica di Ragusa per aver utilizzato, senza autorizzazione, marchi di fabbrica registrati, in violazione dell’art. 473 del c.p. nonché del regolamento C.E. nr. 1383/2003 sulla tutela della proprietà intellettuale e del Made in Italy. La lotta alla contraffazione, la tutela ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-10-26By Redazione
    2 months ago
  • Mafia: sistema Saguto, chiesto processo per il giudice e altri 16
    Chiesto il rinvio a giudizio per l’ex presidente della sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Palermo Silvana Saguto e per altri 16 indagati. A proporlo, al termine di una lunga requisitoria, davanti al Gup Marcello Testaquadra, e’ stata la Procura di Caltanisetta. A rappresentare l’accusa il procuratore capo Amedeo Bertone e i pm Cristina Lucchini, Maurizio Bonaccorso e Claudia Pasciuti. Hanno invece chiesto di essere giudicati con il rito abbreviato, i magistrati Tommaso Virga e Fabio Licata e il cancelliere del tribunale Elio Grimaldi. Al centro dell’inchiesta, la gestione dei beni confiscati alla mafia e il presunto sistema illecito creato attorno al ruolo della Saguto. La prossima udienza e’ stata fissata per il 6 novembre. The post Mafia: sistema Saguto, chiesto processo per il giudice e altri 16 appeared first on .: La Spia :. contro ogni forma di mafia. ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-10-25By Redazione
    2 months ago
  • Mafia, estradati da Germania due esponenti clan Rinzivillo: Paolo Rosa e Ivano Martorana
    Sono giunti oggi all’aeroporto di Fiumicino, a conclusione dell’iter di estradizione dalla Germania, Paolo Rosa e Ivano Martorana, originari di Gela ma da tempo residenti a Colonia, catturati dalla Polizia criminale tedesca in collaborazione con personale del Gico della Guardia di Finanza di Roma e della Squadra Mobile di Caltanissetta, nell’ambito della vasta operazione antimafia che, il 4 ottobre scorso, ha portato in carcere 36 persone, indagate a vario titolo di associazione per delinquere di stampo mafioso, plurimi episodi di estorsione e detenzione illegale di armi, riciclaggio e reimpiego di proventi illeciti, intestazione fittizia di societa’ al fine di eludere la normativa antimafia in materia di misure di prevenzione patrimoniali e traffici di droga. L’indagine, coordinata dalla Procura nazionale antimafia e antiterrorismo e disposta dalle Direzioni distrettuali antimafia di Roma e Caltanissetta, riguarda il clan Rinzivillo, i cui affari illeciti hanno interessato, nel tempo, non solo il territorio siciliano, ma anche il Lazio e numerose altre regioni italiane (Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte, Sardegna, Abruzzo), fino a estendersi in Germania. Le attivita’ investigative hanno permesso di rilevare come, proprio in territorio tedesco, il capo clan Salvatore Rinzivillo, anch’egli arrestato, avesse costituito una strutturata cellula criminale operante nelle citta’ di Karlsruhe e di Colonia, affidandone la direzione a Martorana, che era incensurato. A lui, il capomafia aveva demandato il compito di organizzare, sovrintendere e realizzare piu’ traffici di droga sia in Germania che verso l’Italia, nonche’ di verificare la fattibilita’ di investimenti in settori quali costruzioni e comparto alimentare, nonche’ nella grande ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-10-25By Redazione
    2 months ago
  • Scoglitti, trascorreva la notte in un locale: Carabinieri arrestano Orazio Perrone
    Si stava intrattenendo in orario notturno all’interno di un locale di Scoglitti , quando i Carabinieri della locale Stazione, impegnati nell’ambito di un predisposto servizio di controllo finalizzato al contrasto di reati predatori e di rapine, lo hanno riconosciuto e lo hanno fermato: per Orazio Perone, 32enne sottoposto alla sorveglianza speciale di P.S. con obbligo di soggiorno nella frazione marittima, sono scattate così le manette.   Il giovane, tratto in arresto in base a quanto previsto dal decreto legislativo nr. 159 del 2011, il cosiddetto “Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione”, ovverosia per aver violato gli obblighi inerenti alla sorveglianza speciale che gli imponevano di restare in determinati orari all’interno del comune di Vittoria, e nello specifico nella propria abitazione, è stato condotto presso la caserma di via Plebiscito da dove, al termine delle formalità di rito, è stato sottoposto agli arresti domiciliari a disposizione del Sostituto Procuratore della Repubblica, dott. Francesco Riccio, per i provvedimenti di competenza. Sono tuttora in corso accertamenti da parte degli inquirenti per capire le ragioni per le quali il 30enne non si trovasse presso il proprio domicilio a quell’ora della notte: i Carabinieri, tra i compiti istituzionali, hanno anche quello di verificare quotidianamente che i soggetti destinatari di misure di prevenzione, ovvero a cui sono state concesse misure alternative alla detenzione carceraria, rispettino gli obblighi imposti dall’Autorità Giudiziaria. The post Scoglitti, trascorreva la notte in un locale: Carabinieri arrestano Orazio Perrone appeared first on .: La Spia :. contro ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-10-25By Redazione
    2 months ago
  • Pozzallo, Polizia ferma scafista: 92 i fermati nel 2017
    La Polizia a seguito dello sbarco di ieri ha raccolto gravi indizi di colpevolezza a carico di: MOUHAMED Youssef, nato in Egitto il 18.10.1999. Secondo i testimoni è lui che ha condotto l’imbarcazione partita dalle coste libiche. I responsabili del delitto previsto dall’art. 12 D.Lgs.vo 25.7.1998 nr. 286, concorrevano con altri soggetti presenti in Libia al fine di trarne ingiusto ed ingente profitto, compiendo atti diretti a procurare l’ingresso clandestino nel territorio dello Stato di cittadini extracomunitari. Il delitto è aggravato dal fatto di aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale in Italia di più di 5 persone; perché è stato commesso da più di 3 persone in concorso tra loro; per aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale delle persone esponendole a pericolo per la loro vita e incolumità ed inoltre per aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale le persone sono state sottoposte a trattamento inumano e degradante.   I migranti sono stati ospitati presso l’Hot Spot di Pozzallo per essere visitati, identificati e trasferiti in altri centri. MODALITA’ DI SOCCORSO IN MARE Il giorno lunedì 23.10.2017, alle ore 3:28, IMRCC di Roma riceveva una richiesta di aiuto da parte di un migrante (attraverso un dispositivo telefonico satellitare) che segnalava di essere a bordo di una piccola imbarcazione con a bordo circa 20 passeggeri. La richiesta d’aiuto veniva reiterata alle successive ore 4:45. A seguito di tale segnalazione, alle successive ore 5:15, IMRCC inviava la nave della Marina Militare Italiana nel punto di mare a largo di ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-10-25By Redazione
    2 months ago
  • Mafia: patrimonio sequestrato a imprenditore messinese
    Beni per un milione e mezzo di euro sono stati sequestrati dalla Dia di Messina, con il supporto del Centro operativo di Catania, a un imprenditore attivo nelle forniture di inerti, e sospettato di contiguita’ con la criminalita’ organizzata della fascia tirrenica della provincia. Il provvedimento e’ stato disposto dalla Sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Messina ed e’ stato eseguito in piena sinergia con la Direzione distrettuale antimafia guidata dal procuratore Maurizio De Lucia. The post Mafia: patrimonio sequestrato a imprenditore messinese appeared first on .: La Spia :. contro ogni forma di mafia. ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-10-24By Redazione
    2 months ago
  • Giornalisti: Grasso, “vanno tutelati”. Gentiloni, “difendere chi rischia per la democrazia”
    (AGI) – Roma, 23 ott. – “In questi cinque anni avremmo dovuto – e potuto – agire anche sul piano legislativo per correggere delle gravi lacune del nostro sistema nel senso di una maggiore tutela del giornalismo”. Lo ha detto il Presidente del Senato, Pietro Grasso, al Convegno “Giornalisti aggrediti, colpevoli impuniti. Che cosa accade in Italia. L’allarme ONU”, organizzato da Ossigeno per l’Informazione al Senato, alla presenza, fra gli altri, dei giornalisti Michele Albanese e Paolo Borrometi. “In ogni incontro con la stampa parlamentare, dal 2013 a oggi, ho sempre ribadito ad esempio la necessita’ di intervenire sul tema delle querele temerarie, che sono certamente meno pericolose di minacce di morte o aggressioni fisiche ma comunque incidono pesantemente sull’attivita’ di molti vostri colleghi. Purtroppo – ha affermato Grasso – temo che a meno di una tardiva ma ben accetta assunzione di responsabilita’ da parte di tutte le forze politiche presenti in Parlamento, la legislatura rischia di chiudersi senza l’approvazione di tali norme”. Il presidente del Senato ha sottolineato come “il carattere internazionale delle iniziative di queste settimane corrisponde perfettamente alla dimensione del problema: in ogni parte del mondo – anche nelle piu’ evolute e forti democrazie – ci sono giornalisti minacciati, ingiustamente querelati, intimiditi, uccisi. Lo sa bene Paolo Borrometi oggi qui presente. Solo nel corso di quest’ anno – ad esempio – sono stati registrati nel nostro Paese 317 attacchi: un numero raccapricciante se si considera che, mediamente, solo nell’1% dei casi viene individuato e punito l’aggressore”. Grasso ha ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-10-23By Salvo Vassallo
    2 months ago
  • Pachino, dalle estorsioni di Giuliano al locale gratis per il consigliere Spataro
    Le estorsioni? Le fa il boss Salvatore Giuliano con i suoi “amichetti”. Il recupero crediti di alcuni imprenditori? Affidato sempre al boss, Salvatore Giuliano. Accade anche questo nella bella Pachino, dove oramai sembra che tutto vada al contrario. Dalla mafia alla politica: assurda anche la situazione consiliare, la cui maggioranza (secondo le ultime votazioni) è sempre più legata alle indispensabili presenze dei due consiglieri coinvolti con Giuliano nell’operazione di Polizia “Maschere nude” (LEGGI ARTICOLO). Una cittadina meravigliosa, fatta da gente laboriosa che, però, non denuncia. Salvatore Giuliano comanda, tira le fila delle estorsioni cittadine: i suoi luogotenenti, i fratelli Aprile, si muovono come se fossero le sentinelle del controllo nel territorio, provocano paura, gettano la gente nello sconforto minacciando a più non posso chi non paga. L’INVESTITURA DI PINUCCIO TRIGILA ED IL COMANDO DEL CLAN “Ora, quando esce Turi… Turi Giuliano… gli dico: ‘tutte le situazioni di là (del comprensorio di Pachino), prenditele nelle mani, prenditi tutto in mano”. A parlare è il capo clan Antonio (detto Pinuccio) Trigila che, in un colloquio in carcere precedente all’uscita di galera di Salvatore Giuliano, indica in lui per Pachino (e comprensorio) la responsabilità dell’organizzazione criminale. Salvatore Giuliano. E’ lui il “dominus” di Pachino (conosciuto come il boss “sdentato”), riconosciuto come storico capoclan, oggi è, dei personaggi più carismatici del sodalizio, l’unico in libertà. Giuliano ha da sempre comandato su Pachino (ed anche su Portopalo), stando ben attento a non pestare i piedi ai catanesi per quanto riguarda il mercato del pesce. Fra le attività più fiorenti dell’organizzazione criminale di ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-10-23By Paolo Borrometi
    2 months ago
  • Estorsioni, Miccoli condannato: la sua parabola dai gol agli insulti a Falcone
    Parabola insidiosissima e cartellino rosso per l’ex bomber di Juve, Benfica e Palermo. Con la sentenza del Gup Walter Turturici, Fabrizio Miccoli, condannato oggi pomeriggio, dopo otto ore di camera di consiglio, a 3 anni e sei mesi per estorsione aggravata dal metodo mafioso, ha ottenuto solo le attenuanti generiche: l’unico parziale sconto rispetto alla richiesta del pm Francesca Mazzocco, che aveva proposto una condanna a 4 anni. In passato pero’ la Procura aveva chiesto l’archiviazione per il calciatore che defini’ il magistrato ucciso dalla mafia Giovanni Falcone “un fango”, e il rinvio a giudizio per Mauro Lauricella e Gioacchino Amato: il primo e’ figlio del boss Antonino Lauricella; l’altro fu condannato al maxiprocesso. I due sarebbero stati gli esecutori materiali dell’estorsione ai danni di Andrea Graffagnini, un giovane imprenditore che era subentrato nella proprieta’ della discoteca di Isola delle Femmine (Palermo) Paparazzi, in cui avrebbe avuto interessi anche l’ex difensore del Palermo Andrea Barzagli, oggi centrale della Juventus e della nazionale: mandante delle pressioni illecite e minacciose, secondo l’accusa, sarebbe stato proprio Miccoli. Graffagnini avrebbe dovuto 12 mila euro a Giorgio Gasparini, ex fisioterapista del Palermo calcio, che per ottenere quanto riteneva gli spettasse si era rivolto, attraverso Piero Accardi, altro ex difensore rosanero, appunto a Miccoli. I pm Mazzocco e Maurizio Bonaccorso avevano ritenuto di non avere elementi sufficienti per procedere e avevano chiesto l’archiviazione. Quasi un anno fa, l’11 ottobre scorso, dopo anni di notizie e indagini, era invece arrivata per Miccoli l’imputazione coatta per estorsione aggravata. ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-10-22By Salvo Vassallo
    2 months ago
  • Passeggiando in bicicletta…
    In questa sede ho affrontato molte volte il problema della mobilità e tutte le volte ho proposto alternative all’uso dell’autovettura, soprattutto per i piccoli spostamenti quotidiani. Ogni volta ho parlato di scale mobili, di ascensori, di trasporto collettivo, di bus navetta e di tutti quegli strumenti messi a disposizione dalla pubblica amministrazione, ma credo di non avere mai affrontato in modo specifico il tema della mobilità alternativa individuale, cioè degli strumenti utilizzati dai privati, con risorse proprie, per ovviare all’uso del mezzo a quattro ruote. Ebbene, uno di questi strumenti è la bicicletta, oggi amata solo dagli sportivi. Eppure la bicicletta è stata la prima tappa per l’emancipazione individuale, soprattutto per quanti non avevano, in un certo momento storico, la possibilità di acquistare altri e più importanti strumenti di trasporto. L’avvento del motore a scoppio e la produzione massiva di prodotti sempre più economici (come la Vespa e la Fiat 500) ha causato il definitivo tramonto del mezzo pedali, almeno per quanto riguarda l’uso non sportivo, nonché la nostra patologica dipendenza dalle quattro ruote. Oggi, però, siamo giunti ad un bivio che ci separa dal collasso del pianeta ed abbiamo veramente poco tempo, non solo per decidere verso quale direzione andare ma di intraprendere questo viaggio, nei fatti concreti. Occorre che ognuno di noi faccia la sua parte in questo percorso di assunzione di responsabilità e di buon senso verso le nuove generazioni, perché anche il gesto minimo di ogni singolo individuo, sommato a quello degli altri, può diventare una ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-10-22By Antonio Ruta
    2 months ago
  • Come funziona un’assicurazione di un autocarro
    Quando ci si ritrova a dover trovare una valida assicurazione per il proprio autocarro, generalmente per motivi di lavoro, si riscontrano parecchi problemi e, non avendo tutte le informazioni necessarie, si possono combinare anche alcuni guai. Le assicurazioni degli autocarri sono estremamente diverse dalla classica RC auto, anche se ci sono vari veicoli che possono essere considerati sia come automobili che come autocarri, tra cui i Pick-up o i Suv. Possibilità del genere consentono indubbiamente di risparmiare sulle polizze annuali, ma il più delle volte vengono utilizzate in modo improprio, non rispettando la legge italiana al riguardo. Facendo qualche calcolo e informandosi presso alcuni istituti assicurativi, richiedere un’assicurazione per un autocarro garantisce la possibilità di usufruire di notevoli agevolazioni economiche, del tutto assenti se si deve assicurare una macchina. Viste le crescenti tariffe proposte dagli assicuratori, moltissimi guidatori cercano appositamente delle automobili che possano essere immatricolate come autocarri. I neopatentati o coloro che appartengono a classi più basse e hanno spesso incidenti riescono in questo modo ad evitare spese di migliaia di euro ogni anno per la sola copertura assicurativa del proprio veicolo. Stipulando assicurazioni per veicoli commerciali si ha l’occasione di detrarre l’Iva e soprattutto dedurre tutti i costi dall’Ires. A questo vantaggio si aggiunge poi la possibilità di pagare premi sostanzialmente più bassi, in quanto i premi degli autocarri non si calcolano in base alla cilindrata, come per le macchine, ma a seconda della portata. Ovviamente in questo modo i guidatori di Suv e Pick-up non devono più ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-10-22By Redazione
    2 months ago
  • Vittoria, la nuova “frontiera delle estorsioni”. Intervista al Capo della Mobile: “non ci fermiamo”
    Un mese dopo circa l’operazione di Polizia “Survivors” su delega della Direzione Distrettuale Antimafia di Catania, la quale ha permesso di sgominare il clan Carbonaro-Dominante finito nelle mani di Filippo Ventura. Torniamo a parlare di questo caso per chiarire meglio la dinamica dell’inchiesta ed accertare ulteriori risvolti. Ho voluto intervistare il Capo della Sezione Mobile di Ragusa, Antonino Ciavola che lo scorso 13 settembre ha condotto l’arresto del clan Ventura. “L’operazione “Survivors” – dichiara  Ciavola – ha portato all’arresto di 15 soggetti tutti pluri pregiudicati, tutti appartenenti alla Stidda, consorteria criminale che opera nel territorio di Vittoria e del nisseno, soprattutto a Gela; tale consorteria è stata sempre contrapposta a Cosa Nostra che giustamente ha perso potere dopo le operazioni della Polizia di Stato. L’operazione “Survivors ”, ha permesso di sgominare il clan Carbonaro-Dominante finito nelle mani di Filippo Ventura, che sin dagli anni ’90, insieme ai suoi fratelli, veniva soprannominato boss sanguinario. Il clan operava sul territorio vittoriese attraverso un sistema di potere basato sulla forza d’intimidazione tramite l’uso di armi e la collaborazione di decine di affiliati. La nuova frontiera delle estorsioni –  spiega Ciavola –  è cambiata, infatti, da sempre, le estorsioni venivano proposte in modo “tradizionale”, cioè come prevede il Codice Penale. La richiesta di somme in denaro avveniva attraverso il sistema consolidato delle minacce e della violenza, nei riguardi di  coloro che abitualmente svolgevano un’attività imprenditoriale. Questo “metodo” esponeva gli estorsori al rischio di essere, prima o poi, identificati. Quindi, negli ultimi anni c’é stata una modifica del ... read more
    Source: La SpiaPublished on 2017-10-21By Veronica Falcone
    2 months ago
(Visited 810 times, 3 visits today)