The Heavenly Food of Sicily

Cucina Paradiso: The Heavenly Food of Sicily

Cucina Paradiso: The Heavenly Food of Sicily

Clifford A. Wright, Author Simon & Schuster $24.5 (0p) ISBN 978-0-671-76926-0

Cucina Paradiso: The Heavenly Food of SicilyResearched by Middle East scholar and food enthusiast Wright, this fascinating volume clarifies the mystifying distinction between the cooking of Sicily and other regions of Italy. The reason for the distinction – as he convincingly presents it – was the medieval conquest of Sicily by Arabs whose “culture remained there intact for four hundred years.” According to Wright, the Arabs are responsible for, among other things, the creation of the Sicilian “one-pot” meal, a “fondness for stuffed foods.. shared by the Sicilians,” and the introduction of rice, of which “some food writers even argue that the famous Risotto alla Milanese is an Arab-Sicilian invention transplanted north.” The resulting collection of recipes reflects Sicily’s exotic heritage and includes a mint-infused, Arab-style penne, grilled beef rolls with pecorino, currants and pine nuts and watermelon pudding studded with semisweet chocolate bits, pistachios and candied orange peel. This suggestive study of “the food Sicilians call cucina arabo-sicula” decorously removes another delicious layer of Italy’s riches.

Midnight in Sicily

Terrasini, sunset

Peter Robb, Author Faber & Faber $25.95 (336p) ISBN 978-0-571-19932-7

Midnight in SicilyThis is not a travel book, but rather a sophisticated attempt to make sense of the on-going prosecution of the 78-year-old seven-time prime minister, Giulio Andreotti, and of the intimate ties between the mafia and postwar Italian politics. An Australian by birth, Robb is not just parachuting in to gawk at the corruption that traded in votes, money, government contracts and even assassinations. A longtime resident of Naples, Robb adeptly puts the elusive world of organized crime (both Neapolitan and Sicilian) in a historical context that stretches back to the 19th century. In Sicily, however, organized crime is not an isolated institution and its pervasiveness is suggested by Robb’s brilliant interweaving of writers such as Leonardo Sciascia, Giuseppe di Lampedusa, Pier Paolo Pasolini and the artist Renato Guttuso. Many artists saw a connection between the rich food of Sicily and the mob, which Robb expertly exploits, even repeating an ironic quote from Andreotti himself: “I found myself with my stomach full of marvelous but terrible food, the pasta con le sarde, the cassata and not only did I not understand a thing there but I was ill too. I wonder whether there’s a connection between food like this and the growth of the mafia.” Those who treasured Excellent Cadavers, Alexander Stille’s magnificent study of magistrates Giovanni Falcone, Paolo Borsellino and the mafia “maxitrial,” will appreciate Robb’s epic story of evil and nobility.

Novecento Italiano. Una Storia

Inaugurazione della mostra “Novecento Italiano. Una Storia”

Direzione Fondazione Federico II
Buongiorno,

l’On. Presidente Giovanni Ardizzone e il Direttore Generale della Fondazione Federico II, Francesco Forgione, hanno il piacere di invitare le SS.VV. all’inaugurazione della mostra “Novecento Italiano. Una Storia”.

Sala Duca di Montalto, Palazzo Reale di Palermo. Venerdì 24 marzo 2017, ore 18:00.

Seguirà cocktail.

Cordialità

dott. Carmelo Antico
Segreteria del Direttore Generale
Fondazione Federico II
Via N. Garzilli, 36
90141 Palermo
direzione@federicosecondo.org
091/6262833

Inaugurazione della mostra "Novecento Italiano. Una Storia"
La Fondazione Federico II è una fondazione di Palermo nata “al fine della più ampia conoscenza e della diffusione dell’attività degli organi istituzionali della Regione Siciliana e dell’Assemblea regionale siciliana in particolare, e dei valori e del patrimonio culturale della Sicilia”.

La Fondazione Federico II ha il compito di valorizzare la tradizione politica e culturale della Sicilia promuovendo iniziative finalizzate alla più ampia conoscenza del retaggio storico del Parlamento regionale e delle istituzioni giuridiche siciliane, dando una puntuale informazione sull’attività degli organi istituzionali della Regione, attraverso “la pubblicazione e diffusione di volumi, di riviste e notizie sull’autonomia e le sue istituzioni”. Tra le sue finalità anche “la promozione di iniziative volte alla valorizzazione del patrimonio culturale della Sicilia e delle opere di artisti siciliani”.

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La Traviata

Wednesday, March 15 2017, 06:00 pm
United Nations Room
Presentazione La Traviata 2595 – Gallery Teatro Massimo
Conferenza di presentazione dell’opera La Traviata di Giuseppe Verdi (dal 19 marzo al 1 aprile) organizzata dagli Amici del Teatro Massimo, con Paolo Gallarati.

La Traviata

Paolo Gallarati è professore ordinario di Istituzioni di Storia della musica e di Drammaturgia musicale nell’Università di Torino. Ha fondato il dottorato di ricerca in «Storia e critica delle culture e dei beni musicali» e il «Centro Regionale Universitario per la Musica “Massimo Mila”» della Università di Torino di cui è stato direttore sino al 2009.
È codirettore della rivista musicologica «Il Saggiatore musicale» e fa parte del Comitato d’onore della edizione critica delle «Opere di Gioachino Rossini» edita da Bärenreiter (Kassel-Basel-London-New York-Praha). Svolge attività di critico musicale sulle colonne de «La Stampa» e sulla rivista «Amadeus». Nel 1996 per il volume La forza delle parole. Mozart drammaturgo (Torino, Einaudi, 1993), gli è stato assegnato il secondo «Premio internazionale Massimo Mila per la saggistica musicale». Il suo volume più recente è Verdi ritrovato. Rigoletto, Trovatore, Traviata, (Il Saggiatore, 2016).
L’ingresso è libero sino ad esaurimento dei posti disponibili.

La traviata è un’opera in tre atti di Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Piave. È basata su La signora delle camelie, opera teatrale di Alexandre Dumas (figlio), che lo stesso autore trasse dal suo precedente omonimo romanzo.

Viene considerata parte di una cosiddetta “trilogia popolare” di Verdi, assieme a Il trovatore e a Rigoletto.

Fu in parte composta nella villa degli editori Ricordi a Cadenabbia, sul lago di Como. La prima rappresentazione avvenne al Teatro La Fenice il 6 marzo 1853 ma, a causa forse di interpreti carenti e – probabilmente – per il soggetto allora considerato scabroso, non si rivelò il successo che il suo autore si attendeva[1]; fu ripresa il 6 maggio dell’anno successivo a Venezia al Teatro San Benedetto in una versione rielaborata e con interpreti più validi, come Maria Spezia Aldighieri e finalmente, diretta dal compositore, riscosse il meritato successo.

A causa della critica alla società borghese, l’opera, nei teatri di Firenze, Bologna, Parma (10 gennaio 1855 nel Teatro Regio di Parma come Violetta), Napoli e Roma, fu rimaneggiata dalla censura e messa in scena con alcuni pezzi totalmente stravolti. Sempre per sfuggire alla censura, l’opera dovette essere spostata come ambientazione cronologica dal XIX al XVIII secolo.

Secondo i dati pubblicati da Operabase nel 2013 è l’opera più rappresentata al mondo nelle ultime cinque stagioni, con 629 recite.

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